GRAND
TOUR DI SICILIA
RACHID BOUDJEDRA
"FIUMARA
D'ARTE : LA VIA DELLA BELLEZZA
I colori della Sicilia : sulla strada delle ceramiche"
Catania
9/3/2004
Venerdì
12 marzo, ore 18,30, reading dello scrittore algerino Rachid
Boudjedra nell'antica masseria Castagnola (Viale Castagnola
1 - Librino) Catania.
Il quarto scrittore ospite di Antonio Presti nell'ambito
del progetto "Viaggio in Sicilia
verso Librino.
La Sicilia vista con gli occhi del mondo" è
Rachid Boudjedra. Il Grand Tour dello scrittore algerino
- uno degli intellettuali del Maghreb più impegnati
socialmente e politicamente, autore di romanzi di successo,
tra cui Il ripudio - sarà un omaggio alla Madre Terra.
Il viaggio partirà da Fiumara d'Arte, il più
grande museo di arte contemporanea all'aperto d'Europa,
per poi proseguire nelle città della ceramica: Santo
Stefano di Camastra e Caltagirone, due comuni che dalla
terra hanno ricevuto un frutto prezioso: l'argilla.
Rachid Boudjedra terrà un reading a Catania, nell'antica
masseria Castagnola (viale Castagnola 1 - Librino), venerdì
12 marzo alle ore 18,30.
Interverranno il mecenate Antonio Presti, la giornalista
Pinella Leocata e la scrittrice Maria Attanasio.
Si è svolto ieri sera, a Librino, nell'antica masseria
Castagnola - sede della scuola materna Fontanarossa - il
reading dello scrittore algerino Rachid Boudjedra, ospite
di Antonio Presti nell'ambito del progetto "Viaggio
in Sicilia
verso Librino. La Sicilia vista con gli
occhi del mondo". Il Grand Tour dello scrittore algerino
- uno degli intellettuali del Maghreb più impegnati
socialmente e politicamente - è un omaggio alla grande
Madre Terra. Dopo aver visitato nei giorni scorsi la Fiumara
d'Arte e Santo Stefano di Camastra, lo scrittore farà
tappa (oggi e domani) a Caltagirone, per concludere il suo
viaggio "sulla strada della ceramica". Faranno
da cornice al Grand Tour di Boudjedra i colori intensi e
caldi della Sicilia, le tinte vivaci riprodotte nelle ceramiche
dei maestri artigiani.
Unica tappa a Catania per lo scrittore algerino il reading
a Librino, un omaggio al quartiere simbolo di tutte le periferie,
della possibilità di riscatto attraverso la cultura.
<Io voglio imitare Antonio Presti - ha detto ieri sera
Rachid Boudjedra -, voglio realizzare quello che ha fatto
Presti qui a Librino, portando l'arte e la cultura in alcuni
quartieri disagiati del mio paese. Quando tornerò
a casa inizierò subito a lavorare a questo progetto,
e spero un giorno di poter ospitare in Algeria gli scrittori
italiani, per invitarli a raccontare la mia terra.
La cosa più importante di questo viaggio in Sicilia
è la mia esperienza con Antonio Presti. Non sapevo
cosa fosse la "devozione alla bellezza" fino a
quando, tre giorni fa, ho visitato la Fiumara d'Arte, il
museo all'aperto che Presti ha creato tra Tusa e Santo Stefano
di Camastra, ed ho visto quelle gigantesche sculture disseminate
per la strada, nei prati, donate alla gente perché
vengano ammirate da tutti. Questa è una cosa straordinaria
che non può essere spiegata né illustrata
dai depliant - ha proseguito Boudjedra - . Bisogna venire
in Sicilia e visitare la Fiumara d'Arte per capire cosa
vuol dire "devozione alla bellezza", per vedere
cosa è riuscito a fare Presti.
L'arte spesso è confinata in un mondo di ricchi,
per ricchi. Offrirla ogni giorno gratuitamente alle persone
che soffrono è molto importante. Ecco io voglio ripetere
anche questa esperienza di Antonio Presti e creare grandi
opere d'arte da mostrare quotidianamente a tutti, ai ricchi
e ai poveri>.
Boudjedra si è poi soffermato sulla sua attività
di scrittore impegnato politicamente e socialmente, un impegno
che gli è costato la condanna a morte nel suo paese
e la censura dei suoi scritti.
<In tutto il mondo, anche nei paesi più evoluti,
esistono tabù e pregiudizi - ha puntualizzato Boudjedra.
Per molti algerini la Sicilia è solo mafia e spaghetti,
così per molti siciliani l'Algeria è solo
integralismo. Ma in realtà non c'è nessun
paese consacrato esclusivamente al dolore e all'infelicità.
Come in Sicilia ci sono uomini che hanno lottato contro
la mafia anche a costo della propria vita, così nel
mio paese molti algerini hanno lottato contro ogni forma
di integralismo. I tabù devono essere combattuti
- ha ribadito più volte lo scrittore - e io mi sono
sempre battuto per questo, anche a costo di dover lasciare
il mio paese>.
Ad aprire il reading la proiezione di alcuni spot realizzati
nell'ambito del progetto "è tempo di poesia.
500 spot per Librino", l'altra iniziativa promossa
da Antonio Presti per rilanciare, attraverso la pubblicità,
l'immagine di Librino. A commentare gli spot la scrittrice
Maria Attanasio che ha coordinato gli oltre 150 poeti invitati
da Presti a leggere "pillole" di poesia in televisione.
Dopo gli interventi della giornalista Pinella Leocata e
del mecenate Antonio Presti, che ha ribadito il suo impegno
etico nei confronti del quartiere, Boudjedra ha risposto
alle domande del pubblico, parlando anche della sua visione
della donna.
<Io sono una persona che esiste solo attraverso le donne,
mia madre, le mie nipoti, le protagoniste dei miei racconti;
io non esisto se non attraverso loro - ha precisato Boudjedra
-. Non c'è libro, tra quelli che ho scritto, in cui
io non abbia cercato di dimostrare che l'unica via percorribile
è solo attraverso le donne, anche se nel mondo ci
sono ancora tante discriminazioni.
La giovane protagonista del mio romanzo, Timimun, ha addirittura
un ruolo catartico nei confronti di un uomo maturo ormai
spento e circondato dall'odio. Questa giovane rappresenta
le donne algerine che si sono emancipate grazie alla carriera
scolastica e alla cultura. In Algeria, oggi, su cinque diplomati,
quattro sono donne; inoltre ci sono più giudici donne
nel mio paese che in Italia. E questo sicuramente vuol dire
qualcosa>.
<Ciò che mi colpisce di più quando scrivo
- ha concluso l'intellettuale algerino - è l'infelicità
delle persone e il dolore umano. Io credo che nessun artista
possa essere ritenuto tale se non riesce a capire e vivere
il dolore altrui. Ricordo la frase scritta sopra un'immaginetta
di San Vincenzo che ho visto tempo fa nella stanza di un
prete ad Algeri, c'era scritto "provo pena per la vostra
pena". Ecco, da ateo e da artista, io provo pena per
il dolore degli uomini. Per questo sono uno scrittore, per
questo posso essere chiamato artista.
Catania,
13/3/2004
L'ufficio
stampa
Agata Finocchiaro 347/8854817