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Marzo 2003
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Mecenati contemporanei
Intervista ad Antonio Presti
Antonio Presti, siciliano che ha deciso di dedicare tutto sé stesso,
patrimonio personale compreso, per far trionfare l'arte in tutte le sue
forme. Mecenate postmoderno, in nome dell'estetica e dell'etica ha ideato,
finanziato, sviluppato iniziative a favore della poesia, della pittura,
della fotografia e dell'architettura. Dalla sua mente e grazie alla sua
determinazione sono nate in Sicilia, in provincia di Catania, Fiumara
d'Arte, il Museo Albergo Atelier, la casa Museo di Piazza Stesicoro a
Catania e altre, innumerevoli iniziative. Un percorso il suo, durato vent'anni
che l'ha portato a creare in Sicilia una realtà insospettabile
fatta di fermenti culturali e sperimentazione artistica.
Lei avrebbe potuto proseguire le orme di suo padre e continuare a coltivare
privatamente la sua passione per l'arte, invece ha deciso di mettere il
suo lavoro al servizio dell'arte, diventando un mecenate del ventunesimo
secolo. Che cosa l'ha spinta in questa direzione?
La scelta del valore della vita, del valore dell'essere. La bellezza,
l'arte, la cultura sono i veri bisogni primari che posso contribuire a
cambiare il reale. Sono un mecenate del ventunesimo secolo, ma diverso
dai mecenati del passato. Non sono un produttore, non sono un detentore
di capitale. Il vero capitale è il possesso di idee, di pensiero,
della volontà di afferrare il valore di essere.
Lei è siciliano ed è normale che il suo desiderio fosse
quello di realizzare il suo progetto nella sua terra, ma in questi vent'anni
sono stati notevoli gli ostacoli che ha incontrato. Un percorso che ha
visto schierarsi da una parte l'arte e dall'altra la burocrazia. Cosa
le ha dato la forza di non rinunciare ai suoi progetti, di non abbandonare
la sua terra e di continuare a battersi?
Gli inconvenienti nella vita sono delle prove. La solitudine e la indifferenza
che ho provato combattendo per Fiumara d'Arte ha alimentato, non troncato,
la voglia di andare avanti. Indubbiamente mi sono sentito più giudicato
e condannato che apprezzato, ma nel tempo l'arte e la bellezza vincono.

Nell'immaginario collettivo la Sicilia è una terra bellissima,
ma che spesso viene ricordata quasi esclusivamente come una terra in cui
si consumano realtà difficili e talvolta orribili. Lei anche sta
lavorando per il cambiamento di questo territorio. In mano tiene però
un unico strumento: l'arte. Aiutando l'arte quali obbiettivi si possono
raggiungere e quali ha già raggiunto?
L'arte ha un grande potere. L'arte come presidio culturale è lo
spirito che testimonia un passaggio culturale di una Sicilia contemporanea.
Attraverso le varie iniziative fin qui realizzate - il treno dei poeti,
i poeti a Librino, il chilometro di tela, la casa dei poeti - si sta affermando
la politica dell'arte, della bellezza, contro quella di uno Stato che
mette la cultura all'ultimo posto.
La politica, errore gravissimo, si è allontanata dall'anima, dallo
spirito del cittadino. Io non sono venuto a Catania per cercare voti,
non ho alcun interesse a essere al servizio di un assessorato o di una
sindacatura, non interferisco con gli interessi di una città, non
sono al servizio di un potere, sono al servizio di uno spirito.
Noi abbiamo una responsabilità a starcene chiusi nelle gallerie
dei musei. Il concetto di contenitore, di museo, di scatola deve essere
rivisto. Quando fai un'arte che tocca tutte le corde dello spirito, passa;
ed è questo il suo lavoro. E allora il lavoro che l'arte fa a Librino
è un lavoro spirituale. Tutto quello che si farà a Librino
toccherà sempre le corde dello spirito. Ridarà rispetto
e dignità all'essere uomo, dignità da sempre negata a queste
persone.
Nuove tecnologie e arte, un binomio che permette democraticità
di fruizione ed espressione?
Le nuove tecnologie danno la possibilità di annullare le distanza,
quelle che potevano esistere tra fruitore dell'arte e artista. Le nuove
tecnologie stanno inoltre fornendo nuove opportunità di espressione
soprattutto per coloro che avevano lasciato addormentare quell'arte creativa
espressa nell'infanzia. Questa può proprio essere aiutata a risvegliarsi
grazie alle nuove tecnologie.
Sperimentazione. Quanto è importante la sperimentazione nell'arte
e soprattutto avere i mezzi per sperimentare oggi?
La sperimentazione è qualcosa che nasce dal pensiero, qualcosa
che è avanti, che percorre la società. Purtroppo la nostra
società oggi si è un po' fermata.
Essere arte è affermare la forza di un valore. Essere avanti è
riaffermare la grande forza del valore dell'essere.
Quali artisti predilige, in base a cosa sceglie?
Ci scegliamo in base a un rapporto emozionale. Non seguendo la tendenza
o il gusto ma esclusivamente in base alla condivisione di uno stato emozionale.
Cosa lo spinge a finanziare un progetto piuttosto che un altro? Le sue
scelte sono dettate da esigenze economiche o da preferenze artistiche?
Quando si ama l'arte non ci se sente vincolati dal denaro. È la
voglia di fare che ti porta a intraprendere un progetto anche se non ci
sono soldi. Se si è armati da una grande fede ci si incammina indipendentemente
dal denaro. www.ateliersulmare.it www.librino.org
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