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| Centonove |
Venerdì 21 Novembre 2003
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Poster
iniziative
Due anni dopo il famoso treno dei poeti parte il nuovo progetto di Presti
dedicato al quartiere di Catania. Cinquecento spot per affermare il valore
della bellezza Librino, e ora pubblicità.
Cinquecento spot di importanti autori realizzati con gli abitanti e i
bambini.
Obiettivo: difendere diritti e pensiero libero. Così le adesioni
CATANIA
A Librino la poesia è sempre di casa. La poesia che abita gli uomini
e colora le cose, la poesia che restituisce bellezza, interiorità,
cifra etica e simbolismi esistenziali. E per iniziativa di Antonio Presti,
che alla causa catanese ha ormai sposato il suo impegno e la sua attività
di mecenate, una nuova tappa del progetto "Terzocchio" affida
in questi giorni alla poesia il compito di filtrare nuovi codici di bellezza
e di sensibilità.
Il titolo dell'iniziativa appena presentata al pubblico della capitale:
"E'tempo di poesia - Cinquecento spot per Librino". Obiettivo:
fare ancora una volta di Librino il centro propulsore di quei valori che
la società di massa e del consumo sembra aver scacciato. Per raggiungere
questo scopo, si sceglie dunque la via più diretta, il canale che
più di tutti influenza l'esistenza quotidiana: la tv. La pubblicità
pertanto, che sempre più spesso s'impone come maschera criminale
di una civiltà dell'effimero, subisce un improvviso ribaltamento
dei suoi canoni. Non più prodotto, non più oggetto, non
più mercato: solo bellezza. I versi assumono una nuova dignità
mediatica, divengono gli elementi di una società decisa a cambiare
completamente, i pilastri di una costruzione, la fertile coscienza dei
cittadini di Librino, che sta lasciando una traccia profonda nella storia
del nostro Paese.
Grazie all'intelligenza creativa di Presti la pubblicità dei nostri
poeti s'impone ora all'attenzione cittadina nel tentativo di portarci,
giorno per giorno, valori di poesia improvvisamente riscoperti, riletti,
amati, ricondotti al centro di un'esigenza comune e all'apice dell'immaginario
collettivo.
Quegli stessi poeti che due anni fa avevano viaggiato cullati dal suono
delle voci, dei versi. Quei cittadini emozionati che avevano assistito
come per un dono alle loro letture pomeridiane per le strade, nelle piazze,
nelle aule delle calorose scuole di Librino. Tutti ritornano adesso protagonisti
di una pubblicità che inverte la sua ordinaria tendenza comunicativa.
Una pubblicità che decide ideologicamente di abbandonare la squallida
logica del profitto in direzione del nuovo, del bello. Circa cento tra
i più importanti autori Italiani dei nostri giorni e trenta secondi
a disposizione per inviare il loro messaggio poetico. A beneficiare del
progetto, ancora una volta le scuole catanesi, centro della volontà
di crescita del mecenate. Dal novembre 2003 al dicembre 2004, ogni giorno
della settimana, due spot differenti avranno modo di raggiungere i telespettatori
delle maggiori reti televisive siciliane. E tutto questo, non per ottenere
facili consensi o messaggi di retorica solidarietà, ma per recuperare
il valore vero, vitale, del tornare a fare poesia.
Da Voce alla Spaziani, passando per Maria Attanasio e
non, un corollario di ospiti che prendono parola, che raggiungono i cittadini
nell'arco delle loro giornate, che si fanno testimoni di una battaglia
- quella verso l'affermazione del diritto alla bellezza - che sempre più
è entrata nel cuore dei catanesi e nell'orgoglio di tutti noi siciliani.
Ma di cui parla non soltanto la Sicilia, vista la decisione di andare
fino a Roma per trasmettere il valore della bellezza al pubblico della
capitale, e vista la presenza di firme prestigiose dell'ambito del giornalismo,
della regia, della letteratura che hanno deciso di affiancare e promuovere
l'ideale di Presti. Stiamo vivendo giorni che faranno sicuramente la storia
di questa terra e di questo paese. Ecco come riassume il suo pensiero
Antonio Presti.
"E'tempo di poesia - 500 spot per Librino" è una tappa
di un progetto che tende a realizzare, nel quartiere Librino, un ampio
museo dell'immagine all'aperto. Da che tipo di riflessione nasce l'idea
di ispirarsi alla periferia?
