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Martedì 15 Marzo 2002
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Fiumara
d'Arte inaugura il gemellaggio tra il quartiere catanese di Librino e
il Comune di Gubbio, quest'anno sede della XX edizione del Premio Montale
Quel ponte chiamato POESIA
Luigi La Rosa
La poesia, ancora e sempre la poesia. Quella che parte da Librino
e si diffonde nel mondo attraverso i meridiani di luce del nuovo progetto
di Fiumara d'Arte. Attraverso il coraggio spregiudicato di Antonio Presti,
la sua fede incorrotta nel bello, nella libertà di pensiero. La
parola, questa volta, è stata il ponte ideale che ha unito il quartiere
catanese di Librino (ormai punto di appuntamenti e incontri intellettuali
mensili sotto il segno dell'arte) a un comune lontano: Gubbio che ospiterà
quest'anno la XX edizione del Premio di poesia "Eugenio Montale",
di cui Maria Luisa Spaziani (accolta a Librino con grande successo alcune
settimane addietro) è da anni presidente e madrina. Antonio Presti,
quindi, Gubbio e la poesia. Motori di una serie di eventi che hanno avuto
nuovi, incoraggianti momenti di consenso. A testimoniare tale sentimento
di comunanza elettiva, oltre ai rappresentanti della municipalità
del Quartiere, Giuseppe Calabrese e Agatino Russo, la stessa vicesindaco
di Gubbio Palmira Barchetta, accompagnata dalla sua consulente Giovanna
Nigi. Poi, ancora, padre Giuseppe Coniglione, e due figure di grande eccezione:
il poeta Folco Portinari e il cantautore, poeta e attore David Riondino,
arrivati anch'essi in Sicilia per offrire il proprio plauso a un progetto
che si vorrebbe esportato anche all'estero, una vera rivoluzione etica
attraverso il concetto di diritto alla bellezza.
Ancora incontri, momenti di scambio con gli studenti delle scuole, ancora
voglia di rompere il muro di silenzio che molto spesso tende a separare
- anche in senso di pregiudizio e di squallido razzismo - il centro della
città dalla presunta periferia. Il bene dal male. Il bello dal
brutto. A Librino si è compiuto il miracolo più grande,
quello che incoraggia Antonio Presti a continuare per la sua difficile
strada. Eravamo in tanti, così come tante erano le televisioni,
numerosissimi i giornalisti intervenuti. I ragazzi, prima di tutto. I
professori. Cittadini fino ieri dimenticati che di colpo si sono accorti
di essere al centro, e centro essi stessi, di un evento dirompente e irripetibile.
La rivoluzione della Bellezza, che a Librino passa attraverso la poesia,
ma che presto passerà attraverso l'arte, la narrativa, le immagini,
il cinema. Il diritto a una vita migliore.

"Il gemellaggio con Librino - ha spiegato il presidente di Fiumara
d'Arte - è indice di una verità finalmente chiara: il fatto
che il nostro progetto incomincia a uscire dalla Sicilia, a cercare dei
fratelli di sensibilità, realtà disposte all'ascolto. È
chiaro che la poesia è un veicolo ideale, in quanto per sua natura
punta al cuore dell'uomo, tocca le sue corde più intime. Ed è
bello vedere come Gubbio, comune di splendide memorie storiche ed artistiche,
abbia voluto proprio Librino per iniziare questo dialogo poetico di cambiamento".
Dello stesso parere anche Barchetta: "Quello che sta accadendo a
Librino è un evento raro e prezioso. E quest'anno, vogliamo che
anche Gubbio diventi come Librino. Che si faccia poesia ovunque che la
città possa riscoprire la vera bellezza. Stiamo favorendo dei progetti
di diffusione del messaggio poetico in ogni forma possibile: si scriverà
per le strade, nelle scuole, nelle piazze, gli artigiani adopereranno
carte d'imballaggio con su scritti dei versi,, lo stesso faranno i panettieri,
i fioristi. Ci saranno tabelloni che riporteranno di continuo dei versi
di poeti famosi, si organizzeranno feste della poesia. Ecco il motivo
per cui voglio ringraziare Librino e Antonio Presti, per averci dato un
esempio di dignità e di coscienza civile che qualsiasi altra città
italiana farebbe bene a imitare".
Presto avranno inizio gli scambi tra le scuole catanesi e quelle di Gubbio,
ci saranno degli eventi itineranti, il confronto tra i poeti. Confronto
che è partito, stavolta, da voci di indiscussa qualità:
da un lato quella seria, profonda, a momenti ironica di Folco Portinari,
dall'altro quella allegra, disinvolta e un po' scanzonata di David Riondino.
A loro, si sono aggiunti, nei giorni successivi, la poetessa russa Evelyna
Schatz e il poeta Giancarlo Majorino, sul cui valore artistico è
inutile aggiungere altro.
Non dimenticheremo questi giorni, come non dimenticheremo i sorrisi dei
ragazzi, la loro urgenza di conoscere. Le domande che hanno fatto ai loro
ospiti, la felicità di averli nel quartiere, di scoprire i significati
del fare poesia, oggi, in un contesto non semplice, non sempre felice.
"Cari ragazzi - ha ribadito Portinari - mi auguro possiate capire
che ciò che oggi avviene in questa città, e nel quartiere
di Librino, è un fatto capace di cambiare completamente la vita
di ciascuno di voi. L'essere stati scelti per ricevere un pensiero di
bellezza, di dignità, di libertà. Dovete essere fieri di
Librino e di Antonio Presti, che dedica il suo impegno a tutti voi. Un
grazie ancora, per le emozioni che mi avete dato".
Otto marzo con la bellezza
Dedicata alle mamme l'opera di Longo e Perra
(L.L.R.)
