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| Centonove |
Venerdì
15 Febbraio 2002
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Librino,
terra di poeti
Luigi La Rosa
Inaugurato "Terzocchio", il nuovo progetto di Presti dedicato
al quartiere catanese. Tre giorni di incontri, di letture, di dialogo
all'insegna dell'etica del cambiamento.
A tu per tu con Maria Luisa Spaziani, Maria Attanasio, Elio Pecora e Lello
Voce.
È un mattino di marzo quello che accoglie i primi importanti ospiti
di Antonio Presti e del suo progetto "Terzocchio-Meridiani di luce"
dedicato al quartiere catanese di Librino. Maria Luisa Spaziani, Elio
Pecora, Maria Attanasio, Lello Voce. Questi i primi quattro nomi di una
cultura ufficiale che riconosce all'iniziativa il suo pieno potere civile,
questi i nomi di quattro poeti affermati che hanno portato con sé
la loro voglia di comunicare con la gente.
Ed è proprio la gente ad accoglierli, gli abitanti del quartiere
Librino, felici come non mai di partecipare "da protagonisti"
a un evento di clamorosa bellezza: una rivoluzione etica ed estetica che
sceglie la cultura e l'arte come affermazione di un diritto dello spirito.
Il "Terzocchio" del gusto che si apre su una richiesta di umanità,
di legittimità, di centralità umana.
Antonio Presti ribalta le coordinate di un'urbanistica dei falsi valori,
raccordando centro e periferia, facendo dell'alterità il punto
di partenza ideale per una riflessione sull'essere contemporaneo. Ci troviamo
all'Angelo Musco, la scuola in cui il mecenate presenta il suo progetto.
La sala piena di gente, la stampa, gli insegnati, i presidi delle varie
scuole partecipi del progetto, gli studenti: tutto un universo si muove
intorno al tentativo di ridisegnare una geografia dell'anima, e con essa,
la geografia, il profilo, l'aspetto artistico del quartiere. "Il
mio non è affatto il tentativo di avvicinarmi a Librino considerandolo
dall'alto in basso, - sottolinea Presti - ma è solo una ricerca
di crescita comune, l'aver scoperto una bellezza segreta che viene anche
prima delle realtà primarie, ordinarie, sociali delle persone,
che diventa essa stessa valore irrinunciabile della comunità, ecco
perché ho voluto proprio Librino come luogo depositario della bellezza
e della poesia".

Queste le scuole interessate all'iniziativa: oltre alla stessa "Angelo
Musco", gli istituti comprensivi "Dusmet", "San Giorgio",
"Brancati", "Campanella-Sturzo" e "Pestalozzi".
Presidi, insegnanti, giovani poeti innamorati del progetto ci accompagnano
durante tre giorni di incontri e di appuntamenti, scoprendo nella parola
dei poeti l'anima di quella voce civile che la società dei nostri
giorni il più delle volte impedisce di sentire. La sera, poi, è
sempre il momento più bello e più vivace: gli abitanti di
Librino organizzano banchetti luculliani, mescolandosi ai promotori, agli
intellettuali, ai ragazzi. È la festa della poesia, della poesia
che incontra la gente, che si confonde della gente. Qualche volta è
la gente stessa ad offrirsi alla poesia, come nel caso di un giovane che
all'improvviso dichiara di aver scritto dei versi e decide di leggerli
ai poeti. L'imbarazzo è svanito dietro un sorriso e qualche rapido
applauso: il ragazzo è felice, ha capito che d'ora innanzi la sua
vita dovrà fare i conti con la poesia.
Deliziosi anche gli autori: sempre pronti al dialogo, al racconto delle
proprie esperienze, attenti affinché i ragazzi avessero il meglio,
che percepissero come una scoperta il senso profondo dell'essere poeta.
Ecco alcuni dei loro giudizi sui tre giorni dedicati al "Terzocchio".....
Maria Luisa Spaziani: "Tornare in Sicilia è sempre un'esperienza
unica, e in special modo per me che per molti anni ci ho vissuto. Ma farlo
per le proposte di Antonio Presti è qualcosa di unico, di irripetibile.
Antonio è riuscito a farmi innamorare di Librino, e spero di tornarci
spesso durante gli anni, vedendo come sarà cambiato, e quanto del
nostro messaggio sarà stato recepito. Io credo che questi tre giorni
catanesi abbiano gettato un seme importante: non importa quanti saranno
in grado di recepirlo. Aver fatto nascere anche un solo nuovo poeta sarà
già un miracolo".
Elio Pecora: "Bisogna avere la forza di restituire il messaggio poetico
alla gente, alle persone semplici, a quelle che hanno la disponibilità
di recepirlo. Quello che sta accadendo in Sicilia, prima col treno dei
poeti, adesso con il progetto di Librino, è qualcosa di assolutamente
unico, di meraviglioso. Posso dire di aver partecipato a un evento che
sarà ricordato nel tempo".
Maria Attanasio: "Sono molto emozionata, perché difficilmente
dei ragazzi mi avevano dato ciò che mi hanno trasmesso i giovani
lettori di Librino. È stato un momento ricco, forte, emotivo, struggente,
che mi ha fatto capire l'importanza della parola poetica, e come la poesia
stia nuovamente tornando a interessare i più giovani. Non è
vero che ci sono muri di silenzio: bisogna solo riuscire ad andare a fondo
nelle coscienze e nelle sensibilità. Sono i piccoli, i più
puri, a restituirti la misura di quello che fai e che sei. Un grazie di
cuore ad Antonio Presti.
Lello Voce: "Librino l'ho visto la prima volta tre mesi fa, quando
sono andato con Antonio a fare il primo sopralluogo. Quello che ho visto
sono stati gli spazi tra i palazzi, ciò che c'era dietro i palazzi,
il mare, il porto che si vede in lontananza e che mi è sembrato
un primo segnale di speranza. Devo dire che dopo gli incontri con le scuole
è una speranza che si è rafforzata perché sono stati
tre giorni intensi, per quanto mi riguarda assolutamente soddisfacenti,
l'incontro con il quartiere è stato stimolante e utile. La percezione
che io ho avuto è che chi c'era di fronte avesse fame di parole,
bisogno di confrontarsi con realtà differenti, e questo mi ha dato
un impulso che le normali letture di poesia mi danno sempre meno, legate
come sono all'occasionalità o a un semplice evento spettacolare.
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