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| Giornale di Sicilia
- Prima pagina |
Mercoledì 19
Novembre 2003
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Eventi.
L'iniziativa degli spot nel quartiere alla periferia di Catania. In onda
pure su Tgs.
Basta chiedere, Librino vuole essere e apparire.
Paolo Casicci
CATANIA.
"In questi due anni abbiamo battuto una via che non è quella
del chiedere, ma dell'affermare. Librino non deve chiedere più.
Ma ribadire la propria bellezza e dignità. Quella a cui, nessuno
ha pensato mai. Soprattutto non ci ha pensato Catania, la città
che ha ignorato la propria periferia per troppo tempo. Per anni abbiamo
visto le periferie come luoghi che chiedevano: fogne, acqua, luce... È
giunto il momento di cambiare".
Antonio Presti ci crede: "Librino cambierà". L'enorme
quartiere catanese da 80 mila abitanti, cresciuto con poche regole e mille
problemi, e per questo assurto dalla "Fiumara d'arte" a simbolo
delle periferie del mondo, sta percorrendo una strada di riscatto che
- dice il mecenate messinese - può e deve prescindere dal "chiedere
per avere".
Ma è possibile un esperimento del genere? La dignità può
prescindere dal fatto che a Librino mancano servizi essenziali, o che
le strade sono un dedalo impazzito e pieno di insidie?
"Proprio così. Quello di Librino è un percorso che
passa dalla cultura e dalla poesia. Il resto compete ad altri. Vede: due
anni fa iniziammo il nostro percorso affiggendo ai balconi di "Stesicorea"
(la casa d'arte della "Fiumara" nel centro storico di Catania,
ndr) otto drappi in altrettante lingue. C'era scritto: "Librino is
beautiful". Ora, che Librino è bello è un fatto che
dobbiamo via via acquisire. Quella scritta, come le successive "Io
amo Librino" e "Per Librino è tempo di poesia",
è una specie di mantra: non devi stare lì a spiegarlo. Si
rivela da sé, entra nelle coscienze e si radica. La gente, a Librino,
la bellezza e la dignità ce le hanno dentro.
Da due anni sta solo imparando a riaffermarla. E anche i catanesi ne stanno
prendendo coscienza".
Da lunedì si fa sul serio: 500 spot all'ora del tg, ogni giorno
e per un anno su Telegiornale di Sicilia e su altre emittenti regionali.
Protagonisti 200 poeti e 5 mila ragazzi di Librino.
Non l'accuseranno di voler riscattare la dignità con un mezzo controverso
come la pubblicità?
"Qualcuno lo dirà. Sbagliando. Della pubblicità
ci interessa il potere che essa ha oggi di veicolare un messaggio. Se
il messaggio è positivo, l'unico modo per riaffermare oggi la propria
esistenza è "farsi" pubblicità. Non solo nel significato
di promozione, ma per entrare dentro la pubblicità e, per una volta,
ribaltare il rapporto tra essere e apparire. Dipende da cosa uno mette
davanti".
In 500 spot non c'è il rischio di cadere in quella denuncia sociale
che volete evitare?
"E invece riusciremo a evitare qualsiasi forma di pubblicità?progresso
o, peggio, di messaggi di solidarietà. Quanto agli spot di denuncia,
non mancheranno. In minima parte, però. Perché Librino ha
bisogno innanzitutto di far sapere di esistere. La città e il mondo
lo scopriranno".
Riceve sostegni nel suo lavoro?
"Noi lavoriamo a questo progetto senza perseguire nessun fine
se non il riscatto di Librino. Devo ringraziare la stampa e gli editori
locali che hanno sposato l'iniziativa. La loro presenza, per di più
a titolo gratuito è un segnale in più che conferma come
il nostro progetto sia libero da ogni interesse".
E poi ci sono i poeti. In duecento hanno raccolto l'invito della "Fiumara",
accettando pure loro di finire dentro l'occhio delle telecamere. "Gli
spot - spiega entusiasta la poetessa Maria Attanasio - hanno finito col
diventare una mappa della poesia italiana contemporanea: 180 nomi, da
Maria Luisa Spaziani a Mario Luzi. Praticamente un'enciclopedia".
E anche questo non guasta di certo.
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