Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
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Un chilometro
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2001


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Venerdì 16 Dicembre 2005

PATRIMONIO. FIUMARA D’ARTE, VINCE LA BELLEZZA.

 

Dopo anni di battaglie, le opere volute dal mecenate di Fiumara d’Arte, Antonio Presti, vengono riconosciute dalla Regione. Che ne finanzia il restauro e la fruizione.

 

Il parco sculture inserito in un precorso turistico-culturale. Antonio Presti: <<È il riconoscimento di un valore etico>>

 

            MESSINA. La Regione Siciliana riconosce Fiumara D’arte. Dopo oltre vent’anni di battaglie, recriminazioni, denunce, le sculture monumentali del parco scultoreo creato da Antonio Presti, saranno aiutate dal Governo regionale. Il percorso turistico culturale che ingloba la Fiumara d’Arte si farà. Le otto opere d’arte realizzate da Tano Festa, Pietro Consagra, Antonio Di Palma, Piero Dorazio e Graziano Marini, Italo Lanfredini, Hidetoshi Nagasawa, Paolo Schiavocampo e i quaranta artisti di diversi paesi che hanno ideato il “Muro di Ceramica”, dopo anni di degrado verranno valorizzate. Per loro, dal 2005, sono stati stanziati settanta mila euro. Una somma che potrà essere aumentata in funzione del bilancio. Il contributo sarà suddiviso tra l’associazione Fiumara d’Arte e i sette comuni in cui ricadono le sculture. Alla prima andrà il quaranta per cento per curare la promozione del Parco e il restante sessanta per cento alle amministrazioni comunali di Motta d’Affermo, Pettineo, Castel di Lucio, Tusa, Castel di Tusa, Reitano e Mistretta per la conservazione e il restauro delle opere e il miglioramento del percorso artistico. <<Appena ho appreso la notizia – afferma Antonio Presti – ho provato una grande emozione. Ma anche un senso di gratitudine nei confronti di chi mi ha sostenuto in tutti questi anni: artisti amici, giornalisti, critici d’arte.

  

            La complicità che ho avuto da parte della società civile mi ha dato la forza di andare avanti nonostante i processi, le accuse di abusivismo edilizio e l’indifferenza delle istituzioni>>.

            La tormentata storia di Fiumara d’Arte comincia nel 1986 quando è stata inaugurata la prima delle otto sculture monumentali realizzate a spese di Antonio Presti e tutte su terreni demaniali. Una scelta non casuale. <<Volevo – racconta Presti che la proprietà delle opere del parco scultoreo rimanesse allo Stato e alla collettività>>. <<I guai – continua cominciano il 24 giugno del 1989 quando vengono inaugurate contemporaneamente la “Stanza di barca d’oro” e la “Finestra sul mare”. La prima viene posta sotto sequestro mentre la seconda denunciata per occupazione di demanio marittimo ed abusivismo edilizio.

            Tutto parte dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali della Provincia di Messina.

            Contro le opere di Fiumara d’Arte vengono avviati diversi processi giudiziari. Una complessa vicenda processuale che da ordinanze di demolizione e condanne per Antonio Presti arriva all’assoluzione del mecenate di Tusa per chiudersi con la sentenza della Corte di Cassazione che annulla la demolizione della “Finestra sul mare”, i provvedimenti della Corte di Appello e le richieste della Procura di Messina. Le opere, liberate da ogni vincolo giudiziario, vengono donate alla comunità.

             

            Ma il museo all’aperto, in tutti questi anni, è rimasto abbandonato. E solo adesso la Regione ha riconosciuto il suo valore. <<È un provvedimento doveroso nei confronti di chi si è mosso sempre in funzione dell’arte – interviene Nino Beninati presidente della IV commissione Turismo, promotore della mozione - Antonio Presti ha costruito un Parco d’Arte di innegabile importanza che darà maggior impulso al territorio>>. <<La Fiumara – interviene Italo Lanfredini, l’artista che ha realizzato il “Labirinto di Arianna” a Castel di Lucio – è un omaggio alla bellezza. E la bellezza non può che generare cose buone. L’opera d’arte trasmette messaggi forti, riesce da sola a smuovere gli animi. Per questo sono felicissimo che Regione Siciliana sia riuscita a recepire questo messaggio. Era veramente necessario trasformare Fiumara d’Arte in un bene pubblico>>. Lo stesso entusiasmo si percepisce dalle parole di Paolo Schiavocampo, l’artista de “Una curva gettata alle spalle del tempo”. <<Questa legge rappresenta la sconfitta dell’ignoranza>>. <<Una vittoria culturale dell’arte – precisa Antonio Presti. Il riconoscimento di un valore etico personale di chi ha scommesso la propria esistenza. La devozione alla bellezza, oggi affermata anche dalle istituzioni, conferma che quando si persegue un’utopia, prima o poi si riesce a realizzarla>>.

            <<La solitudine e l’indifferenza che hanno accompagnato questo mio percorso – continua Antonio Presti – non hanno spento il valore del dono, per questo il mio viaggio esistenziale in nome dell’arte e della bellezza continua nel quartiere di Librino a Catania e sul fiume Oreto, a Palermo>>. Nella periferia della città etnea, Antonio Presti lavora ormai da sei anni. Il suo obiettivo è quello di realizzare un grande museo all’aperto della fotografia. Un’iniziativa che vuole trasformare Catania nel simbolo di una rinascita civile e culturale. Ma nel quartiere catanese sembra veramente difficile.

            <<Mi dispiace constatare – conclude Presti – che questo processo di cambiamento che ha investito Fiumara d’arte non arriva ancora nel quartiere catanese di Librino. A gennaio le nostre iniziative continueranno. Le poesie lo animeranno portando un messaggio di innovazione. Ma le istituzioni procedono ancora troppo lentamente. E il degrado rimane>>.

 Rossana Franzone

 

 

 Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
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