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LICEO ARTISTICO ALMEYDA. Una iniziativa ambientale per aderire al progetto di Fiumara d’Arte E ancora: l’incontro degli studenti con il poeta Loi, che ha parlato dell’importanza del territorio
Per l’Oreto ecco i «fiori della bellezza» realizzati con gli scarti presi sul fiume
DI DANIELA RUGGERI E VIVIANA SPANÒ Giorno 25 gennaio 2006, presso il liceo artistico statale Almeyda, si è svolto l’incontro con il poeta neo dialettale milanese Franco Loi, che ha colto l’invito di Antonio Presti ad incontrare gli studenti delle scuole che hanno aderito al progetto «io sono il fiume Oreto dell’umanità». Tale progetto vede coinvolte molte scuole di Palermo, Monreale e Altofonte nell’impegno di formare una coscienza attenta alle problematiche dell’ambiente. La nostra scuola ha partecipato al progetto con diverse classi realizzando dei «fiori della bellezza», utilizzando anche materiali di scarto, gli stessi che si trovano con abbondanza nel fiume Oreto. Presentato ai compagni riuniti nell’aula magna da una ragazza del liceo, Franco Loi ha mostrato una passione particolare nei confronti del progetto che lui definisce «valorizzazione dell’uomo attraverso la trasformazione del territorio». Sostiene il poeta che «il progetto del fiume Oreto è un modo per migliorare la gente. Cambiando il mondo, si può cambiare anche la mente delle persone». Il poeta si è aperto a noi, parlando,con la sua tenera cadenza milanese, dell’adolescenza e dei problemi del viverla. Ha commentato la sua vita segnata dal dramma della guerra mondiale e del dopoguerra. Ha parlato dell’importanza del vivere spronandoci a cercare dentro di noi nuovi stimoli e nuove emozioni; a credere a quello che si desidera a dare forza ai sogni. Ha parlato della poesia dicendo che «non è qualcosa che ci viene insegnato ma è un’emozione. È l’esprimere ciò che si è e non ciò che si ha». Nell’attenzione della sala, alcuni alunni hanno letto le loro poesie; apprezzate dal poeta, sono state, per la maggior parte, autografate con dediche stimolanti. Già dal suo arrivo, si è dimostrato disponibile e cordiale proprio come lo è stato nel rispondere in modo convincente ed interessato alle domande di cinque alunni. L’entusiasmo che si leggeva nei suoi occhi impediva a chiunque di fermarlo anche se ormai il tempo previsto per l’incontro era andato fuori dalla scaletta predisposta. «Spero di trovarvi a quarant’anni ancora con la stessa attenzione», conclude il poeta. Ma ci lascia solo dopo aver recitato una delle sue poesie, che lascia la sala attonita e commossa. IV A – Liceo artistico Almeyda
PERTINI. Per la poetessa brasiliana Theòphilo i bambini hanno spesso un potere magico: «Come le divinità». Marcia e il canto di denuncia per salvare l’Amazzonia.
DI SARAH GIORDANO* E ALICE TRUPIA** Nei giorni scorsi abbiamo avuto l’onore di accogliere nell’aula magna della nostra scuola la poetessa brasiliana Marcia Theòphilo. Le sue poesie sono tutte ispirate alla natura e più precisamente al grande polmone verde della terra, nonché suo luogo d’origine: la foresta amazzonica. Il suo è anche un canto di denuncia di questa di questa incontaminata natura che, giorno dopo giorno, è sempre più agonizzante. Sin dallo scorso anno anche noi ci siamo occupati del problema ambientale aderendo a numerose iniziative e manifestazioni sul fiume Oreto. Con gli insegnanti abbiamo studiato la storia del fiume e dei suoi ponti, abbiamo letto numerosi documenti attraverso i quali abbiamo appreso come era verdeggiante e florido un tempo e come, a causa dell’incuria dell’uomo, abbia cominciato ad inquinarsi. Siamo andati per ben due volte alla foce del fiume Oreto; la prima per ripulirla un po’, la seconda per esporre i cartelloni da noi realizzati e per donare simbolicamente delle piante agli argini del fiume, che gli facessero dimenticare il cemento e i detriti che lo opprimono. Eravamo ansiosi di incontrare una poetessa ed è stata una grande emozione leggerle alcune delle nostre poesie e porle delle domande relative ai problemi ambientali per cui lei ha tanto lottato. A Marcia abbiamo chiesto se crede veramente che la poesia possa contribuire alla difesa dell’ambiente e poi, come mai nella sua opera «i bambini giaguaro», abbia associato al bambino, per natura debole ed indifeso, l’immagine del giaguaro, animale forte. Lei ha risposto: «La poesia porta emozioni, la poesia è una preghiera che deve raggiungere i cuori, principalmente dei bambini, che sono la speranza del futuro. I bambini giaguaro, nella mia terra, erano come una divinità. Sono miti di bambini con grandi poteri magici, che entrano nella metropoli e salvano i bambini dell’Amazzonia». Alla fine ci ha letto alcune sue poesie e ci ha coinvolto nel ritmo e nella musica delle sue parole magiche. *II C e **II I – scuola media Pertini Mi Chiamo Oreto DI ANTONELLA PUCCIO* Nelle mie acque, / che scorrevano dal monte / come lunghi fili di