Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
2003-2004
2002
Un chilometro
di tela per Librino
2001


1ª Edizione
Casa degli Artisti

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3ª Ed. EXTRAordinario

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Giornale di Sicilia - Prima pagina
Sabato 29 Novembre 2003

CULTURA & SOCIETÀ
Il Progetto di Antonio Presti.
Cinquecento spot per il riscatto del quartiere-simbolo della periferia catanese.
"Omaggio alla Bellezza: Daremo vita alle facciate degli edifici popolari". Su Tgs ogni giorno i "video-lanci".
Gerardo Marrone

LIBRINO. I palazzoni diventeranno museo.
CATANIA. "Maria, Natascia, Salvatore... Il mio nome è Librino". Uno dei cinquecento spot per il rilancio del quartiere catanese, periferia popolare e popolosa del capoluogo etneo, è solo una sequenza di facce di bambini, di denti con tante "finestre", di occhi vispi, di bocche che pronunciano appena un nome. Il proprio. Un adulto, poi, chiude scandendo "Librino". Con orgoglio.
Un passaggio televisivo, pochi attimi, per raccontare un'idea e trasmettere un'emozione: vivere con gioia in quello che molti definiscono un "quartiere a rischio", marchiando così i residenti. Antonio Presti, l'artista messinese ormai noto nel mondo per la sua "Fiumara d'arte", ha adottato Librino per dimostrare che l'immagine ma anche la poesia, insomma la cultura, sono una leva di riscatto umano e sociale: "Stiamo realizzando - spiega lo stesso Presti ? trecento spot con gli abitanti del quartiere, duecento con poeti nazionali. Per un anno, tutti i siciliani avranno il tempo scandito dai messaggi provenienti da Librino. Gli auguri di Natale e Pasqua o l'arrivo della Primavera troveranno spazio accanto a spot di denuncia e di rispetto, mai di mera solidarietà. Chi sta qui, avrà voce. Gli altri vedranno finalmente questa realtà con gli occhi del valore. Ciò servirà come esempio per tutte le periferie. Dare parola con la poesia, non con il corteo di protesta, penso che sia la rivendicazione più forte".
Il progetto, comunque, punta a ben altro: "Qui - dice Presti - realizzeremo il più grande museo fotografico del mondo a cielo aperto. Sulle facciate dei palazzi, con gigantografie e video, saranno rappresentate le facce degli stessi abitanti. Quando torneranno a casa, la sera, si troveranno non dinanzi a un giudice o ad un assistente sociale ma davanti a sè stessi, acquistando consapevolezza di esser belli. È mio desiderio donare questo materiale, foto e video, al carcere catanese di Bicocca perchè si occupi del museo una cooperativa, formata non da carcerati da reinserire ma da uomini che sono di ritorno".
Tgs, l'emittente del Giornale di Sicilia, trasmetterà ogni giorno i "video-lanci" aderendo al progetto di Presti per Librino, simbolo delle periferie: "Io - dice Maria Luce Bondì, responsabile del montaggio nella troupe dell'artista peloritano ? vengo da Palermo e anche là vi sono zone dove si fa terra bruciata mostrandone le brutture. Al contrario, bisogna entrare dentro e vedere quel che c'è di bello". La regista, Fedora Sasso: "Una faticaccia girare tanto materiale, ma la causa è giustissima. L'ha compreso anche il quartiere, che ha reagito benissimo accogliendoci come persone di famiglia".
A Don Giuseppe Coniglione, parroco e responsabile della Caritas diocesana, l'idea piace: "Gli spot, certo che servono. Aiutano la gente ad acquisire la consapevolezza della loro vita, della preziosità della loro vita". Protagonisti dei filmati, anche i 5 mila alunni delle scuole del quartiere. Tra questi i milleduecento iscritti del Circolo didattico "Sturzo?Campanella", di cui è preside Lino Secchi: "I bambini stanno vivendo quest'iniziativa con estrema gioia, perchè finalmente si sentono radicati nel loro territorio. Peraltro, nell'ambito di quest'operazione culturale, abbiamo già ospitato poeti come Maria Luisa Spaziani e dato vita all'iniziativa "Un chilometro di tela". Mille e più bimbi buttati a terra per dipingere temi ludici e sociali su teli, su molti dei quali hanno scritto: Librino è bello".

"New town", il progetto tradito di Kenzo Tange
CATANIA. (gem) A San Cristoforo e Librino, quartieri popolari catanesi per antonomasia, vive un terzo degli oltre 300 mila abitanti del capoluogo etneo. Anzi, 313 mila 110 stando al censimento Istat 2001.
Se San Cristoforo è il cuore della città vecchia, Librino è la Periferia per eccellenza e costituisce una città nella città. Anzi, una "new town" secondo la definizione cara a Kenzo Tange, che ne concepì il progetto tra il 1970 e il 1972. Davvero considerevoli i numeri del Progetto Librino, tra i quali spiccano i 420 ettari di area e la previsione di abitanti (62 mila), che peraltro e stata ampiamente superata nella realtà. Oggi, si ritiene che 75 mila catanesi vivano in un quartiere dominato da palazzoni in cemento armato e povero di spazi collettivi. Secondo l'idea di Kenzo Tange, invece, l'area destinata a uso pubblico doveva essere di 150 ettari, comprendendo anche le nuove sedi delle facoltà di Ingegneria e Agraria, un ospedale, uffici, parcheggi, stazioni di bus e metrò.
Il sogno di Tange, però, è rimasto tale. Un sogno, appunto. Nessuna sede universitaria, una struttura sanitaria (l'ospedale "San Marco") ancora sulla carta, pochi uffici decentrati. Appena due anni fa, poi, fu bocciata dal consiglio provinciale l'ipotesi di realizzare proprio in quel quartiere la nuova sede dell'ente. Nulla di nulla, fatti salvi i palazzoni: stando al politologo dell'Università etnea Renato D'Amico, autore di "Catania ? I quartieri nella metropoli" per la casa editrice "Le Nove Muse", a Librino il 90 per cento dell'edilizia residenziale risulta realizzata, mentre quasi nessuna attrezzatura pubblica importante è in funzione. Pure la previsione di 150 ettari "a uso pubblico" s'è, intanto, ridimensionata, avendo dovuto lasciare terreno all'abusivismo selvaggio degli anni '70 e '80.




Rassegna Stampa 2003/02
Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

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