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Caltagirone,
18 Marzo 2005
Caro
amico poeta,
affido
l'inizio di questa lettera alle parole di Gregory Corso "Dalla
materia che non esiste/ sono entrato in un labirinto/ uscito e salito
su un'onda blu/ poi ho finito discendendo in una caverna/ stanco:
passai per un albergo sfatto/ e là sognai una casa finale/
il fiume scorre sotto al mare/ e una finestra dischiude il cielo
/ mi chiedo se mai vedrò una mucca porporina/ qui in Sicilia
".
Sono i versi di apertura di un lungo testo, scritto dal poeta americano
dopo il viaggio, tra i segni contemporanei dell'arte e quelli primordiali
della natura, nel museo all'aperto della Fiumara d'Arte, le cui
monumentali sculture, create da grandi artisti internazionali, sono
disseminate lungo il percorso della fiumara di Tusa, tra i Nebrodi
e il mare; un emozionato sentire del cuore e dell'intelligenza,
condiviso da migliaia di anonimi viaggiatori che, provenienti da
tutto il mondo, dall'inizio degli anni novanta a oggi, l'hanno visitato.
Un viaggio che, però, nel futuro, forse non sarà più
possibile fare.

Scultura di Tano Festa ieri
Donato allo Stato dal mecenate-artista Antonio Presti -che lo ha
ideato e realizzato, nel segno e nel senso di un'arte vissuta non
come singolare e privata fruizione, ma come collettiva condivisione-
il parco delle sculture versa infatti in un totale abbandono e degrado
per l'irresponsabile nolontà -deliberata? inconsapevole?-
di quelle pubbliche istituzioni, demandate alla sua conservazione
e alla sua fruizione: indice di una barbarie culturale che rifiuta
quel pensiero altro insito in ogni forma di vera arte, più
che mai necessario oggi, in un tempo di narcotizzante dittatura
dei mass media.
Un rifiuto che, in nome della dignità e della libertà
dell'arte, va , a sua volta, decisamente rifiutato.
Il rifiuto del rifiuto è infatti il nome della manifestazione
che, l'Associazione Fiumara d'arte, con l'adesione e la partecipazione
di molte altre associazioni e istituzioni culturali, italiane e
internazionali, ha indetto per il 22 Aprile, a Castel di Tusa.
Ad essa non può mancare il sostegno della libera voce della
poesia; ti invito perciò a dare anche tu la tua adesione,
sottoscrivendo questa lettera-appello, e il documento allegato.
Un
carissimo saluto,
Maria
Attanasio
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