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| Giornale di Sicilia |
Martedì 23 Marzo 2004
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CULTURA
& SOCIETÀ
LETELIER, quel deserto fatto d'amore
Antonella Filippi
Lo
scrittore cileno in Sicilia partecipa al progetto del Grand Tour in Sicilia
che ha per centro Librino.
Ha lavorato per anni nelle miniere dove la fatica gli ha lasciato "cicatrici
di guerra"
PALERMO.Dalla pampa a Librino: trenta ore di volo, il paesaggio che cambia,
i problemi, sia pur diversi, che restano. E una via d'uscita comune: la
parola, la conoscenza. È proprio questo lo scopo del "Grand
tour di Sicilia", organizzato da Antonio Presti, che ospita in questi
giorni lo scrittore cileno Hernan Rivera Letelier. Una vita in miniera,
la sua, nel deserto di Atacama, "Il più triste del mondo".
Se gli dici "ciao", rimane perplesso, lui quel modo di salutare
lo usa al momento del commiato. Poi si racconta: "I miei primi cinque
libri parlano del deserto di Atacama, innanzitutto come luogo, poi con
la presenza dell'uomo e, infine con la gente che in questo posto ha lavorato.
Mio padre, la mia ha famiglia hanno mantenuto un rapporto molto forte,
io stesso ho vissuto lì e lavorato nelle miniere per trent'anni,
dai 15 ai 45". E riflette: "Non sono rughe quelle che ho sul
viso, sono cicatrici di guerra". Quelle che si disegnano, sulla pelle
quando si fatica sotto il sole con 46 gradi di temperatura in un deserto
di dirupi e dune, a tirar salnitro.
Parla dell'Italia che ha già visitato: "Una volta a Orvieto,
con Louis Sepulveda, mi sono trovato in piazza Duomo circondato da una
folla di almeno quattrocento persone, soprattutto donne. Volevano autografati
i libri". Di lui ha detto proprio Sepulveda: "È capace
di portare in letteratura il linguaggio del silenzio". Per forza,
il deserto non è forse silenzio? "Io sento il silenzio che
si materializza ma non so spiegarlo, è molto presente, e per raccontarlo
c'è un solo modo, la poesia, luogo di emozioni".
Sorseggia il suo tè, dopo il lungo viaggio e ricorda come la vita
a volte sia un groviglio di contrasti: "Quando lavoravo in miniera,
alle cinque era di rigore il tè, e della migliore qualità
inglese". Poi si tornava a morire di lavoro.
Ma lui quei luoghi li ama: "Si vuole dimenticare questa parte del
mondo perché scomoda, per questo ho iniziato a raccoglierne la
storia. Si tratta di vicende violente, fatte di sangue, di stragi, di
uccisioni, di grande impatto dal punto di vista sociale. Alcuni miei libri
vengono adottati nelle scuole e questo mi rende felice perché i
ragazzi devono sapere cosa è successo alla loro terra". Una
terra, il Cile, lunga come dalla Norvegia al Sahara, "così
stretta da costringere a camminare di profilo, come gli antichi egiziani.
Qui quando Dio creò il pianeta fece arrivare un po' di tutto: la
cordigliera andina e il mare ? quell'Oceano Pacifico attraverso il quale
si raggiunge la misteriosa isola di Pasqua ? il gelo dell'Antartide e
il fuoco del deserto. Tutte le temperature, tutti i colori".
Ad Antofagasta, bocca del deserto con a nord la bella spiaggia di Homitos,
vive Letelier. Lui ha vinto il premio San Valentino con Fata Morgana d'amore
e ad Antofagasta si festeggia un San Valentino in grande stile: "Sì,
perché si celebra l'annessione della città, prima boliviana,
al Cile. E in quel giorno si regalano rose, si dedicano canzoni alla radio,
si scrivono poesie d'amore. Tutta la festa gira intorno all'amore".
A proposito, esistono delle regole per raccontare in letteratura una storia
d'amore? "Non ho una tecnica ma il segreto è essere un innamorato
perpetuo come me. Io sono un autodidatta, tecnica zero assoluto: non so
nulla dell'amore ma amo, non so nulla della letteratura ma scrivo. E quando
parlo d'amore non penso solo a una mujer, una donna". Infatti confessa
altri amori: "Una calle, un paesaggio, un tramonto, una canzone.
Amore per tutto ciò che può piacere, posso amare una donna,
certo, ma anche un chiavistello". Lo diceva Picasso, ci permettiamo
di dissentire. L'oggetto del suo ultimo amore è, come dire, sorprendente:
"Sono innamoratissimo di un prezioso guanto di pelle nera, piuttosto
gotico".
Porterà
la poesia anche nei luoghi del quotidiano, pure nei supermercati: "Non
preparo nulla, voglio essere spontaneo, la gente con le sue domande di
"me encanta""
I
suoi romanzi, scritti con linguaggio un pò barocco, sono popolati
da personaggi strani, di un realismo magico alla Garcia Màrquez.
Già, la magia: "Ogni giorno accadono fatti magici, è
magico raccontare vicende attraverso la parola. Se tutto ciò finisse,
smetterei di scrivere". Molte le donne tra le sue pagine, varia l'umanità
che s'aggira tra fantasia, magia, disperazione. Ne La regina cantava rancheras
le suggestioni aristocratiche si limitano al titolo, in realtà
la regina è una prostituta, poi ci sono i personaggi senza futuro
del Longitudinal Norte, il treno che attraversa il deserto, set de I treni
vanno in purgatorio, ultimo romanzo del cileno tradotto in italiano; meretrici
dai nomi fantasiosi popolano Fata Morgana d'amore. "Io amo le donne
e poi nella storia del deserto sono fondamentali, soprattutto la prostituta.
Il mio ultimo libro Santa Maria de la flora negra, che in autunno uscirà
anche in Italia, racconta di un eccidio realmente avvenuto nel 1907, una
mattanza di donne e bambini arrivati dalla pampa, asserragliati in una
scuola di Iquique. Lì c'è una frase che definisce le donne,
la pronuncia una vedova: "Voi uomini siete capaci di atti eroici,
noi donne del sacrificio". Nella pampa la donna, bruna e corpulenta,
è combattiva ed è sempre accanto al suo uomo. In questo
deserto completamente arido, la donna è l'unica oasi per l'uomo".
C'è amore si, ma c'è anche politica perché "se
si parla di questi luoghi, il sociale affiora spontaneamente dalla terra,
raccontare vite difficili è politica". Gli spiegano che il
programma del suo soggiorno siciliano prevede, oltre alla visita dell'Atelier
sul mare e all'incontro con il quartiere di Librino di oggi, quattro giorni
a Enna, tra incontri con gli studenti, gita alla Villa del Casale e visita
della miniera di Floristella. Viene subito rassicurato: la miniera è
ormai chiusa. Poi, per L'offerta speciale della parola, il 25, 26 e 27
Letelier, insieme a un gruppo di poeti, porterà la poesia nei luoghi
del quotidiano, i supermercati, dove i clienti troveranno, alla cassa
una brochure di poesie. E dialogheranno con lui: "Non preparo nulla,
sono spontaneo, la gente con le sue domande me encanta".
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