coralli cristallini, / i giovani amanti / si specchiavano e si giuravan/o amore eterno. Sul ponte / i vecchi / si fermavano a contemplarmi / e si perdevano / inseguendo con gli occhi / le mie acque / che felici danzavano, / danzavano con i loro ricordi / i ricordi dei tempi andati. Lungo le rive / i bambini / in giro tondi allegri / cantavano e si rinfrescavano / nelle mie acque / dal calore di un sole cocente. Adesso / le mie poche acque rimaste / sono sporche e puzzano / ed io, Oreto, / elevo una disperata denuncia / e chiedo / agli uomini / ancora capaci / di guardare con occhi “liberi” / che le mie acque / ritornino a scorrere dal monte / come fili di coralli cristallini, / per regalare ancora a voi uomini / il vero incanto della vita: / entrare in comunione / con il mio spirito / con il mio cuore, / il grande cuore / di un fiume / chiamato “Oreto”. *DOCENTE DI INGLESE DELLA SCUOLA MEDIA PERTINI
SAN VINCENZO. Arte e ambiente: così gli interventi il corso d’acqua diviso fra le scuole. Dai ragazzi sorgeranno le sculture DI RITA FERRARA*
Il liceo scientifico Biologico San Vincenzo si inserisce come scuola pilota nel progetto di valorizzazione della Valle dell’Oreto, tanto d’attualità in questi giorni. Organizzatore di questo progetto «Io sono il fiume Oreto dell’umanità» è l’imprenditore Antonio Presti, che ha già operato nel progetto «Fiumara d’arte», in delle località nella provincia di Messina, arricchendole con imponenti sculture; adesso vuole far rifiorire questa valle che per anni è stata abbandonata in uno stato di degrado. L’opera è grandiosa e ambiziosa ma per realizzarsi ha bisogno dell’aiuto di tanti e di tutti quelli che credono nella città di Palermo e nella sua valorizzazione. Il progetto è così articolato: quest’anno è dedicato alla poesia: tutte le scuole che aderiranno a questa iniziativa produrranno una raccolta di poesie che successivamente verrà presentata, evidenziando in esse il concetto di bellezza in contrapposizione allo stato attuale della valle. I ragazzi si confronteranno con i poeti, per una crescita culturale e «poetica» riguardante tutti gli aspetti futuri e dell’immaginario del fiume Oreto. Infine, per una diffusione a largo raggio di questa opera, si procederà alla realizzazione di grandi fiori di carta, i cui petali conterranno una poesia scritta dai ragazzi, che verrà distribuita alla gente lungo le strade di Palermo. Una tappa ulteriore sarà quando il corso del fiume verrà «suddiviso» simbolicamente fra le varie scuole e qui i ragazzi dovranno realizzare delle sculture che saranno posizionate nelle zone assegnate. Nell’anno 2007 le scuole dovranno inoltre impegnarsi nella realizzazione di alcune bandiere che verranno collocate lungo l’autostrada Palermo-Capaci, al fine di attirare l’attenzione della classe politica che fino ad ora non ha preso in considerazione il rapporto tra l’uomo e la natura. *IV A - liceo scientifico-biologico San Vincenzo
PESTALOZZI. L’intervista dei piccoli alunni al poeta Elio Pecora: «Potenza della parola che riesce a trasmettere emozioni» DI ILENIA NEGLIA* E FRANCESCO MADONIA** Noi alunni delle classi IV e V del circolo didattico Pestalozzi abbiamo incontrato il poeta Elio Pecora. Abbiamo riassunto le domande fatte al poeta e le risposte. Federica: Com’è nata in lei la passione per la letteratura e la poesia? «È stato leggendo. A sette anni ho fatto la Prima Comunione, ho ricevuto un libro in regalo, ho cominciato a leggere e ho scoperto un bene straordinario che conservo ancora oggi, poi ho cominciato a scrivere». Rita: Che cosa è per lei una poesia? «La poesia è parola: parola portata all’estrema concentrazione». Miriam: Com’è nato per lei l’interesse per la salvaguardia dell’ambiente? «Avevo la vostra età, guardavo la natura, ho capito che non ero solo nell’ambiente e che c’era attorno a me un mondo da amare». Rosy: Ho letto nella sua biografia che cura laboratori di scrittura, prosa e poesia nelle scuole. Sarebbe disponibile per la nostra scuola? «Non ho fatto altro in questi ultimi anni, ma mi rifiuto di andare nelle scuole superiori mentre adoro la freschezza e l’interesse dei più piccoli». Roberta: Come può fare un bambino per far nascere in sé l’amore per il bello e la natura? «Bello è tutto quello che ci sta intorno, l’importante è saperlo vedere. Tutti hanno in sé il bello e l’amore per il bello. Basta scoprirlo». Navarro: Da dove trae l’ispirazione per scrivere le sue poesie? «Da tutto quello che ho attorno: persone che amo, oggetti che desidero...» Alessandro: Quale consiglio mi darebbe se volessi intraprendere la sua professione? «Fare il poeta non è una professione, è un bisogno di dire agli altri quello che sentiamo. Chi fa il poeta deve avere una grande umiltà, non sperare di diventare né ricco né famoso ma avere la voglia di arrivare agli altri, trasmettere emozioni». *V A e V B circolo didattico Pestalozzi .
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