![]() |
|
QUANDO L’ARTE È UN RISCHIO PER IL PUBBLICO.
Dopo la <<chiusura>> simbolica con un telone blu della scultura di Tano Festa sulla spiaggia siciliana di Villa Margi, nel museo all’aperto Fiumara d’Arte, Antonio Presti denuncia alla procura di Palermo gli enti istituzionali.
Teresa Macrì – Castel di Tusa.
Un grande telone blu con su scritto <<Chiuso, Serrado, Fermé, Closet, Geschlossen>> è calato sulla Finestra sul mare scultura di cemento armato realizzata da Tano Festa nel 1990, 18 metri di altezza e 18 di larghezza, che si staglia sulla spiaggia di Villa Margi (a due chilometri da Castel di Tusa dove sorge anche l’anomalo hotel <<Atelier sul mare>>) e ora immersa nel degrado ambientale tra bottiglie di plastica, vecchi bagni, buste e spazzatura indifferenziata. E, dopo la chiusura virtuale, Antonio Presti, papà di Fiumara d’arte, ha presentato una denuncia alla procura di Palermo contro gli enti istituzionali (il presidente della regione, gli assessori regionali, il soprintendente ai beni culturali di Messina, i sindaci dei comuni di Reitano, Castel di Lucio, Motta d’Affermo e Mistretta), indicati come i colpevoli dell’abbandono del suo museo all’aperto. La velatura della scultura, infatti, giunge dopo anni di richieste alle istituzioni pubbliche per lo stato in cui le opere convivono con territorio sulla costa settentrionale siciliana e i Monti Nebrodi. La <<chiusura-evento>> si è svolta lo scorso week-end, con tanto di manifestazione studentesca contro la indifferenza generale. Un atto simbolico per rendere evidente la pesante situazione politica-economica-culturale in cui la Sicilia versa, specialmente negli ultimi anni (è l’unica regione del sud in cui il governo è gestito dalla destra) e che ha riplasmato la sua ricchezza in un <<deserto>>. La Finestra sul mare di Tano Festa è collocata nell’area demaniale di circa 50 chilometri accanto al letto del fiume Tusa (è stata prodotta e donata gratuitamente alla fruizione pubblica da Antonio Presti che ha denominato l’area Fiumara d’arte, un contromuseo all’aperto che dissemina sul territorio le sculture di Consagra, Paolo Schiavocampo, Italo Manfredini, Dorazio, Nagasawa, Di Palma). Essendo di cemento, l’opera è corrosa dalla pioggia acida e dalla salsedine, la base mostra segni di cedimento, l’intonaco è scrostato, insomma è un pericolo per l’incolumità pubblica.
Proprio nel suo ultimo libro Vite di scarto – centrato sulla traslazione del senso del rifiuto da inorganico a organico, dal trash materico a quello umano – Zygmunt Barman fa un’analisi della società contemporanea attraverso le politiche sociali discriminatorie e esclusive che tendono a confluire in dinamiche di emarginazione collettive sempre mobili e diffuse (immigrati, disoccupati, ecc.). Un’analisi questa, che può sintetizzare anche la situazione di precarietà stratificata in Sicilia. È il caso della immensa periferia di Catania, quella surreale sorta di favelas d’arte (disegnata originariamente dall’architetto Kenzo Tange) rappresentata da <<Librino>>, abitata da centomila cittadini, nel degrado urbano e fisico. Librino è anche il campo di battaglia su cui Antonio Presti lavora da anni, con progetti autarchici, fuori da ogni collaborazione istituzionale e politica, di riqualificazione educativa (attraverso interventi nelle scuole e progetti artistici). Fiumara d’arte e Librino, i luoghi d’intervento su cui il mecenate messinese si accanisce da tempo, sono diventati così il simbolo di una pratica culturale che cede alle piattezze di una politica congelata nell’immobilità. Presti, del resto, divenuto famoso nelle cronache europee non solo per i suoi progetti culturali ma anche per la sua combattività (processi, denunce, attentati mafiosi), non intende fermare la sua politica culturale qui: altri progetti sono già attivati per i prossimi mesi, prima fra tutte la mostra 500 bandiere per essere città, a Catania.
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||
Associazione
Fiumara d'ArteCasa d'Arte Stesicorea Piazza Stesicoro 15 - 95100 Catania tel./fax 095 7151743 e-mail: info@librino.org |
Via Cesare Battisti 4, Castel di Tusa, 98070 (Me) - tel. 0921 334 295 fax 0921 334 283 e-mail: ateliersulmare@interfree.it website: www.ateliersulmare.it |
||