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Scandali al sole
La luce siciliana, uno Stato accecato che fa morire un gran parco scultoreo e il signor Presti che da anni si oppone
<< Chiuso, Chiuso, chiuso per abuso >>, recitalo striscione alla testa di un compatto corteo di studenti che avanza sul lungomare siciliano di Villa Margi. Sono più di duemila, vengono dalle scuole di Palermo, Messina, Catania a testimoniare la loro solidarietà ad Antonio Presti, che il 22 aprile chiude la Finestra sul mare, la gigantesca scultura di Tano Festa che fa parte del museo all’aperto della Fiumara d’Arte, realizzato tra il 1986 e il 1993. Otto grandi opere di maestri dell’arte contemporanee volute, per scelta, su suolo pubblico, perché tutti potessero goderne senza pagare un biglietto. Donate allo Stato. E dallo Stato rifiutate, condannate alla demolizione. << Opere abusive >>, decretarono questi stessi magistrati che da sempre permettono la devastazione di coste e colline siciliane. Nella terra degli abusi, Presti incorse in ben otto condanne per abusivismo e occupazione di suolo pubblico. Condanne bloccate, nel 1993, dall’opinione pubblica indignata e dalla Corte di cassazione. Legittimato dalle sentenze, il parco scultoreo della Fiumara d’Arte entra a far parte del patrimonio dello Stato. Ma ciò che non è stato distrutto dalle ruspe, viene condannato a morire per incuria. Nessuna opera di manutenzione viene intrapresa per tutelare l’eccezionale patrimonio ricevuto in dono. Questa politica non lo vuole, così ha lasciato le opere all’abbandono, che diviene degrado tangibile. A questo rifiuto che nega il mondo della cultura, Presti risponde incappucciando la grande Finestra. << E’ il rifiuto del rifiuto >> , spiega al pubblico seduto in semicerchi sulla spiaggia, ai piedi della scultura: a una marea di ragazzi che scandiscono slogan contro coloro che li privano dell’infinito, a una falange di giornalisti, troupe televisive, scrittori, poeti, e al solito gruppo di osservatori coppoluti, gli << ispettori dell’aria fresca >>. E l’infinito si chiude: un sudario blu notte – 400 metri di tela issata dalle gru la sera prima – cala sulla scultura. La scritta << chiuso>> in tutte le lingue occulta 40 metri quadrati di cielo. Chiuso, closed, fermé. Dal mare esce una sirena bianca, mentre un nuovo Giovanni Battista, il corpo bianco gesso, alza una coppa e si battezza con un liquido blu. E i ragazzi lo imitano celebrando il ito del blu, che accomuna il cielo, il mare e la Finestra. Cristina Bertelli, direttrice di France Libertés legge il messaggio di solidarietà di Danielle Mitterand per un’opera incatenata che va difesa al pari di un prigioniero politico. Tra uno scroscio d’applausi e un tripudio di fuochi d’artificio, la festa finisce. Ma i balli incominciano l’indomani, quando Presti sporge denuncia a tutte le istituzioni interessate: le sculture sono pericolanti, se ci sarà un incidente ne risponderanno la Regione Sicilia e il suo presidente Cuffaro. Il giorno dopo, sui giornali siciliani esce pronta la risposta delle <<autorità >>. Tradotto dal buracretese, il loro messaggio è chiaro:chi è questo Presti e come si permette di farci la lezione, a noi che tanto ci siamo adoperati per la nostra terra? Su chi sia Antonio Presti e sulla gragnola d’iniziative che ha intrapreso nell’arco di 20 anni sono stati versati fiumi d’inchiostro: oltre alla Fiumara, ha creato l’Atelier sul mare, con 15 stanze d’arte (di cui una dedicata a Pasolini), ha vinto la sua causa contro lo Stato, e nonostante una bomba innescata nell’albergo nel 1992, non si è fermato. Del quartiere di Librino, periferia degradata di Catania, ha fato il simbolo di tutte le periferie del mondo, dove portare quel suo messaggio di << devozione alla bellezza >> con cui rivendica il diritto di tutti a usufruire del bene della cultura dell’arte per costruire un rispetto di sé che fonda la propria azione nel mondo. Ne ha fatto il punto di partenza e d’arrivo di tutte le sue iniziative culturali degli ultimi anni, dal Treno dei poeti (60 poeti che leggevano le loro poesie sulle ferrovie siciliane), al Gran Tour di Sicilia, con sette scrittori venuti da tutto il mondo (tra cui Jonathan Coe e Paco Taibo II) a visitare una provincia dell’isola. Ma definirlo un grande mecenate sarebbe restrittivo. In lui certi signori della politica vedono soprattutto un cane sciolto che non risponde ad alcun padrone, che paga tutto di tasca sua e pertanto non è controllabile. Una mina vagante che con i suoi esempi di cosa si potrebbe fare rappresenta la cattiva coscienza di una classe politica che sancisce l’immobilismo. Ma quanto si muove questo Presti? Tanto! Ai primi di maggio sui pali della luce di Catania sventoleranno le 500 bandiere etiche create dagli studenti di 50 scuole del territorio su un progetto dell’Associazione Fiumara. Il 5 maggio le scuole che hanno partecipato al progetto convergono su Librino dove, insieme agli studenti del quartiere, puntano i loro vessilli. Carlo Azeglio Ciampi ha inviato a Presti una lettera per ringraziarlo del suo impegno verso le generazioni future, per i semi di democrazia, libertà, e responsabilità che sta piantando nel terreno di domani. Ma come si permette, questo Presti, di piantare semi di tal fatta in un terreno destinato a ben altre colture?
Delfina Vezzosi
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