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SICILIA. PRESTI CHIUDE LA FINESTRA. L’inventore del parco di sculture di <<Fiumara d’Arte>> oscura con un telo la <<Finestra sul mare>> di Tano Festa e denuncia il disinteresse delle autorità locali.
PALERMO. Un gesto dimostrativo per denunciare l’abbandono in cui versano le opere di Fiumara d’Arte: promotore dell’ennesima azione di ribellione contro il silenzio delle istituzioni è Antonio Presti, creatore di Fiumara, che il 22 aprile ha <<chiuso>> simbolicamente, nel corso di una cerimonia, la scultura di Tano Festa <<La finestra sul mare>> (il suo vero titolo è <<Monumento per un poeta morto>>, dedicato da Tano Festa al fratello Francesco Lo Savio), che si staglia sul bordo della spiaggia di Villa Margi, presso Reitano (Messina).
L’opera, una struttura quadrata in cemento armato, ferro e vernice blu, alta 18 metri, si trova, come molte altre del parco, in un gravissimo stato di degrado, la base in cemento e la copertura erose, ferri divelti, intonaco scrostato, pannelli pericolanti, pitture abusive e vandalismi. Nonostante un provvedimento di legge della Regione Sicilia (fermo dal 1992) intitolato <<Disposizioni per la Fiumara d’Arte: misure per la manutenzione del patrimonio di arte contemporanea della Fiumara d’Arte>>, nessun intervento è stato mai fatto sull’opera di Festa, ormai pericolosa anche dal punto di vista della fruizione pubblica. La grande scultura-monumento era stata inaugurata nel 1989 e subito posta sotto sequestro con l’accusa di <<occupazione di demanio marittimo>> e abusivismo edilizio: una delle tante vicende giudiziarie che hanno riguardato Fiumara d’Arte, tra cui l’ordine di demolizione delle opere, annullato con sentenza definitiva il 23 febbraio 1994. Alla chiusura dell’opera Presti ha fatto seguire, il 27 aprile, un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo e a quella di Mistretta per valutare <<se possano emergere profili di responsabilità penale>> a carico dei sindaci dei Comuni interessati e del soprintendente, del Presidente della Giunta regionale e degli assessori competenti, in modo da accertare una <<reiterata omissione di atti dovuti per ragioni di sicurezza pubblica>>, e per verificare se vi siano per altre opere di Fiumara d’Arte <<medesime situazioni di pericolo e di eventuale, conseguente, responsabilità penale>>. Non sono tardate le risposte dei chiamati in causa. Per l’assessore regionale alla Cultura Alessandro Pagano: <<Su questa vicenda sono scorsi fiumi di carta bollata e diversi procedimenti giudiziari. Da questo momento non intendo più pubblicamente parlare della vicenda, quello che dovremo fare lo faremo, e aspettiamo sereni l’eventuale giudizio della magistratura>>. Fabio Granata, ex assessore alla Cultura ora al Turismo, risponde definendo <<apocalittici e autoreferenziali>> i toni di Presti sulla vicenda: <<Presti può denunciarmi a tutte le Procure d’Italia, anche perché sono consapevole di aver contribuito a tutelare la bellezza e il patrimonio culturale siciliano. […] Con i fondi dell’arredo urbano, qualora venisse inoltrata istanza all’Assessorato al Turismo, sarei pronto a dare la parte per salvaguardare un patrimonio, Fiumara d’Arte, comunque notevole e che non può essere abbandonato>>. Secondo le istituzioni regionali, l’azione di restauro a Fiumara sarebbe stata ostacolata soltanto da questioni normative, superate da una norma del 2003 che riconosce valore di bene culturale a opere che abbiano meno di cinquant’anni e che permetterà alla Soprintendenza di Messina di intervenire sulle sculture all’aperto. I Sindaci dei Comuni di Castel di Lucio, Motta D’Affermo, Pettineo e Tusa, nei cui territori si trovano le opere di Fiumara, riuniti nel Consorzio Intercomunale <<Valle dell’Halaesa>>, hanno, invece, avviato formalmente, con delibera assembleare n. 11 del 28 aprile 2005, una vigorosa, decisa e unitaria azioni politica in favore della tutela e della valorizzazione del parco di Fiumara.
Marina Giordano
MA PRESTI NON DEMORDE – Una Fiumara palermitana.
La volontà di Antonio Presti di intervenire sulla realtà siciliana attraverso la creazione di nuove opere d’arte non si è fermata a Fiumara. Oltre all’albergo Atelier sul mare a Castel di Tusa (Me), a Stesicorea, una grande casa con stanze realizzate da giovani artisti siciliani a Catania, e al più recente progetto con le scuole del quartiere catanese di Librino, Presti si è ora volto verso Palermo. Luogo prescelto per la nuova sfida, una delle realtà più degradate della città: il fiume Oreto, per anni discarica maleodorante e da poco oggetto di bonifica. L’idea di Presti è di creare lungo il fiume una <<nuova Fiumara>> palermitana, con opere d’arte che ne scandiscano il percorso dalle zone montane in cui nasce sino al mare. Per questo l’Associazione Fiumara d’Arte ha già firmato protocolli d’intesa con la Facoltà di Architettura di Palermo (che sta elaborando gli studi di fattibilità e i siti più idonei alle opere) e con i Comuni di Monreale e Altofonte, sotto la cui giurisdizione ricadono i territori dove nasce l’Oreto. Per la prima parte del percorso Presti ha pensato a un grande museo di sculture all’aperto, fatto da dolment monumentali realizzati con materiale organico, inseriti nel paesaggio. Per il tratto <<urbano>> palermitano, invece, si prevedono sculture in materiale <<metropolitano>>, da esporre in occasione di manifestazioni biennali o triennali, e che verrebbero poi spostate nelle periferie urbane cittadine. Per questi interventi verranno coinvolti artisti noti, italiani e internazionali, di cui non sono stati ancora noti i nomi, e giovani delle Accademie locali. Si attende la risposta del Comune di Palermo affinché firmi un protocollo di collaborazione e dia avvio ai lavori.
Marina Giordano
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Associazione
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