Progetto generale Fiumara d'Arte
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Venerdì 29 Aprile 2005

UN CLIMA PACIFICO E FESTOSO PER LA DENUNCIA DEL MECENATE DI CASTEL DI TUSA CHE VEDE LE SUE SCULTURE ABBANDONATE. UN DISINTERESSE CHE NON SMETTE DI STUPIRE.

 

Salvare la Fiumara d’arte di TERESA PUGLIATTI.

 

            MESSINA. Non si finisce mai di stupirsi che possa esistere una persona come Antonio Presti che a proprie spese fa eseguire delle opere d’arte e le dona al suo Paese: e ancor più non si finisce di stupirsi che i destinatari del dono lo rifiutino, lo disprezzino e lo abbandonino al degrado. Riandando indietro allo svolgimento di questa vicenda, si ricorderà come il donatore stesso sia stato oggetto di denuncie e di attacchi di ogni genere fino alla condanna che lo addita praticamente come un pericoloso fuorilegge.

            Tuttavia, fu allora di grande conforto la unanime solidarietà tributata ad Antonio Presti dalla stampa e dalle istituzioni nazionali, europee e persino statunitensi, dagli intellettuali, dagli artisti e dalla gente comune.

            Va ricordato che la “Fiumara d’Arte” venne inaugurata con la scultura di Consagra, il 12 ottobre 1986, con il consenso dei sindaci del comprensorio, che intervennero alla cerimonia. Tuttavia, una segnalazione della Soprintendenza di Messina al Sindaco di Tusa, persuase questi ad emettere “per cautela”, un’ordinanza di sospensione dei lavori. Partirono dunque da quel momento le tristi vicende di Presti e delle opere d’arte da lui fatte eseguire.

            Certamente, e non lo si vuole negare, Presti non aveva percorso interamente la prassi della richiesta degli innumerevoli permessi ufficiali, forte della convinzione, lo crediamo, di non recare danno a cose e persone, di non utilizzare né intaccare denaro pubblico e, soprattutto di fare un’operazione che avrebbe dato lustro alla Sicilia.

            Ciò accadeva peraltro in un momento, come fu allora sottolineato sulla stampa, che aveva visto perpetrarsi speculazioni edilizie e abusi ben più invasivi e a danno di centri storici; mentre questo di fatto interessava luoghi di fiumara deserti e abbandonati e li arricchiva di valori estetici. E con totale assenza di interessi speculativi e personali.

            Le vicissitudini della “fiumara” e di Antonio Presti furono tristi e lunghe, finché, dopo otto anni, il 23 febbraio del 1994, una sentenza della Corte di cassazione sanò definitivamente il contenzioso e la Fiumara d’Arte fu salvata.

            Oggi, però, queste opere d’arte rischiano di essere distrutte dall’abbandono e in altre parole, dalla mancanza di quella manutenzione ordinaria, necessaria per salvare dai danni del tempo le opere d’arte in generale. Queste della “Fiumara”, peraltro, esposte quotidianamente alle intemperie, rischiano di essere totalmente distrutte e addirittura annullate. Con la circostanza aggravante della eventualità di un crollo che potrebbe arrecare persino danni a terzi. La Finestra sul mare di Tano Festa rischia oggi di crollare: ne abbiamo visto infatti le travi di ferro ossidate dove il cemento armato è saltato.

            Così, nella giornata del 22 aprile scorso, circa cinquemila persone si sono strette intorno ad Antonio Presti, per protestare contro l’abbandono della “Fiumara” ma anche per chiedere a gran voce alle istituzioni un intervento decisivo.

            L’intera spiaggia, a Villa Margi, si è popolata di gente di tutte le età e di tutte le possibili configurazioni culturali, oltre alle numerose auto private, circa quaranta pullman, provenienti da Catania, da Messina, da Siracusa, da Palermo, da Trapani, hanno portato sul luogo intellettuali, artisti, docenti e giovani di tutte le categorie scolastiche: dalle Accademie, ai Licei, alle scuole elementari, alle Facoltà universitarie. E da Catania è convenuta anche una rappresentanza delle Suore dell’istituto “San Giuseppe”.

            Tutti profondamente coinvolti, convenuti con entusiasmo, ad un solo cenno (solo una telefonata, per quanto mi riguarda), a sostenere le ragioni di Antonio Presti: questo incredibile e atipico mecenate che, oltre a “pagare” degli artisti (come nella tradizione del mecenatismo storico), ma con un metodo del tutto nuovo e un “plus” di merito, ha dedicato le opere di questi artisti al territorio e non ad una sua personale collezione privata.

            La cerimonia ideata da Antonio Presti ha avuto il suo primo momento nella copertura dell’opera di Tano Festa con un grande telo blu. La giornata, scandita da grida festose e da slogan impegnati, recitati a gran voce da gruppi di giovani, ha avuto straordinari mementi di poesia, con la performance della danzatrice Stefania Ferrero in veste di sirena che esce dal mare e si incontra con il ballerino Jille Coullet, mentre la bellissima voce di Rita Botto canta una suggestiva melodia siciliana che parla di pescatori e di sirene. I due ballerini offrono da una coppa il blu, del quale gli astanti, e poi loro stessi si tingono. Tutto poi culmina con un atipico gioco pirotecnico che crea nel cielo un reticolo di luci bianche.

