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Giornale di Sicilia - Prima pagina
Martedì 18 Novembre 2003

Spot e poesia per rilanciare Librino, quartiere degradato.
E l'ex quartiere degradato si fa pubblicità
Paolo Casicci

Spot per farsi conoscere nelle tv siciliane: la nuova scommessa di Librino, a Catania.
Quei 500 ettari di palazzoni bigi e viali enormi, popolati quanto Bagheria e Giarre insieme, si mettono in ghingheri per girare gli spot. Come un profumo ultrachic, o il detersivo per la casa. Qui, però, non si vende nulla. E alle parole pensano addirittura i poeti.
In duecento, da Alda Merini a Maria Luisa Spaziani, andranno in onda per un anno, trenta secondi al giorno dopo i tg, su Telegiornale di Sicilia e altre emittenti siciliane. Con loro, 5 mila ragazzi di Librino, l'estrema periferia catanese da due anni sulla via della rinascita all'insegna del "bello". Insieme, racconteranno la vita in un quartiere che a vent'anni dai primi palazzi venuti su in un mix di abusivismo, edilizia convenzionata e popolare, non è né il "satellite" col verde e gli uffici rimasti sulle carte di Kenzo Tange, né ancora pienamente "città".
"È tempo di poesia", non poteva che nascere dalla "Fiumara d'Arte" di Antonio Presti, il mecenate messinese che due anni fa lanciò una sfida accolta da molti con scetticismo: prendere per mano un'immensa banlieu simbolo del degrado extraurbano, e condurla lentamente verso il riscatto. "Niente denuncia sociale, ché non spetta a noi", ripete da allora Presti, "ma un percorso di riaffermazione del bello che Librino già reca in sé". Una provocazione, certo. Che però è impossibile ignorare, ormai.
Di strada, il progetto di Presti ne ha già fatta tanta. Da "Librino is beautiful" a "Io amo Librino", i messaggi mantra affissi via via ai balconi di Stesicorea, la casa d'arte nel centro storico di Catania, l'avventura è proseguita attraverso tappe a volte sorprendenti. Il gemellaggio con Gubbio, per esempio, il primo della storia tra un Comune e, un quartiere, il solo ad aver sposato le torri medievali coi palazzoni cenerognoli; il messaggio di Franca Ciampi, che dal Quirinale ha benedetto l'iniziativa lo scorso Natale, invitando i ragazzi delle scuole di Librino a "continuare, mantenendo intatto l'entusiasmo giusto per non essere più "periferia", e diventare "centro"". Infine la visita di Claudia Cardinale, la Angelica di Visconti venuta a bandire "il gattopardismo" e ad esortare i ragazzi a "non chinare la testa mai".
E ora gli spot, una scommessa mediatica che sembra fare a pugni con la volontà di arrivare all'essenza delle cose. Per Presti, nessuna contraddizione: "L'unico modo per riaffermare oggi la propria esistenza - spiega - è "farsi" pubblicità. Non solo nel significato di promozione, ma nel senso di entrare dentro la pubblicità e, per una volta, ribaltare il rapporto tra essere e apparire. Ristabilendo la priorità dell'Essere...".
Così, cinquemila ragazzi delle scuole di Librino sono finiti (e finiranno ancora per mesi) sotto l'occhio virtuoso delle telecamere. Stefania Casini li ha immortalati dal barbiere per "mettere in testa Librino". Adriana Polveroni li ha messi a testa in giù con i grattacieli alle spalle, ribaltando di colpo tutto quanto con una metafora potente. Pure Sabina Ciuffini, ex valletta del "Rischiatutto", ha scelto di sbizzarrirsi in quel dedalo di viali larghi come autostrade, che di tanto in tanto si infrangono, incompleti, sulle transenne.
"Né pubblicità-progresso o messaggi di solidarietà", avverte il mecenate. "Certo, non mancheranno gli spot-denuncia. Ma Librino ha bisogno innanzitutto di farsi scoprire".
Una voglia condivisa nel quartiere: "Abbiamo sposato il progetto - dice padre Giuseppe Coniglione, uno dei parroci di Librino - perché la Chiesa crede nella Resurrezione, ma siamo sulla terra per celebrare la vita". Santo Molino, preside di una delle scuole coinvolte, la Pestalozzi, come i colleghi ha messo al bando i sospetti: "Ammetto che all'inizio un po' di diffidenza ce l'avevamo. Quando in un quartiere che fino ad allora è stato un vuoto a perdere, ti vedi arrivare uno, con le idee di Presti, pensi se non nasconda interessi. E invece questo progetto, iniziato tra l'ingenuo e lo "strano", è idealismo. Da preside, ci trovo un messaggio per le famiglie: continuate a mandare i ragazzi nelle scuole del quartiere. Se Librino riscopre la propria identità, non c'è bisogno di scappare in centro". Per Giuseppe Calabrese, presidente della Circoscrizione, la rinascita di Librino passa da problemi storici. Per esempio l'assegnazione delle centinaia di botteghe al pianterreno dei palazzoni, rimaste sfitte anche per via di un censimento che tarda a venire. "Ci stiamo occupando di questo", dice. "Sì, qualcosa sta accadendo. Ma c'è ancora tanto da fare per Librino...".




Rassegna Stampa 2003/02
Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

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