Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
2003-2004
2002
Un chilometro
di tela per Librino
2001


1ª Edizione
Casa degli Artisti

2ª Ed. Casa dei Poeti
3ª Ed. EXTRAordinario

Piano di zona
I quartieri
Istituzioni
Emergenze
Il Manifesto
Sabato 04 Gennaio 2003

VISIONI
Una casa museo sotto l'Etna
Arianna Di Genova
A Catania nel quartiere periferico di Librino, sorge uno speciale albergo per viaggiatori fantasiosi, con stanze d'artista e immagini poetiche. Da Xhafa agli Stalker, ognuno ha lavorato con le comunità presenti sul territorio.
Sotto l'Etna che zampilla fuoco è esplosa un'altra energia dalla forza "EXTRA-ordinaria", come recita il titolo dell'iniziativa (aggettivo declinato al maschile, per la verità). È una casa-museo nata in un quartiere difficile come il periferico Librino, zeppo di caseggiati-dormitorio, che ha accolto "stanze" di artisti (ma anche letterati) realizzate insieme agli abitanti - i bambini e le loro scuole - e le comunità etniche presenti sul territorio. Il progetto che ha modificato il volto di piazza Stesicoro è stato voluto dall'Associazione Fiumara d'Arte ("patron" Antonio Presti) mentre la direzione artistica dei lavori è stata affidata a Paola Nicita e Teresa Macrì.
"Librino sarà lo spazio del contemporaneo", dice Presti, già papà dell'Atelier sul mare, delle celebrazioni della festa di Sant'Agata con la scultura in cera di Armando Pomodoro e il treno dei poeti. E proprio qui, in un panorama desolante fatto di casermoni affollatissimi (novantamila le persone che abitano nel quartiere catanese), si sono alternate le voci della poesia, del cinema, e della musica per riscattare dall'abbrutimento un "suburb" dai ritmi disumani.
In continuità con il tentativo di una rinascita che sembra impossibile - ma il bello della sfida utopica dell'arte è tutto lì - sbarca a Librino un'opera collettiva in grande scala, quell'albergo per viaggiatori fantasiosi, pronti ad attraversare tradizioni e luoghi per approdare altrove, magari concedendosi il sonno dentro il letto di legno grezzo che rimanda alle casse usate per il trasporto merci.


A proporre il talamo claustrofobico, quasi una gabbia inchiodata in modo precario e in fretta, è Sislej Xhafa, artista albanese trapiantato a New York ma pronto a Catania a collaborare con la comunità filippina. Niente costruzioni o installazioni virtuali né digitali: qui nel mondo di Stesicorea tutto è potentemente reale e si può toccare con mano. Per la stanza "Andata e ritorno" di Xhafa le pareti, rivestite di pancali, sono dipinte di giallo limone e c'è anche un lampadario in stile moschea. Alle finestre, penzolano tende cucite con camicie da lavoro bianche: il set è una chiara allusione al transito e allo spostamento degli immigrati.
Camere intime e familiare, con immagini-ricordo e quadretti ricamati è l'opera di Agnese Purgatorio, fotografa che ha lavorato sintonizzandosi sulle onde della comunità latino-americana. Ecco allora una Maternità peruviana, ex voto avvolto in drappi color cielo, accompagnata da un "pezzo" di quotidianità cocente: vicino ad ogni fotografia - in bagno campeggiano tocchi di carne cruda - ci sono delle piccole teche che conservano polvere di lava, reliquie di una natura non ancora addomesticata, madre-terra capace di ribellarsi ai suoi abitanti.
Gli Stalker hanno preferito operare nella zona di transito, l'ingresso. "Import-Export" è un bazaar allestito con l'aiuto dei curdi che vivono a Catania. La merce proviene dal Kurdistan - dolci, riso, burgul - e il percorso che quel cibo ha fatto per arrivare fino in Sicilia è documentato da un video in lood. Al centro della stanza, un tappeto, dei cuscini e un tavolinetto invitato a fermarsi per una tazza di the e due chiacchiere. Intorno, tutte foto di paesaggi del Kurdistan, per rendere visibile l'invisibile della Storia politica.
Marco Samoré ha frequentato le case degli immigrati dell'est, soprattutto le abitazioni dei lavoratori polacchi. Colpito dagli oggetti d'affezione che ogni famiglia sceglieva come "santino" della sua quotidianità sradicata, ha scattato delle fotografie - una bottiglia di vodka ma c'è pure Sant'Antonio da Padova così come il libretto della prima comunione - che poi sono andate ad arredare la sua camera di Stesicorea. Tra gli "architetti" del suggestivo hotel, figura anche la coppia napoletana Bianco & Valente che hanno collaborato con i maghrebini. Hanno chiesto a vari rappresentanti di scrivere quali fossero i loro sogni arrivando in Italia e quei desideri sono finiti stampati - in francese, italiano e arabo - su un nastro di rafia bianco lungo circa 1000 metri che avvolge la rete di ferro del letto. Lo "scacco" tra l'immaginario e il presente è il tema conduttore dell'opera "in situ".
Il palermitano Andrea Di Marco ha invece lavorato insieme alla comunità indiana. Così, nella casa-museo, c'è un suq speziato al curry e alcune tele dai toni iper-realistici riproducono immagini metropolitane di Catania, con i suoi vicoli, il suo traffico impazzito.

Rassegna Stampa
Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
antoniobonanno.too.it

antoniobonanno
2003@yahoo.it

Associazione Fiumara d'Arte
Casa d'Arte Stesicorea

Piazza Stesicoro 15 - 95100 Catania

tel./fax 095 7151743

e-mail:
info@librino.org
Albergo-museo "Atelier sul mare"
Via Cesare Battisti 4, Castel di Tusa, 98070 (Me) - tel. 0921 334 295
fax 0921 334 283
e-mail: ateliersulmare@interfree.it
website:
www.ateliersulmare.it