            Il blu, colore del mare, del cielo e della stessa “Finestra”, è stato motivo dominante della giornata e metafora della cerimonia. Lo slogan “io sono il blu”, scrive Ottavio Castellani, vuole significare “prendere Coscienza di essere parte di qualcosa”.. “di un governo dello spirito, delle arti, della poesia, della scienza. Un Governo di Luce”. Gli interventi: Anita Festa, figlia dell’artista scomparso, ha letto la poesia del padre, il vascello fantasma, Cristina Bertelli direttrice della Fondazione France-Libertès – Daniella Mitterand”, rivolta ai giovani, ha chiesto loro se avranno il coraggio di resistere e di dire di no. La poetessa Maria Attanasio ha letto i versi che Gregory Corso ha dedicato a “Fiumara d’Arte”; e infine, una ulteriore manifestazione pubblica di amicizia e di solidarietà è stata offerta dal Sindaco di Gela, Rosario Crocetta.

            Il clima pacifico e festoso della giornata ha avuto l’effetto di donare a tutti la speranza in tempi migliori. E forse non è stata una illusione, si apprende dalla stampa che il vice Presidente dell’Assemblea regionale siciliana ha presentato un Decreto legge relativo a una somma da stanziare per salvare “l’importante sito”.

 

*ordinario di Storia dell’arte all’Università di Palermo

 

HANNO DETTO:

 

·                      FABIO GRANATA, assessore regionale al Turismo: “Leggo poche idee e molto confuse sulla vicenda di Fiumara d’Arte sollevata a ragione, anche se con toni apocalittici e autoreferenziali da parte di Presti, che non è il tutore della bellezza in Sicilia. Su Fiumara d’Arte ogni intervento è stato reso impossibile per una questione normativa, poiché la Sicilia, come il resto d’Italia, nella sua legislazione non aveva contemplato il superamento della legge Bottai, che considerava beni culturali, quelli che avessero almeno 50 anni di attività. Proprio nel 2003 ho fatto approvare una norma che riconosce l’arte contemporanea e le sue espressioni, come meritevoli di tutela da parte dei Beni Culturali. Adesso, quindi, la soprintendenza di Messina potrà intervenire a decretare il valore di “bene culturale” delle opere e rendere possibile un’azione di restauro. E non occorrerà una nuova legge. Presti può denunciarmi a tutte le Procure d’Italia, anche perché sono consapevole di avere contribuito a tutelare la bellezza e il patrimonio culturale siciliano, in misura di gran lunga maggiore di quanto abbia potuto fare lui con i suoi show e con i suoi teloni. La bellezza in Sicilia è stata tutelata, difesa e rilanciata in questi anni, ma, ovviamente, per Presti le uniche opere d’arte siciliane sono quelle di Fiumara d’Arte, il suo albergo e i murales sui palazzi di Librino. Tuttavia, con i fondi dell’arredo urbano, qualora venisse inoltrata istanza all’assessorato al Turismo, sarei pronto a fare la mia parte per salvaguardare un patrimonio, Fiumara d’Arte, comunque notevole e che non può essere abbandonato”.

·                      LEOLUCA ORLANDO, deputato regionale di Sicilia 2010: “Non si può trattare l’Arte, le espressioni artistiche e chi fa dell’arte strumento di sviluppo sociale ed economico, con gli strumenti della burocrazia. È paradossale che un esperienza artistica e culturale come quella di Fiumara d’Arte, riconosciuta ed apprezzata a livello internazionale, non riesca ad entrare in un circuito di valorizzazione regionale che sfrutti anche le potenzialità turistiche e di sviluppo. È necessario che la Regione si doti di strumenti che non solo tutelino e valorizzino il patrimonio storico-artistico del passato ma sappiano cogliere, favorire e valorizzare le espressioni artistiche della contemporaneità, uscendo dalle maglie di una burocrazia cieca e che vede spesso nel bene artistico un bene “immobile” da congelare nel suo passato”.

·                      ROMAN H. CLARKE, membro Segreteria Nazionale FNS: <<Antonio Presti, il promotore di “Fiumara d’Arte” (e di iniziative come il progetto TerzOcchio Meridiani di Luce a Librino), ha deciso di chiudere il noto e bellissimo museo all’aperto di opere contemporanee intrapreso nel 1986. Tali installazioni sono permanentemente minacciate dagli agenti meteomarini, ma ciononostante nessun supporto, nessun finanziamento, nessuna apertura da parte della politica delle poltrone e delle segreterie romane. Quindi la conseguente chiusura, dopo una pluriennale vana battaglia anche legale. Una battaglia contro lo Stato perché l’Arte sia di tutti, quella di Antonio Presti. Che invece ne ha ottenuto denunce (per abusivismo!) e silenzi “istituzionali” da parte della classe politica miope che, in maniera civile e nonviolenta, parimenti noi Indipendentisti del Fronte Nazionale Siciliano combattiamo da decenni. E quindi ad Antonio Presti, alla sua sensibilità, coraggio, voglia di non tacere e non arrendersi va tutta la nostra solidarietà ed il nostro appoggio, certi che un giorno questa Terra, questo popolo, questa Nazione Siciliana rivedrà la libertà e tornerà a godere del Bello gioioso, riflessivo, non esclusivo”.

