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Biografia
Rachid Boudjedra, nato nel 1941 a Ain Beda (Algeria). Già
attivo politicamente come rappresentante a Madrid del Fronte di
Liberazione Nazionale Algerino durante gli anni della lotta contro
il colonialismo, si è laureato in filosofia ad Algeri e alla
Sorbona.
Ha iniziato la sua attività narrativa nel 1969 con il romanzo
Il ripudio. Sin da allora accese polemiche accompagnano la sua più
che ventennale attività di scrittore, critico, saggista e
polemista. Intellettuale impegnato su più fronti e sempre
pronto ad affrontare temi di dissacrante provocazione, Boudjedra
si è imposto sulla scena della letteratura contemporanea
come uno degli scrittori del Maghreb più impegnati socialmente
e politicamente.
In Edizioni Lavoro ha pubblicato nel 1989 La pioggia e nel 1993
Il ripudio. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie, saggi come
La vie quotidienne en Algérie (1971) e Jounal palestinien
(1972) e soprattutto romanzi di successo quali La répudiation
(Il ripudio, 1969), L'insolation (1972), al-Rafàkkuk (La
disgregazione, 1981), al-Marth (La macerazione, 1984), Faudha al-ashyà
(Il disordine delle cose, 1990). Topographie idéale pour
une agression caractérisée è del 1975.

Programma
RACHID
BOUDJEDRA: FIUMARA D'ARTE - LA VIA DELLA BELLEZZA
I colori della Sicilia : sulla strada delle ceramiche
Si
viaggia per conoscere luoghi, paesaggi, pietre, manufatti, suoni,
parole, storie, pensieri, idee che hanno contribuito a formare l'identità
di un popolo e di una città. Si viaggia per conoscere gli
uomini e le donne, per capirne i percorsi, le contraddizioni, i
gusti, gli amori, le idee, le speranze, i timori. Si viaggia per
imparare, per ascoltare e ascoltarsi, per vedere e rivedersi con
occhi nuovi e attraverso gli occhi degli altri.
Il "Viaggio in Sicilia... verso Librino" è tutto
questo: un viaggio nelle tradizioni, nel modo di reinventarle e
di reincarnarle. Un'immersione nei luoghi cardine della contemporaneità,
che sono spesso luoghi di confine, "quartieri ai margini",
periferie - delle città e del mondo - dove differenti realtà
si scontrano e si confrontano e, nel farlo, creano nuove identità,
nuovi mondi possibili.
Librino, dunque, come simbolo delle periferie del mondo, della possibilità
di riscatto attraverso la cultura.
I
colori della Sicilia : Boudjedra sulla strada delle ceramiche
Il
Grand Tour di Rachid Boudjedra sarà un omaggio alla grande
madre Terra. Il viaggio partirà da Fiumara d'Arte, il più
grande museo all'aperto d'Europa, per poi proseguire nelle città
della ceramica: Caltagirone e Santo Stefano di Camastra, due comuni
che dalla terra hanno ricevuto un frutto prezioso: l'argilla.
Faranno da cornice al Grand Tour di Boudjedra i colori intensi e
caldi della Sicilia, le tinte vivaci riprodotte nelle ceramiche
dei maestri artigiani e impresse nella memoria di un osservatore
d'eccezione, Goethe. Nel suo viaggio in Italia, raccontando della
Sicilia, lo scrittore ricordava: <È così intenso
l'effetto che tutti i colori, dal verde degli alberi e delle piante
ai toni gialli, rossicci e bruni del terreno, producono sull'occhio,
che anche una screziatura dei fiori e delle vesti si fonde nella
generale armonia e ci restituisce alla memoria i colori dell'Isola.>
La tavolozza dei colori di Sicilia è un archivio cromatico
vastissimo, una vera e propria commistione di toni caldi e freddi
ricavati dagli influssi di oriente ed occidente, gli stessi che
si possono ammirare nei dipinti realizzati sulle ceramiche dei grandi
maestri isolani.
Caltagirone
Le origini di Caltagirone risalgono al V millennio a. C. Il nome
Qal'at al Ghàrun, che vuol dire "Collina dei vasi",
fu dato dagli arabi, che trovarono una fiorente attività
artigianale al momento della conquista del borgo (828). Gli Arabi
non solo appresero le antiche tecniche locali di produzione della
ceramica, ma contribuirono all'introduzione di nuovi sistemi di
lavorazione.
Nel XIV secolo si stabilì in città una colonia di
Catalani, che favorì un notevole progresso nell'arte della
ceramica, non soltanto con l'immissione di motivi decorativi catalano-moreschi
sul sostrato arabo-siculo, ma anche con l'incremento della produzione
di manufatti, destinati anche all'esportazione.
A partire dal XV secolo comincia l'età d'oro dell'arte calatina;
lavorano in città artisti del calibro di Antonello da Messina,
Filippo Paladini, i Gagini, Camillo Camilliani e molti altri. Ma
questo momento di splendore e serenità viene drammaticamente
interrotto dalla carestia del 1627 e dal grave terremoto del 1693.
La ricostruzione di Caltagirone, uno dei centri colpiti dal sisma,
fu progettata per ordine del duca di Camastra.
Una delle figure più importanti nella storia della città
è quella di don Luigi Sturzo, sindaco per un quindicennio
e fondatore della Scuola di Ceramica, ancora oggi istituto di primaria
importanza per la formazione delle nuove generazioni di artigiani
ceramisti.
