Progetto generale Fiumara d'Arte
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Il Manifesto
Mercoledì 3 Luglio 2002

Librino is beautiful
Pina Consoli
Renaissance Una fitta schiera di palazzoni in un affollato quartiere dormitorio di Catania. Una periferia come molte altre che viene "invasa" dall'arte e tenta il riscatto. Mecenate, dell'operazione, Antonio Presti.
Arte come vita quotidiana, in cui la bellezza viene intesa come strumento di riscatto morale, è lo scopo di TerzOcchio, Meridiani di luce, l'ultimo progetto artistico-sociale di Antonio Presti dedicato a Librino, un affollato quartiere-dormitorio di Catania che potrebbe appartenere ad una qualsiasi città del pianete, inquieto di giorno e desolato la notte. Realizzato circa vent'anni fa sull'avveniristico progetto dall'architetto giapponese Kenzo Tange, Librino è una schiera infinita di case, palazzoni di cemento alti dieci piani, dove vivono novantamila persone, la maggior parte delle quali connotate da un forte disagio sociale, dove si respira la pesante consapevolezza di una esistenza ai margini senza alcuna speranza di cambiamento all'orizzonte.
Sicuramente un progetto scardinante perché "occorre rivedere i rapporti tra il centro delle città e la periferia - spiega lo stesso Presti - e per poter bonificare i luoghi bisogna tenere in considerazione gli aspetti legati allo spirito più profondo del concetto di società. Ci si preoccupa dei piani regolatori, ma di spiegare esattamente alla gente le nuove strutture sociali". Coordinatore artistico del progetto è Pepi Morgia, light designer di fama internazionale, mentre direttori artistici della sezione dedicata alla poesia sono Maria Attanasio e Lello Voce, che insieme a Elio Percora e Maria Luisa Sspanziani hanno svolto il loro singolare tour all'interno del quartiere.
Lo start del TerzOcchio, Meridiani di luce è partito in marzo, portando a Librino una tela lunga un chilometro per essere dipinta dai bambini del quartiere e dagli studenti dell'Accademia di belle arti; e dove alcuni tra i maggiori poeti italiani - Elio Pagliarani, Vivian La Marque, Luciano Erba, Gabriele Frasca, Gianni D'Elia, Maria Attanasio, Evelyna Schatz e Lello Voce - vi hanno scritto i loro versi, recitandoli poi durante un happening festoso al grido di "Librino is beautiful".
Le scritte "Librino è bello", in molte lingue, continuano a campeggiare sui balconi di Stesicorea, la casa con stanze realizzate da giovani artisti, situata nella piazza più antica e centrale di Catania. Un'invenzione fuori dagli schemi per ribaltare la prospettiva sulle cose, per intervenire in modo davvero radicale sul territorio. E ancora una volta tutto a spese di Presti, l'inventore della Fiumara d'arte (il parco di sculture monumentali sulle Madonie), dell'Atelier sul mare l'albergo con stanze d'artista), delle indimenticabili celebrazioni per la festa di Sant'Agata con il cereo-scultura di Pomodoro, e del treno dei Poeti.



Mecenate sei generis dei contemporaneo, rifiutando connotazioni ed etichette politiche, perché "l'utopia non è ciò che non si può fare, ma quello che un sistema non vuole che si realizzi", dice ancora Presti. "L'esperienza di Librino - racconta - conferma che la bellezza è una possibilità per tutti gli uomini, anche per quelli che non hanno mai avuto una possibilità di riscatto. Agli abitanti di Librino ho chiesto solo una cosa: sentirsi belli. È un atto di amore e rispetto verso un quartiere che deve ritrovare la sua dignità, e la periferia tornerà in questo modo ad essere centro".
Il primo passo è proprio la collezione d'arte realizzata dai ragazzi di Librino insieme agli artisti ospiti della manifestazione, la tela, infatti, è stata tagliata e donata alle scuole e alle associazioni, costituendo il primo nucleo di una raccolta in progress. Ma questo è solo l'inizio, perché il progetto di Presti ha altri e nuovi sviluppi, è un work in progress. Fino a maggio, ogni mese, diversi poeti - tra cui David Riondino e Folco Portinari - son passati dal quartiere catanese, coinvolgendo gli studenti delle scuole dell'obbligo non solo sulla poesia ma in generale sulla comunicazione per riportare la parola più vicina alla gente, come era un tempo, quando il dialogo era alla base di tutte le relazioni.
A fine maggio, poi, l'Associazione Fiumara d'Arte e il quartiere di Librino a Catania si sono "gemellati" con i ragazzi delle scuole elementari e medie di Gubbio, disegnando i versi su un altro silometro di tela e dove i poeti hanno firmato la tela che è stata tagliata e donata alle scuole stesse. Perché "Gubbio è la città della poesia per eccellenza: ardita e inquietante, può passare dal sogno all'incubo e stemperarsi di nuovo in dolcezza", diceva Mario Luzi. "Oggi, purtroppo, la poesia - commenta Antonio Presti - non ha più un rapporto con la società, né un gran pubblico, né un mercato editoriale, eppure, quando si avvicina alla gente, diventa un veicolo potente della parola. Vogliamo che ritorni come era nei tempi dei cantastorie e dei poemi epici, un mezzo vero di comunicazione: il poeta riassume il suo antico ruolo di 'vate' a cui la gente guarda con curiosità e ammirazione. E queste operazioni mettono l'uomo al centro del comunicare".
Il nuovo appuntamento è per settembre quando "nei palazzi di Librino entreranno anche scrittori, scultori, registi, pittori, fotografi. Gli edifici si trasformeranno sempre più in luoghi di bellezza, fino al coinvolgimento totale dei suoi abitanti. Trenta facciate dei palazzi ospiteranno altrettante gigantografie con i ritratti fotografici degli abitanti di Librino, realizzati dai maggiori fotografi contemporanei. E Librino sarà lo spazio del contemporaneo".

Rassegna Stampa
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