 

UN VELO SULLA FINESTRA. Centinaia di giovani e intellettuali all’iniziativa di Antonio Preti. E l’Inarch organizza una petizione.

 

            CASTEL DI TUSA. I nuovi barbari non c’erano. Ma tutto è andato come previsto. Anzi, meglio. La provocazione di Antonio Presti che si è svolta il 22 aprile a Villa Margi è stata un successo. Oltre tremila i partecipanti che hanno sfilato al motto “il rifiuto del rifiuto”. Giovani , studenti, intellettuali, giornalisti, gente comune, alla festa fortemente voluta da Presti c’erano proprio tutti: le facoltà d’architettura di Palermo e Siracusa, le Accademie di Belle Arti di Catania, Siracusa e Palermo, cinquanta istituti scolastici di vario ordine con le scuole di Librino in testa. Alle 10,30, sbarcata dai loro bus, si sono presentati puntuali a Villa Margi per coprire con un velo la “Finestra sul Mare”. Poi, in corteo, fino all’Atelier sul Mare, l’albergo di Presti famoso in tutto il mondo per le sue quindici, meravigliose camere d’autore. A mezzogiorno è emersa dalle acque la sirena e l’artista in blu che ha recitato il credo dei tre giganti. Quindi, una bella spaghettata e la visita dell’Atelier che ha emozionato i suoi visitatori, arrivati per la prima volta a Tusa.

            Gli assenti eccellenti sono stati tutti i primi cittadini dei paesi limitrofi ed i politici. “ I nuovi barbari di stato”, dice Presti, “non c’erano”. Mancavano quelli che non hanno mai mostrato segni di rispetto nei confronti d’un patrimonio che il mondo ci invidia. Coprire la finestra è stata l’azione potente di un momento che assume valore di “rottura” ma che durerà un momento: non posso costringere alla morte questa zona quindi il velo verrà tolto. Prima, però, passerò per le Procure di Palermo e Mistretta, denuncerò ai quarantacinque commissari europei ed all’Unesco i politici di casa nostra irrispettosi e insensibili del territorio. Tutto il mondo deve sapere cosa accade in Sicilia all’arte. Le colpe? Omissione d’atti d’ufficio, incolumità e abbandono d’opere d’arte. Non ho mai pagato tangenti né, tantomeno, ho mai richiesto soldi o contributi: voglio solo la manutenzione dell’opere”. Il vice presidente vicario dell’Ars, Salvo Fleres (Forza Italia), al momento, è l’unica “vox clamantis”, nel deserto politico siciliano che si batte a favore di Presti. “Mi occupo della <<Fiumara d’Arte>> dal 1994”, dice, “sono il solo a farlo e me ne vanto. L’attaccamento di Presti all’arte non è discutibile: le cose buone non hanno valore per la loro appartenenza politica. Ho presentato un disegno di legge che mira a stanziare duecentomila euro per la conservazione e la giusta fruizione del sito: una somma esigua, sia chiaro, un decimo di goccia d’acqua nel mare degli sprechi siciliani cui assistiamo spesso.                

            Abbiamo competenze esclusive in materia di demanio e territorio ma quella che manca pare essere la volontà. Presti svolge un ruolo fondamentale nell’isola, perché sprecare quello che ha costruito? Se non si vuole “risanare” le opere, allora si abbattano. “Perché, altrimenti, sarà il tempo a farlo. Ma sarebbe un peccato mortale” E l’assessore ai Beni Culturali, Alessandro Pagano? Tace ma non acconsente.

            Intanto, l’Inarch di Messina ha organizzato una petizione a sostegno della battaglia di Antonio Presti. << Le sue iniziative – si legge in una nota dell’associazione – sono conosciute in tutto il globo, la sua figura ci riempie di orgoglio da Messinesi, da Siciliani, da Italiani. (…) Anche in questo caso il governo Siciliano non solo ha disatteso le aspettative di chi conosce e sostiene l’opera di Presti, ma ha offeso la coscienza di chi, come noi, crede nel rilancio della Sicilia attraverso le risorse e le intelligenze locali>>. Alla petizione hanno già aderito decenni di persone tra cui – oltre diversi esponenti dell’Inarch – Dario La Fauci, presidente dell’Ordine degli architetti di Messina, Antonio Saitta e Giovanni Cacioppo, rispettivamente coordinatore e vice di Vince Messina, il coordinatore dei Verdi Andrea Carbone, l’attore e regista Nanni bruschetta, Francesco Rizzo, consigliere Comunale di An ed Enrico Pistorio, consigliere della Sesta Circoscrizione.

 

                                                                                                        

Giusi Parisi

 

 

 Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

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Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
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