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LA MOSTRA NEL CASTELLO DEI VENTIMIGLIA A CASTELBUONO.
Nasce da un progetto di Antonio Presti, e coniugherà l’idea di bellezza con quella di luogo della memoria di Antonella Filippi.
CASTELBUONO. (anfi) Sapevate che basta un semplice <<Telepass>> perché all’arte contemporanea si aprano i pesanti portoni di un castello medievale? <<Telepass>> è infatti, il titolo della mostra collettiva che ospita, negli spazi espositivi del severo castello dei Ventimiglia di Castelbuono, giovani artisti contemporanei e la collezione internazionale di Fiumara d’Arte da agosto fino a tutto settembre. La mostra è il primo atto di una collaborazione tra Antonio Presti, presidente dell’Associazione culturale Fiumara d’Arte, e il museo civico di Castelbuono, prevista da un protocollo d’intesa che per tre anni farà del castello dei Ventimiglia la sede di importanti eventi legati all’arte contemporanea e alla promozione di quei valori della bellezza che hanno sempre animato le azioni e i progetti di Fiumara d’Arte. Insomma, la devozione alla bellezza sale in montagna. Una decisione rischiosa e lungimirante che mette in rapporto sale storiche e opere d’arte contemporanea, lì a dialogare tra loro, senza alcun tipo di competizione con quell’osmosi che soltanto il tempo può dare. Spiega Antonio Presti, orgoglioso di aggiungere un altro anello alla sua catena di successi (e, perché no, delusioni): <<In linea con i progetti ideati e portati nel corso degli anni, tra cui il Fiume Oreto dell’umanità a Palermo e Librino TerzOcchio Meridiani di luce a Catania, Fiumara d’Arte arriva al Castello con l’intenzione di incidere per mezzo dell’arte e della bellezza sulle vite e sulle coscienze delle comunità civili del territorio. Il Castello dei Ventimiglia, opera architettonica contenitore di importanti opere d’arte del passato, si apre al contemporaneo divenendo non solo luogo della memoria ma anche luogo di sperimentazione aperto ai giovani artisti, nel solco della tradizione che la Fiumara e l’Atelier sul mare hanno segnato, divenendo un importante polo di osservazione e di promozione dei nuovi linguaggi e dei nuovi artisti del variegato panorama dell’arte contemporanea. Anche questa volta Fiumara d’Arte regala nuovi imput ai giovani artisti coinvolgendo i luoghi di formazione per eccellenza, le accademie di Belle Arti di Catania e San Martino delle Scale, già partner dei progetti del Fiume Oreto e di Librino, in una mostra evento che, ponendosi fuori da ogni schema di rigido allestimento e accogliendo al suo interno linguaggi e messaggi diversi, diventa officina di nuove tendenze artistiche ed espressive.
La scelta di un contenitore importante come il Castello dei Ventimiglia che porta con sé il valore della storia e della sedimentazione degli stili, rende ancora più importante l’esperienze di Telepass come laboratorio di esperienze, come ideale “punto di della situazione” artistico dell’arte contemporanea in Sicilia>>.
L’idea è piaciuta non poco al direttore del museo, Enzo Sottile: <<Il ruolo del museo civico di Castebuono è quello di offrire occasioni di studio e di relazione col passato e col futuro, oltre che porsi come fulcro equilibratore per lo sviluppo delle connessioni col presente. Questo progetto candida il nostro castello, la parte di Castelbuono più affascinante e misteriosa perché più antica, a sede di eventi artistici di alta valenza culturale, valicando ogni confine spazio-temporale e di generi>>. Il presidente Angelo Ciolino spiega il perché di questa strana “apertura”: <<Conoscere, leggere e conservare il passato per dialogare con il presente e creare il futuro: è questo il nostro modo di “sentire” il nostro museo>>. Qual è la parola più abusata negli ultimi anni? Non c’è ombra di dubbio: sicurezza; ne abbiamo dimestichezza anche in inglese, security. È in suo mone se veniamo scrutati, rovistati. Ovunque. In aereo, in metro, nei porti, negli stadi. E allora l’Accademia di Belle Arti Abadir presenta Mass Distraction, in cui si affronta proprio il tema della sicurezza: <<Non solo quello della propaganda politica ma soprattutto quello che attiene al quotidiano ed a tutto ciò che circonda>>, spiega la curatrice, Ida Parlavecchio. <<Il controllo del territorio e quello del singolo individuo sono giustificati dalla necessità di sicurezza, un concetto ambiguo, che il più delle volte travalica quello di privacy. Il concetto di sicurezza finisce con l’essere al tempo stesso tutela e monitoraggio delle nostre esistenze, esprime un’idea politica che emerge anche attraverso le norme di mercato su giocattoli, uso dei farmaci, scadenze dei prodotti alimentari, porto d’armi, protocolli aerei>>. Parte da qui una raffica di quesiti: <<Qual è il giusto rapporto che una società civile deve avere con gli “strumenti di sicurezza”? Può la paura di un pericolo giustificare una miriade di telecamere che di continuo scrutano la nostra privacy? Si può legittimare un intervento militare a scopo preventivo solo sulla scorta di un sospetto? Questi temi, che hanno diviso gli animi negli ultimi anni e che giocano il ruolo di spartiacque tra i diversi schieramenti di pensiero, fanno da spunto ai lavori dei giovani artisti presenti alla mostra, che hanno affrontato il tema della sicurezza focalizzando l’attenzione dei suoi aspetti più disparati>>. Anna Guillot, docente dell’Accademia di Belle Arti di Catania, non ha dubbi: <<In Sicilia l’arte giovanile gode di un’attenzione speciale. Il lavoro dei giovani catanesi, in linea con aspetti della ricerca artistica contemporanea, afferma interessanti livelli d’indagine sui linguaggi e rispettive contaminazioni, con tecnologie finalizzate in senso fotografico e multimediale, installazione, oggettualità, pittura affrancata dal tradizionale fare manuale,impegno e disimpegno di temi>>. Da Castelbuono riscendiamo a Tusa, per una nota finale: qualche giorno fa Lucio Dalla ha comunicato che realizzerà una nuova stanza incentrata sul tema della musica. Bell’idea. Ma non va dimenticato che per una stanza che s’apre, una finestra rimane ancora chiusa. È La finestra sul mare di Tano Festa: dallo scorso aprile un telo sottrae l’opera e il suo degrado allo sguardo del pubblico. Nessuno ha ancora risposto alla provocazione.
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