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Antonio Presti, ideatore di Fiumara d’Arte, ha pensato di creare un museo a cielo aperto.<<Prima va sviluppata la coscienza della città>>. Parte la lenta rinascita dell’Oreto. Un progetto coinvolge 375 scuole.
Oggi è il bronx di Palermo. Ma per Antonio Presti, l’ideatore di Fiumara d’Arte a Tusa, il fiume Oreto è sulla lenta strada della rinascita. Presti l’anno scorso ha deciso di farlo diventare un museo a cielo aperto, un simbolo della resurrezione sostenibile con la collaborazione di artisti. <<Ma soprattutto – dice Presti – sviluppando la coscienza della città>>. E così, all’apertura della sua campagna l’anno scorso è arrivato a Palermo lo scrittore Jonathan Coe, che ha girato i non luoghi di Palermo. Le icone del degrado e dell’abusivismo. E che sull’Oreto sta scrivendo un testo. Gli artisti dovrebbero calare in città, ma solo l’anno prossimo, perché adesso Presti dichiara di voler <<lavorare sulle coscienze, prima di tutto. La coscienza è la base. E la base si sviluppa a scuola>>. Ecco perché in questi giorni in 320 scuole di Palermo, 40 di Monreale, 15 di Altofonte sta per essere diffuso il dossier-Oreto. Il progetto, cui il Giornale di Sicilia dà il suo sostegno, ha ottenuto il patrocinio del provveditorato, si svilupperà grazie a una collaborazione con la facoltà di Architettura, è appoggiato dall’associazione Salvatore Palermo. Insomma, <<quest’anno scolastico 2004-2005 sarà dedicato allo studio del fiume nelle scuole – si legge nel programma di rilancio del fiume -. Ci sarà lo sviluppo di progetti, la sensibilizzazione sul fiume Oreto. Le scuole dovranno scegliere i temi di studio tra questi: la storia del fiume, l’impatto ambientale dei cambiamenti che si sono verificati negli ultimi 50 anni, l’urbanistica, i mulini e le costruzioni sorte in passato lungo il fiume, l’impatto sociale, cioè cosa il fiume potrebbe tornare a donare alla collettività>>. Gli studenti potranno esprimere in ogni forma i loro studi: potranno preparare racconti, poesie, ricerche, oppure pitture e disegni, o ancora file multimediali, infine video, filmati, corti, mini-documentari. <<A testimonianza del loro impegno – aggiunge Presti – tutte le scuole marceranno alla fine dell’anno scolastico lungo il fiume, partendo da monte e arrivando fino alla foce>>. Nell’anno scolastico 2005-2006 le stesse scuole diventeranno fabbrica d’arte. Gli artisti che dovrebbero prestare la loro opera per l’Oreto, lavorerebbero a Palermo. <<Incontreranno gli studenti. Perché la coscienza, maturata con le ricerche di quest’anno, non sfumi nei ricordi ma si consolidi in un’esperienza di incontri e colloqui di forte impatto emozionale>>. Presti entra nei dettagli tecnici. <<Il fiume sarà ipoteticamente suddiviso in zone, che saranno distribuite alle scuole della città. Ogni istituto così sarà coinvolto. Gli studenti degli istituti d’arte poi presenteranno progetti artistici paralleli, di contorno a sculture e pitture>>. Tra il 2006 e il 2008 infine i cantieri: <<Gli artisti, aiutati dagli studenti, realizzeranno le loro opere. Le scuole organizzeranno le vernici (le inaugurazione, ndr) integrando con appendici di mostre fotografiche relative alla scultura e al suo cantiere>>. L’iniziativa, per cui Presti non ha chiesto contributi pubblici, dovrebbe avere un obiettivo: <<Le scuole e la nuova coscienza della città – dice - saranno protagoniste del rispetto e dell’impegno per la devozione alla bellezza>>. Oggi, di bello sul fiume c’è ben poco.
Il fiume da salvare.
La bonifica. L’Amia ha avviato un’opera di pulizia straordinaria degli argini del fiume Oreto dalla Guadagna alla foce. L’azienda rifiuti precisa di non avere alcuna competenza sulla pulizia del fiume, perché non è prevista dal contratto di servizio con il Comune. Malgrado ciò, - e in considerazione della campagna del Giornale di Sicilia – dal 10 maggio a metà giugno le ruspe hanno bonificato il greto del fiume. E hanno portato via quasi cento camion di rifiuti.
Via Paternò. Si è conclusa la bonifica di via Paternò e la strada sulla sponda dell’Oreto è stata riaperta al traffico. La pulizia straordinaria era diventata necessaria dopo l’abbattimento (la scorsa estate) di alcune baracche abusive. Un’impresa aveva in prima battuta portato via l’eternit, ma bisognava concludere i lavori e smaltire il resto dei rifiuti, quelli <<non pericolosi>>.
I ponti. Un check-up sullo stato di salute dei ponti sull’Oreto è stato avviato dall’amministrazione comunale, l’appalto è stato affidato. Ora deve essere firmato, poi partiranno le sonde. Cinque professionisti si sono occupati dei controlli geognostici, geologici e di staticità dei ponti, da quello a mare, in via Messina Marine, fino a quello sulla circonvallazione. Mentre è in gara il raddoppio del ponte Corleone.
Il museo. Antonio Presti, l’ideatore di Fiumara d’Arte, ha lanciato una proposta-provocazione: un museo all’aria aperta lungo gli argini del fiume Oreto. L’iniziativa non cerca sponsor pubblici ma contributi privati, e dovrebbe articolarsi in quattro anni di tempo. Presti ha l’ambizione di arrivare al traguardo attraverso la collaborazione delle scuole, con cui sono già stati avviati i contatti.
Al. Bi.
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Associazione
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