Otto marzo, una data che continua a far discutere, che divide, che delle
volte unisce sotto il segno di una sciocca atmosfera di ricorrenza. Nel
nome della bellezza, Antonio Presti e "Fiumara d'Arte" hanno
deciso di ridare un senso a questa data, non più un simbolo di
una testa vuota o rivendicazione di un diritto ormai universalmente acquisito
e riconosciuto, ma ricorrenza da dedicare alle donne di Librino, a tutte
quelle madri che riconoscono, nel loro essere donna (donne di oggi, soprattutto,
donne di questa difficile contemporaneità), il diritto alla bellezza,
a valori di civiltà e di rispetto che possano essere un anello
di congiunzione potente con le nuove generazioni e con i figli.
Ecco perché, giorno 8, la casa Stesicorea ha abbellito tutti i
suoi balconi con ben dieci opere su tela plastificata, da riproporre in
alcuni giorni in concomitanza con molte delle principali tappe culturali
del quartiere Librino, il colore, un giallo elettrico, sul quale in caratteri
neri è stata ripetuta, elevata al quadrato, la formula "Librino
è bello", in quindici lingue differenti. Per una cittadinanza,
dunque, che non riconosca più barriere etniche o differenze di
razza e di civiltà. In altri termini, Catania come New York, questo
il concetto. La speranza di un messaggio di centralità e di cambiamento
che arrivi a tutti, che dimostri alla città intera il nuovo primato
del quartiere di Librino, che riconosca nella bellezza il valore assoluto
da cui partire per recuperare l'uomo dalla sua dannazione.
"Aver lavorato per Librino - ha dichiarato Loredana Longo - è
stata un'esperienza irripetibile, perché mi ha aperto a una codificazione
che fosse in grado di superare vincoli geografici, che si rivolgesse ai
turisti così come agli abitanti, nell'unico imperativo: "Librino
è bello". Lo stesso colore dei teli esposti è quel
giallo che ritroviamo in buona parte della cartellonistica stradale, per
indicare monumenti, centri di cultura e luoghi di culto. Da oggi Librino
rappresenta la patria di una nuova bellezza". Pensieri che ha ribadito
anche Daniele Pario Perra: "Noi vogliamo che la gente comune comprenda
il grado di civiltà e di coscienza di questo progetto di Presti.
Bisogna ridare dignità alla vita, partendo proprio da quei luoghi
che recano tracce di un'offesa, una mancanza, una qualche forma di diversità.
Questa del Terzocchio sarà un'operazione efficacissima, proprio
perché ridarà ai cittadini la coscienza di ciò che
sono, della dignità che ciascuno di essi si porta dentro".
L'INTERVISTA
David Riondino, la lezione dell'ironia
La testimonianza del cantautore. In nome di una coscienza civile che non
conosce confini
Conoscevamo David Riondino (nella foto) come il simpatico cantautore televisivo
che al "Maurizio Costanzo Show" ci deliziava con poesie ricche
di ironia e di estro. Un istrionico, multiforme, un indiscusso uomo di
spettacolo con la vocazione della rima, un attore impegnato sul piano
dell'attualità. Qualche giorno fa lo abbiamo visto sul palcoscenico
di una scuola di Librino, circondato di ragazzi in attesa di una sua esibizione,
felici della sua presenza. Alcuni di essi si sono improvvisati attori,
hanno recitato il meglio della sua produzione, l'hanno intervistato con
la saggezza di veri e propri giornalisti. Il simpatico intellettuale,
non ha tardato a cogliere le fila di una sintonia generale, collettiva,
grandissima. E di svelarci le sue impressioni "sul campo" dei
giorni catanesi.
Come riassumerebbe questa esperienza coi ragazzi di Librino?
Intanto, al di là del valore delle cose che uno scrive, è
un vero piacere vedere che queste cose sono lette, ragionate, analizzate
da ragazzi che hanno voglia di fare e di capire. A Librino, io ho scoperto
un ambiente fantastico, molto più acuto e interessante di quello
che potremmo trovare in un quartiere alla moda.
Questo aiuta anche gli autori?
Certamente, accorgersi del modo in cui quello che dici viene recepito
dalla gente è sempre un'ottima palestra per comprendere come esprimere
meglio se stessi e dei concetti sulla vita. Ad esempio, un grande vantaggio
è quello di potersi mettere in relazione con la propria capacità
di penetrazione, cioè di valutare con più attenzione peso
e responsabilità di quanto verrà recepito.
A Librino lei ha improvvisato per i ragazzi delle scuole. Lo aveva mai
fatto prima?
No, a dire il vero le scuole non costituiscono il mio territorio artistico
di espressione. Ma erano in sintonia con le mie poesie, la loro ironia,
quel tentativo che io porto avanti da anni di narrare cose profonde col
sorriso.
È la prima volta che viene a Catania?
No, c'ero stato di passaggio, qualche volta, ma mai per un evento di questa
portata. Stavolta è stata un'esperienza unica, che mi auguro si
possa ripetere nel tempo.
Trova che la formula di Librino possa essere esportata in altre realtà?
Me lo auguro, perché si tratta di un'ottima idea, semplice ed efficacissima,
soprattutto se si decide di fare l'arredo urbano del territorio con i
volti dei suoi abitanti. Il progetto di Antonio Presti è in grado
di dare un fortissimo senso di identità. Individuare l'idea della
bellezza come idea di limpidezza e di innocenza è qualcosa di strepitoso,
che potrebbe essere esportato anche in parecchi Paesi africani, sudamericani,
latino-americani, offrendo ad essi una possibilità di profonda
riflessione sui valori e sulle identità (L.L.R.)
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