Esistono nella contemporaneità i non-luoghi: quelle sterminate
periferie urbane dove, come a Librino, vengono spostate migliaia di persone,
senza che la società più se ne occupi; intere generazioni
crescono, perciò, senza un rapporto di appartenenza alla memoria
storica e alla vita della città. Alle prese con i più elementari
bisogni di interventi urbanistici, si trovano spesso a vivere in un continuo
stato di necessità, identificando l'essere cittadini col chiedere.
Chiedere sempre. E, quasi sempre, senza nulla ottenere. La fogna, le strade,
l'ascensore, l'asse attrezzato, sono tutte richieste legittime, di diritto,
ma soprattutto un dovere a cui un Paese civile dovrebbe assolvere; nel
momento in cui si ignora tale dovere, si crea uno stato di subordinazione
al potere, di profonda frustrazione sociale ed esistenziale. La cultura
può scardinare questa logica, ricordando a questa gente che esiste
un diritto negato e un dovere mai esercitato a fini del rispetto della
loro dignità di persone. Noi lavoriamo da più di tre anni
in questo quartiere, e possiamo affermare che, tra le sue tante necessità,
prioritario è il bisogno di un'identità culturale; ridare
cioè, a questi cittadini negati, la consapevolezza della loro dignità.
Che non è solo quello della richiesta, ma anche quello della coscienza:
di essere uomini e cittadini a pieno titolo.
Dopo le precedenti iniziative, come procede la sua attività
culturale a Librino?
Sento il dovere come cittadino, non di Catania, ma del mondo, di offrire
a Librino la possibilità di rinascere attraverso la cultura. Da
anni siamo impegnati nel quartiere in un grande lavoro didattico, sociale,
culturale, rapportandoci con la scuola, la chiesa, il mondo delle associazioni,
presso cui la nostra identità, al servizio del pensiero, non del
potere, è pienamente riconosciuta. Abbiamo fatto un censimento
del quartiere, per dar modo a tutte le realtà presenti nel territorio
di esprimersi, realizzando, con gli artisti e con la troupe di Fiumara
d'Arte, spot di 30 secondi ciascuno, che registrano tutti gli aspetti
della vita collettiva; non si tratta né di pubblicità progresso
né di pubblicità di solidarietà. Semplicemente di
pubblicità: pubblicità altra però, che ignora la
merce, e ripropone l'essere umano. Invece di continuare a chiedere e a
prostrarsi, Librino entrerà nelle case dei siciliani, per rivendicare
la propria identità, la propria esistenza, Tutto questo è
stato possibile grazie alla collaborazione delle tre maggiori emittenti
regionali: Antenna Sicilia e Telecolor di Catania, e Telegiornale di Sicilia
TGS di Palermo che hanno offerto ai nostri spot gli spazi di migliore
audience all'interno dei loro palinsesti, a titolo gratuito.
Come funzionerà la messa in onda?
La sua realizzazione richiede ingenti somme, ma il mio fare non si
ferma in assenza di denaro, perché il suo valore nasce da una volontà
che si chiama utopia. L'Associazione Fiumara d'Arte, che io in qualità
di Presidente rappresento, ha intrapreso accordi con le maggiori emittenti
regionali. La pubblicità, che comincerà ad andare in onda
a fine novembre 2003, si protrarrà per tutto il 2004; al termine
di questo periodo spero di poter dare inizio alla realizzazione del museo
di arte contemporanea che, quando sarà inaugurato, trasformerà
Librino in una meta di interesse culturale. Un suggerimento che da Catania
vorrei dare agli uomini di cultura: ritrovare il senso ultimo del fare
e le ragioni profonde dell'utopia.
Librino,
ovvero l'arte dell'utopia
Eliodoro
CATANIA
Un sorriso sdentato, lo sguardo impertinente, il ciuffo "spacchiuso"
grondante di gel. Davanti la telecamera mille volti, mille espressioni,
mille anime. l'utopia del bello diventa realtà, la riscossa di
un quartiere?città ghetto diventa poesia. Un gesto, una frase,
la gioia di essere "made in Librino" viaggia nell'etere ed entra
in migliaia di case per comunicare che è bello chi vuole essere
bello. Lo sguardo trasognato di Antonio Presti, nasconde francescana pazienza
e inarrestabile determinazione. Novello don Chisciotte riesce in un miracolo
moderno, né pani né pesci, ma uno spot che riabilita un
mondo, quello della periferia, che non è solo a Catania.
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