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Venerdì 13 Maggio 2005

LA CAMPAGNA. L’arte lungo l’Oreto. Se il comune dice sì.

 

            Aprile 2004: Presti lancia il progetto di un museo all’aria aperta nella Valle dell’Oreto. Maggio 2005: il Comune fa sentire la sua voce, si può fare, pur con qualche paletto. L’arte sulle sponde del fiume adesso potrebbe essere un traguardo molto più

vicino. L’hanno sposata la facoltà di Architettura. Si sono associati i sindaci di Monreale e – proprio ieri – di Altofonte. Il carro, insomma, ha cominciato a marciare. E adesso traina anche la ruota più grossa, quella di Palermo. C’è voluto un dibattito radiofonico – nel corso della trasmissione <<Ditelo a Rgs>> per avviare il confronto fra il promotore dell’iniziativa, il patron della Fiumara d’arte Antonio Presti, e l’amministrazione del capoluogo, rappresentata dall’assessore comunale all’Ambiente Giovanni Avanti. Lo scambio non è bastato a dissolvere tutte le nubi che probabilmente già coprivano l’orizzonte quel 20 aprile di un anno fa, quanto – testimonial lo scrittore inglese Jonathan Coe – il progetto fu presentato al pubblico fra i miasmi della foce del fiume. Un anno e 22 giorni dopo, però, l’idea di Antonio Presti, il patron della Fiumara d’arte, può finalmente decollare. È un’idea semplice e rivoluzionaria. Il fiume è in abbandono, preso d’assalto dagli scarichi, dai rifiuti, dall’abusivismo. Si direbbe che i palermitani gli abbiano voltato le spalle.

 

IL PROGETTO PER LE OPERE D’ARTE. Se anche il comune ci sta.

C’è già il primo sì. Ora serve il confronto diretto.

 

            E invece, si vuole che non sia così. Si vuole che la rassegnazione al <<brutto>> lasci il campo al sogno, alla realizzazione del <<bello>>. Sotto la forma di un matrimonio tra l’arte e la natura. Certo, la prima non dovrà soffocare la seconda, come ha avvertito Avanti nel corso della trasmissione di Radio Giornale di Sicilia. Un monito che è sembrato una presa di distanza da quanto realizzato alla Fiumara d’arte. Ma al di là, dei distinguo, c’è l’unica – tanto attesa – risposta che conta: l’arte lungo l’Oreto ci può stare. Del resto, l’obiettivo del progetto, che il Giornale di Sicilia ha fatto suo dal primo momento, è proprio quello di dare una scossa alle coscienze. Di fare sì che riappropriandosi del fiume, i palermitani riscoprano un pezzo della loro storia.

            Quelle parole dell’assessore Avanti, certamente concordate col sindaco, sono pertanto da considerare una svolta. Finora non c’è stato un solo incontro per mettere a fuoco le modalità e i contenuti dell’iniziativa. È una lacuna da colmare. Il Giornale di Sicilia non si stancherà di sollecitare un confronto diretto per decidere come e quando agire. Antonio Presti ha chiarito già ieri mattina che le opere d’arte non sono destinate a restare per sempre nella Valle. Anzi, il giorno che avranno raggiunto il loro obiettivo, quello di generare la rinascita dell’ambiente meraviglioso che sta attorno al corso d’acqua, il museo dall’aria aperta potrà essere smontato e piazzato altrove, magari nelle periferie che tanto hanno bisogno di <<bellezza>>. Quasi una simbolica inondazione, con acque finalmente pulite, di un fiume rinato. Si attende adesso che si pronunci il sindaco, che già subisce gli attacchi dell’opposizione per quei rifiuti lasciati sul greto dell’Oreto e denunciati a <<Ditelo a Rgs>> da un radioascoltatore.

Brutta sì, quella discarica frazionata lungo gli argini. Come brutte erano le baracche che oggi, almeno su un sponda, non ci sono più. Perchè il Comune ne ha deciso la demolizione. Ed ora saranno abbattute anche quelle restanti. Chissà: potrebbero sorgere lì le prime opere d’arte.

                       

                                                                                                                      Piero Cascio

 

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 Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
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Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

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