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La campagna per il recupero. La Fondazione ha aderito all’invito di Fiumara d’Arte per partecipare all’iniziativa che vede già impegnati scuole e ateneo.
Si allarga la <<coalizione>> per l’Oreto. Salvare Palermo a fianco di Presti.
Salvare Palermo, salvare l’Oreto. La Fondazione senza scopo di lucro aderisce al progetto di Fiumara d’Arte per il recupero del fiume-cloaca, segno di Palermo e della sua inciviltà. Antonio Presti si è intestato la campagna per il recupero dell’Oreto. Per l’inaugurazione ha portato a Palermo lo scrittore inglese Jonathan Coe. Il sogno di Presti e quello di realizzare tra il 2006 e il 2007 un museo a cielo aperto con opere d’arte contemporanea esposte lungo le sponde. Da qui a quel termine, Presti vuole che la coscienza civile si sviluppi nelle scuole. Ecco perché sta tentando di coinvolgere gli istituti palermitani in lavori di ricerca e studio del fiume. Fondamentale per Presti la collaborazione dell’Ufficio scolastico regionale. Anche la facoltà di Architettura sta partecipando, con l’organizzazione di laboratori, seminari e mostre. Salvatore Palermo si muoverà sul fronte della società civile. Il presidente della Fondazione onlus, Nino Vicari, spiega perché: <<Noi condividiamo le finalità di recupero ambientale della campagna sull’Oreto, e non solo>>.
Vicari dà atto a Presti di aver svolto <<un’opera di grande interesse artistico e di rivalutazione del territorio a Tusa, proprio là dove sorge la Fiumara d’Arte. Collezione di installazioni e testimonianze dell’arte contemporanea che attirano l’attenzione dell’opinione pubblica, l’interesse della comunità artistica e che mettono in evidenza i valori di salvaguardia ambientale>>. La questione dell’Oreto non è nuova, secondo Vicari. <<Fin dal piano regolatore del ’62 nella Valle dell’Oreto doveva essere istituito un parco pubblico. Oggi la pianificazione non può che interessare sia il pubblico che il privato. Ma i vincoli nascenti dalla pianificazione moderna devono essere il risultato di un sapiente equilibrio tra la valutazione dell’interesse collettivo e l’utilizzo intelligente della proprietà privata>>. Un esempio? <<Le sponde devastate. Al di là del territorio demaniale, andrebbero mantenute e tutelate le coltivazioni storiche>>. Insomma, quando la Fondazione è stata contattata da Presti, non ha esitato a aderire al programma. <<Salvare Palermo sarà un partner di Presti per introdurre nella città un nuovo metodo di risveglio delle coscienze, a partire dalla scuola. Perché l’Oreto è di fondamentale importanza, è nel nostro DNA>>. La Fondazione organizzerà incontri, dibattiti, conferenze, articoli sulla sua rivista. Vicari spiega che <<Salvare Palermo si occuperà di tutto ciò che rientra nelle competenze della Fondazione>>, e cioè <<diffonderà nell’opinione pubblica il concetto della salvaguardia ambientale tra associazione ed enti. Perché - sostiene Vicari – è necessaria una pressione sulle istituzioni che parta dall’opinione pubblica e dunque dalla società civile.
Al.Bi. |
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