Santo
Stefano di Camastra
Arroccato su un poggio panoramico della costa tirrenica, Santo Stefano
di Camastra sorge al centro di una zona ricca di cave d'argilla.
Il paese è stato arricchito ed impreziosito da 35 opere di
varia grandezza che costituiscono un tappeto di immagini raffiguranti
il mito, la storia e la natura della Sicilia. La qualità
delle argille e l'abilità degli artigiani locali hanno fatto
di Santo Stefano di Camastra un importante centro di produzione
della ceramica in Sicilia. Le caratteristiche comuni della produzione
sono le decorazioni geometriche nello stile Luigi XIV, la brillantezza
degli smalti e il gusto tipico del rustico siciliano. Le mattonelle
maiolicate di Santo Stefano di Camastra sono esportate in tutta
Italia e la tradizione che le accompagna risale al XVIII secolo.
Gli artigiani scavavano la creta, pressavano l'argilla dentro cassette
di legno e imprimevano in bronzo il marchio della fabbrica. La creta,
asciugandosi, prendeva le forme della caratteristica mattonella
da 20 x 20 centimetri. Poi i mattoni venivano cotti in forni alimentati
a legna. Dopo venti ore di cottura e quarantotto di raffreddamento
le mattonelle venivano decorate e colorate. Così poteva iniziare
la seconda cottura. Solo nel XIX secolo la produzione artigianale
è stata sostituita con quella industriale.
La Fiumara d'Arte
Fiumara è un termine siciliano che significa percorso naturale
o letto di un fiume che rimane in secca per la maggior parte dell'anno
e riprende vita solamente durante la breve stagione delle piogge.
Il percorso della Fiumara dei Nebrodi, letto dell'antico fiume Halesus
- odierno torrente Tusa -, inizia nei pressi di Castel di Tusa e
si articola fino al mare, nella vicina Messina.
Negli anni Ottanta il giovane imprenditore Antonio Presti, ispirato
dall'atmosfera del luogo, ha deciso di trasformare la Fiumara di
Tusa in un "Fiume d'Arte". Nel 1985, in seguito alla morte
del padre, Presti commissiona un monumento astratto formato da gigantesche
strutture gemelle in bianco e nero, evocanti la "non-dualità"
di vita e morte. Questo è il primo monumento della Fiumara
d'Arte - un museo all'aperto realizzato tra i comuni di Tusa e Santo
Stefano di Camastra - che, negli anni successivi, si arricchisce
delle opere di alcuni tra i maggiori artisti del mondo, tra cui
Pietro Consagra, Tano Festa, Italo Lanfredini, Nagasawa.
Alla Fiumara d'Arte si affianca l'Atelier Sul Mare, a Castel di
Tusa, un albergo-museo con stanze d'autore, ideato da Presti e realizzato
da artisti di fama internazionale per vivere l'arte nella quotidianità.
Oltre alla sezione museale permanente dell'Atelier sul Mare, l'associazione
Fiumara d'Arte, fondata dal mecenate messinese, comprende l'attività
culturale e artistica della casa Stesicorea, a Catania. Nel capoluogo
etneo si è trasferita da quattro anni gran parte dell'attività
artistica di Presti, il quale, dopo aver realizzato nella zona dei
Nebrodi il più grande museo d'arte contemporanea all'aperto
d'Europa, adesso sta lavorando per creare nel quartiere catanese
di Librino il primo museo video e fotografico all'aperto, con installazioni
sulle facciate cieche dei palazzi.

Programma Grand Tour Rachid Boudjedra
10-14 Marzo 2004
Mercoledì 10 Marzo
Ore 10.00 Incontro con gli studenti di Santo Stefano di Camastra
Ore 15.00 Visita del Museo all'aperto Fiumara d'Arte
Ore 21.00 Cena nell'Albergo-Museo "Atelier sul Mare"
Giovedì
11 Marzo
Ore 10.00 Visita delle botteghe artigianali di Santo Stefano di
Camastra
Ore 15.00 Visita del Museo della ceramica di Santo Stefano di Camastra
Ore 18.00 Reading dell'autore nel Museo della ceramica (in collaborazione
con il Comune di S.Stefano di Camastra). A seguire proiezione del
Video "E' tempo di Poesia"
Venerdì 12 Marzo
Ore 10.00 Visita della "Fiumara d'Arte" (sculture monumentali
di Pietro Consagra, Tano Festa, Italo Lanfredini, Nagasawa, Dorazio
e altri)
Ore 14.00 Partenza per Catania
Ore 16.00 Visita del quartiere Librino
Ore 18.30 Reading dell'Autore nella Scuola Fontanarossa di Librino
Ore 21.00 Cena nella Scuola Fontanarossa
Sabato
13 Marzo
Ore 10.00 Caltagirone - Incontro con gli studenti dell'Istituto
d'Arte e Reading dell'Autore
Ore 12.00 Visita della Galleria Moderna
Ore 18.30 Reading dell'autore nel Salone Municipale con proiezione
del video
"È tempo di Poesia" ( in collaborazione con il
comune di Caltagirone).
Domenica
14 Marzo
Ore 10.00 Visita del Centro storico di Caltagirone
Ore 16.30 Visita delle Botteghe di Ceramica
Ore 23.00 Rientro a Catania.
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