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Poster |
Sabato 24 Maggio 2002
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Si
conclude con la festa del kilometro di tela, il primo ciclo di eventi
che "Fiumara d'Arte" ha dedicato al quartiere di Librino di
Catania
Luigi La Rosa
Un sogno di colori
HANNO DETTO
·Maria Attanasio: "Sono state esperienze di un'energia vulcanica,
Presti è davvero geniale".
·Lello Voce: "Librino mi ha fatto capire che è importante
credere nei progetti, in quelli veri, sinceri. E spero che altre forze,
soprattutto private, possano dare il loro sostegno, perché la bellezza
è un bene di tutti".
·Gabriele Frasca: "Ho scoperto che l'importante è l'unione,
lavorando fianco a fianco come stanno facendo i ragazzi di Librino. La
poesia di queste giornate dimostra che il rapporto con gli altri ci cambia,
ci sublima, e che un progetto può trasformare le persone".
·Evelyna Schatz: "Stamani ho vissuto emozioni vere, legate
a una festa che mi riportava indietro nel tempo: mi pareva di vivere atmosfere
lontane, medievali".
·Luciano Erba: "Quello di Antonio Presti è progetto
che ha la forza di rinnovare il rapporto tra le persone e il territorio".
·Gianni D'Elia: "L'esperienza di Librino ci riporta al concetto
per me insostituibile di "democrazia di massa". È un
pezzo di Polis che desidera essere rilanciato al cospetto del mondo, e
soprattutto in nome di quegli ideali di libero pensiero e di etica alta".
CATANIA
Si sono concluse nel migliore dei modi le giornate del primo ciclo di
appuntamenti che Fiumara d'Arte ha dedicato al quartiere di Librino. Eventi
che hanno messo in luce la volontà di eleggere questo luogo apparentemente
decentrato o periferico a centro propulsore di un percorso "altro"
di cultura e di "libero pensiero".
Stavolta, l'iniziativa è partita dai giovani catanesi, coadiuvati
dalle insegnanti e dalle scuole, con la pittura del chilometro di tela,
uno spazio libero sul quale portare la propria visione delle cose, un
momento di pensiero attraverso cui raccontare il sì a Librino.
Tra gli ospiti d'eccezione delle tre giornate che hanno caratterizzato
la conclusione del primo anno di attività: i poeti Lello Voce,
Maria Attanasio, Gabriele Frasca, Gianni D'Elia, Evelyna Schatz e Luciano
Erba.
È così che in un 8 maggio festoso le scuole di sono radunate
a Librino, dove, insieme ai poeti presenti, insieme ai tanti giornalisti
(ricordo che qualcuno arrivava addirittura dal Giappone), alle insegnanti
e agli artisti vari giunti per l'occasione, hanno dato il via alla loro
arte. Alla loro narrazione fatta di pennelli, colori, sentimenti, e tanta
voglia di parlare al cuore della gente, illuminandolo con il fuoco della
fantasia. Accostando le doti pittoriche di ciascuno in un testo più
ampio, scritto con la volontà dell'impegno, con le sfumature della
partecipazione, codificato con l'alfabeto puro e vibrante dei sogni.
Nonostante la giornata piovosa eravamo in tanti, probabilmente più
di mille - bambini, uomini e donne di ogni età - per comunicare
la nostra fede nel progetto "Terzocchio - Meridiani di luce".
E c'era il quartiere, il quartiere "bello", riunito dall'abile
azione di padre Giuseppe Coniglione, il quartiere che ha seguito Antonio
Presti e la sua generosità durante i mesi, durante gli appuntamenti
con i poeti, che lo ha visto attivo nel gemellaggio con Gubbio, sancito
quest'anno dal Premio Montale e dal suo presidente, Maria Luisa Spaziani.
I colori della vita, quindi, associati ai ritmi della comunità:
ritmi che con il gruppo di percussionisti "Papalagi & friends"
si sono presto caricati di significati multietnici, e di quel potere di
dialogo e di scambio capace di superare differenze sociali e culturali.
Le stesse barriere che hanno cercato di abbattere le variopinte marionette
di "Cina e i suoi fratelli", nel nome di un divertimento che
portasse il sorriso in un simile momento di adesione e di crescita comune.
A presiedere, Antonio Presti, instancabile, orgoglioso, generoso. "Sono
davvero felice - ha ribadito - che la gente di Librino e gli abitanti
di Catania abbiano colto pienamente il mio messaggio di proposta e di
confronto. Oggi abbiamo avuto la certezza che questo progetto funziona,
che le coscienze sono con noi, che ciascuno avverte la necessità
di portare il proprio contributo alla causa di Librino. E mi piace vedere
tanti giovani, perché sono proprio i giovani le nostre speranze,
i cittadini che un giorno ricorderanno questa festa e i colori di questa
tela".
Felici anche i poeti, sicuri della profondità dei sentimenti vissuti
e della forza delle emozioni raccolte durante i giorni librinesi: prima
il reading di poesia a Palazzo Biscari, poi gli incontri nelle varie scuole
e nell'istituto Bicocca, infine il grande nastro di tela che si è
snodato con la fierezza dei suoi colori e della sua eleganza. "È
stato - ha ancora aggiunto padre Giuseppe Coniglione - un segno di grande
civiltà umana. Non finirò mai di ringraziare Antonio Presti
per quello che ha fatto: aver messo la propria generosità a servizio
di tutti". In autunno, partirà la seconda grande tappa. Nuove
attese, nuove energie pronte a condurre avanti gli ideali di cui la Fiumara
d'Arte si è fatta in questi mesi promotrice. Librino è bello:
dapprima lo abbiamo ascoltato, poi lo abbiamo creduto, oggi ne siamo certi.
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