|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
 |
| 2004-2005 |
|
|
2003-2004
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| 2002 |
| |
|
|
|
|
|
|
|
2001
|
|
|
|

|
|
|
|

|
| Piano
di zona |
| I
quartieri |
| Istituzioni |
| Emergenze |
 |
|
 |
| Exbart
on paper |
Lunedì 11 Febbraio 2003
|
ExtraOrdinario - Il valore dell'essere
Francesca Gallo
È alla terza edizione la rassegna ideata dal mecenate Antonio Presti
secondo la sfiziosa formula della stanze d'artista. Quest'anno il progetto
riflette sul tema dell'alterità. E sono state coinvolte diverse
comunità...
Un appartamento nel centro storico di Catania è il fulcro dal quale
s'irradia una fitta rete di relazioni con il mondo dell'arte e con l'articolata
cittadinanza locale: qui, in ciascun ambiente ha preso forma un'opera
nata dall'incontro fra artisti e comunità etniche residenti in
città.
ExtraOrdinario. Il valore dell'essere, con la direzione artistica di Teresa
Macrì e Paola Nicita, ha dato vita al dialogo, non usuale e spesso
difficile, fra mondi distanti, volto alla ricerca di un significato condiviso
per i valori profondi, che strutturano individui e comunità. Si
va da temi quasi archetipici: madre-madre terra; spiritualità;
libertà-solidarietà; vitalità della luce; origine
della civiltà; a quelli di urgente attualità rispetto delle
differenze; famiglia; tradizione.
Ogni artista, in accordo con un gruppo etnico, ha interpretato uno di
questi grumi emotivi e culturali. Le opere così concepite sono
accolte, e protette, all'interno di uno spazio particolare, una casa,
trasfigurata dalle parole espresse e pensate, dai colori, dagli odori,
dai volti...
Come spesso accade quando visitiamo un'abitazione, anche qui siamo investiti
da una serie di sensazioni, luminose, spaziali ma soprattutto olfattive
che marcano il passaggio da un territorio collettivo e aperto - la città
- ad un territorio chiuso e individuale - le mura domestiche.
Forse seguendo proprio questa suggestione molti degli artisti hanno connotato
in questo senso il loro ambiente: un forte odore di curry pervade la stanza,
nata dal confronto fra le comunità dell'Asia meridionale e Andrea
Di Marco, le cui le tele, con scorci architettonici, assomigliano a ravvicinate
istantanee pittoriche di passaggi urbani. L'essenza che emana dal legno
di cedro accoglie chi entra nell'angusto ambiente scelto da Sislej Xhafa
per allestire una grande struttura in legno grezzo alla cui sommità
si trova, celato e difeso come un fortino, un giaciglio, sotto il quale
le assi formano un recinto-gabbia che ripropone la coppia semantica protezione-segregazione,
ricorrente nel suo lavoro sulle clandestinità.
Agnese Purgatorio, in sintonia con le comunità dell'America Latina,
ha interpretato il volto sacro della maternità in una stanza da
letto sovrastata dalla grande foto di una moderna madonna con bambino
dai tratti somatici indios. Sobrio, quasi severo, l'intervento di Bianco
e Valente, i giovani napoletani che hanno dialogato con la comunità
islamica, il cui secolare aniconismo la rende distante dall'Occidente.
Ma la scrittura, antichissima e rituale forma di comunicazione, è
l'alternativa obbligata, essa si dispone fitta su una sottile e lunghissima
striscia di carta disordinatamente disposta sulla rete di un letto. Ancora
questo "mobile" domestico, dalla forte simbologia, domina anche
la stanza realizzata dal gruppo composta da Antonio Presti, Gianfranco
Molino e Elio Pecora, ambiente buio e angusto le cui pareti diventano
leggeri diaframmi grazie ai versi poetici, che aprono la comunicazione
con l'altrove.
Dissacrante e provocatorio l'intervento di sapore metalinguistico del
gruppo Stalker, che ha invitato un emporio di prodotti etnici a prendere
il posto dell'opera, nella stanza dove si annodano i due estremi rappresentati
dall'arte e dalla vita, trasferendo con un'urgenza non più contemplativa
ma attiva, l'estetico nell'etico.
ExtraOrdinario. Il valore dell'essere raccoglie sensibilità e prodotti
diversi, tenuti assieme dal filo rosso della casa, luogo di rifugio e
protezione, ma anche di incontri non casuali né superficiali, che
potrebbero aver luogo nello spazio pubblico urbano, ma profondi e raccolti,
come quello fra culture, paradigmi simbolici. Una scommessa - che è
parte di un più ampio progetto su Librino, moderna periferia cittadina
- allevata con cura e perseveranza, e con la "dedizione alla bellezza"
che l'associazione Fiumara d'arte ha voluto proporre anche in quest'occasione,
caratterizzata dall'audacia e dalla caparbietà che da oltre dieci
anni connotano il lavoro di un mecenate d'eccezione, Antonio Presti.
|
|