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Corriere della Sera
Sabato 11 Dicembre 2003

L'INIZIATIVA Antonio Presti rivoluziona un quartiere-ghetto. Con i poeti e i bambini
Catania, volti e versi scacciano l'incubo di Librino
Alfio Sciacca

Forse non saranno in grado di salvare il mondo e probabilmente avranno anche qualche difficoltà a salvare il loro quartiere ma sicuramente ne cambieranno il volto. I bambini sono protagonisti di una piccola rivoluzione che sta scuotendo dalle fondamenta i freddi palazzoni di Librino, zona-dormitorio che negli anni è diventato il simbolo del degrado urbanistico di Catania. Realizzato negli anni Settanta dall'architetto Kenzo Tange, Librino sarebbe dovuta diventare una città nella città, in grado di soddisfare i bisogni abitativi di migliaia di operai, impiegati e ceti medi di Catania. Di fatto è un "quartiere senza" che nel tentativo di sottrarre 60 mila persone alla fatiscenza, comunque ricca di socialità dei bassi e del centro storico, li ha deportati in palazzoni anonimi. E oggi di Kenzo Tange resta solo l'incubo di quei grattacieli. Non potendo abbatterli i bambini provano a dargli un'anima cominciando proprio dall'aspetto esteriore.
Tra qualche mese gli anonimi palazzi di Librino avranno proprio il volto dei bambini. Nel senso che sulle facciate cieche verranno collocate delle gigantografie dei protagonisti di questa piccola rivoluzione. Alle facce dei bambini si alterneranno i versi di alcuni dei più noti poeti italiani. Bambini e poesia cercheranno di imporre emozioni al calcestruzzo trasformando i grattacieli in controversi totem della modernità. Delle vere e proprie sculture urbane visibili anche a chilometri di distanza e probabilmente anche dall'alto degli aerei in atterraggio nel vicino aeroporto Fontanarossa. E questo col dichiarato intento di trasformare una discarica sociale in un luogo d'arte e in attrazione turistica. Una follia insomma che poteva concepire solo un visionario qual è Antonio Presti, ideatore di "Fiumara d'arte" il sentiero di sculture a cielo aperto realizzato sui monti Nebrodi. A ben vedere anche l'esperimento di Librino segue la stessa ispirazione, spostandosi dal contesto rurale a quello urbano.
"Where is Librino? Spero che un giorno arrivando a Catania le comitive di turisti chiedano alle guide di essere accompagnati proprio qui a Librino". Presti fantastica e intanto va avanti con la sua "follia". Dal 30 novembre sulle maggiori emittenti televisive siciliane vengono mandati in onda gli spot realizzati a Librino, su Librino e con protagonisti di Librino dal titolo "E' tempo di poesia". All'opera creativi o semplici uomini di buona volontà reclutati nel mondo dello spettacolo e della cultura che, coordinati dalla regista Fedora Sasso, hanno prodotto delle schegge per raccontare il quartiere in positivo o comunque con ritrovato senso d'orgoglio e voglia di cambiare. Duecento gli spot, affidati a poeti come Maria Luisa Spaziani, Mario Luzi, Folco Portinari. E per paradosso toccherà a questo quartiere, simbolo di degrado, promuovere la poesia che invece viene sistematicamente esclusa dai grandi circuiti culturali.
Innanzitutto un rito di autostima indirizzato ai residenti. "Oggi - dice Presti - esistono dei non-luoghi come Librino dove vengono spostate migliaia di persone alle prese con i più elementari bisogni e che identificano l'essere cittadini solo col chiedere. Secondo me la cultura può scardinare questa logica. Tra le tante necessità di Librino, preliminare è il bisogno di una forte identità culturale che porti alla presa di coscienza di essere cittadini a pieno titolo". Ma gli spot mirano anche a "vendere" una nuova immagine del quartiere. "Ascoltando ogni giorno questi messaggi qualcuno potrà riappropriarsi di uno stato emozionale ed accendere una parte spirituale mai sopita di sé".
Scetticismo a parte Presti, visionario e cocciuto come pochi, sta già facendo passare il binomio Librino-poesia. Chiamatela utopia ma è già un bel sentire.







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