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| Giornale di Sicilia |
Domenica 18 Aprile 2004
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Cronaca
di Palermo
MUSEO ORETO - Se lungo il fiume i rifiuti lasciano il posto all'arte
L'iniziativa - Alessia Bivona
Dopo la Fiumara d'Arte, e Librino a Catania, arriva in città la
provocazione etica di Antonio Presti. Appello ai privati per una campagna
di recupero col sostegno del Giornale di Sicilia.
IL RIPARO DAL DEGRADO può essere l'arte. E l'icona del degrado
a Palermo può essere il fiume Oreto. Quella che oggi è una
fogna a cielo aperto potrebbe diventare una galleria d'arte contemporanea;
con una sequenza di opere, sculture, pitture, installazioni.
La provocazione è di Antonio Presti, imprenditore siciliano che
un tempo operava nel settore dei bitumi e che a Santo Stefano di Camastra
ha ideato e realizzato "Fiumara d'Arte", un percorso di installazioni
e sculture come simboli della rinascita dei corsi d'acqua avvelenati.
Dopo la Fiumara, Presti tenta il recupero dell'Oreto. "Fiume rimosso
dalla sua città. Le responsabilità della morte dell'Oreto
non sono solo del sindaco di turno, ma dei palermitani. Il fiume è
malato del vuoto di valore, e ritengo giusto che la società si
riappropri dello spirito della polis. Del contributo individuale alla
cosa di tutti".
L'Oreto insomma non è solo un appuntamento mancato dalle istituzioni,
ma della coscienza della città. Per risvegliare le coscienze, ecco
il sussidio dell'arte. Che per Presti "assume un valore, un significato
educativo".
L'Oreto dovrebbe diventare un itinerario culturale e artistico. Comincia
proprio da qui, dal fiume Oreto e da Pizzo Sella (dove sarà piantato
simbolicamente un albero), insanate ferite di Palermo, il viaggio in città
dello scrittore inglese Jonathan Coe, autore contemporaneo di romanzi
come La Casa del Sonno, L'Amore non Guasta e La Banda dei Brocchi.
Ferite che secondo Presti possono diventare "il simbolo di una città
troppe volte oltraggiata e che ha ancora paura a credere in un riscatto.
Ferite che sono la metafora dei disastri ecologici e ambientali che si
perpetrano in città. Sud del mondo o periferie ai confini della
ricchezza". E non è un caso che sull'Oreto verranno i ragazzi
di Librino, quartiere di miseria, criminalità e disperazione a
Catania.
Dopodomani mattina alla foce del fiume, Presti, Coe, i ragazzi di Librino
saranno a Palermo per lanciare una campagna di recupero, sostenuta dal
Giornale di Sicilia. Tre anni per realizzare lungo il fiume opere d'arte.
"Il recupero ambientale dell'Oreto ancora non è una realtà.
Speriamo che il museo possa fare da catalizzatore".
Presti non chiede un euro di fondi pubblici, non bussa alle porte istituzionali:
"Per fare assumere alla cultura il valore dell'impegno etico non
si chiederanno contributi pubblici. La città dovrebbe rispondere
spontaneamente".
Presti, del resto, non è nuovo a iniziative di recupero come questa.
La Fiumara che c'è tra Santo Stefano di Camlastra e Tusa è
concepita come un succedersi di opere lungo un percorso che si snoda dalla
montagna al mare. La prima realizzazione, alta 18 metri, l'ha concepita
Pietro Consagra.
Fiumara nasce come un omaggio postumo alla memoria del padre e diventa
un omaggio alla Sicilia, "e quindi - dice Presti - alla voglia di
dare origine a un qualcosa che poteva essere di tutti e potesse avere
un significato per coloro che avevano la possibilità di contemplarle".
Il fatto che il progetto Fiumara nasca proprio in Sicilia è curioso,
"dal momento che stiamo parlando di una regione - prosegue l'imprenditore
- in cui gli abusi e le speculazioni edilizie sono all'ordine del giorno.
Con Fiumara prima e con l'Oreto oggi vogliamo stendere una denuncia alle
ingiurie. Ma lo vogliamo fare pacificamente chiamando in causa la sensibilità
che dovrebbe essere insita in ogni uomo. Insomma una protesta a colpi
di giganti artistici".
Fiumara d'arte oggi è un museo di arte contemporanea all'aperto.
L'obiettivo-Oreto è simile: una galleria alla luce del giorno.
In tre anni. Dopodomani si comincia.
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