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IL PROGETTO. ALLA MANIFESTAZIONE PRESENTI GLI STUDENTI, COL SINDACO E IL PRESIDE DI ARCHITETTURA.
Ad Altofonte siglata l’intesa per il museo sul fiume.
ALTOFONTE. La mia vita scorre come una pietra lungo quel fiume che non ha paura di diventare mare. Le parole sono di Gregory Corso, il poeta della beat generation. Strano attacco per parlare del fiume Oreto. O forse no. Perché il fiume Oreto non ha paura di diventare mare, ha invece la certezza di trasformarsi in discarica. Ieri ad Altofonte, in contrada Seggio – un luogo incantato con panorami più trentini che siciliani, designato come punto di partenza del progetto – è stato firmato il protocollo di collaborazione per la realizzazione del museo a cielo aperto dell’Oreto. Il documento porta tre firme: quella del sindaco di Altofonte, Vincenzo Di Girolamo, quella del preside della facoltà di Architettura dell’università di Palermo, Nicola Giuliano Leone, e quella del presidente dell’Associazione Fiumara d’Arte, Antonio Presti. Continua, dunque, l’operazione <<Io sono il fiume Oreto dell’Umanità>> con l’obiettivo di dare un nuovo volto e una nuova identità al fiume. Nel progetto crede con la passione di sempre Antonio Presti <<Noi non andiamo in giro a cercare voti, piuttosto devoti alla bellezza. Forse per questo non siamo ben accetti. Ma continuiamo il nostro lavoro: in questa zona sorgeranno quattro sculture monumentali in materiale organico, quattro dolmen che avviino un percorso magico di bellezza nella valle>>. Il Comune di Altofonte trova così alleati nella politica di valorizzazione e promozione del territorio portata avanti anche attraverso gli atti amministrativi per l’istituzione del Parco dell’Oreto, avviati in collaborazione con i comuni di Palermo (che deve ancora firmare) e Monreale (che ha già firmato), e nel tema della renovatio urbis che affronta la facoltà di Architettura di Palermo. Il sindaco Di Girolamo promette: <<Chiederemo all’assessorato regionale al Territorio e ambiente l’istituzione del Parco dell’Oreto>>. Altofonte vuole anche evitare che la prevista tangenziale di collegamento con le autostrade <<sfregi>> il paesaggio. <<Qui tre aspetti – ha spiegato il preside di Architettura Leone – entrano in sinergia: la funzione dell’arte, qui simboleggiata da Antonio Presti, quella della scuola – e vedo tanti studenti – e quella dei luoghi. I tre elementi parlano la stessa lingua della cultura dell’ambiente e della legalità>>.
Antonella Filippi
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Associazione
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