![]() |
|
Un insolito Museo
La fiumara è un fiume-torrente caratteristico dell’Italia Meridionale in genere e della Sicilia in particolare, asciutto d’estate a causa della siccità del clima e soggetto a piene solo d’inverno. Da sempre elemento arido e desolato del paesaggio della Sicilia, ecco che oggi una fiumara diventa un insolito museo, come si legge in questo interessante articolo di Antonio Calabrò, comparso sull’Europeo dell’8 novembre 1986.
Con le prime piogge d’autunno, la fiumara ricomincerà a vivere, dopo le secche d’estate. Ma quest’anno l’acqua che scenderà dalle balze delle colline siciliane ricche d’olivi e castagni, alla confluenza tra i monti Nebrodi e le Madonne, non si scaverà monotona il suo letto travolgendo vecchi ciottoli e asportando dal fondo sabbie sottili. Quest’anno, alla foce della fiumara di Tusa, a metà della costa tra Palermo e Messina, l’acqua scorrerà tutt’attorno al gran basamento d’un monumento di calcestruzzo costruito proprio lì, nel bel mezzo del fiume. “Sara un bell’effetto, il gioco tra la natura, l’acqua cioè, e un imponente prodotto umano, una gigantesca scultura”, commenta Pietro Consagra, scultore siciliano, autore dell’opera. E’ alta 18 metri, la scultura di Consagra. Tutta in cemento armato. Una faccia bianca, tormentata da grandi aperture, curve irregolari. E una facciata nera, accostata, addossata alla prima, quasi immagine speculare, quasi dopo di quella candida. Con la somiglianza delle forme e il contrasto dei colori può simboleggiare il conflitto tra bene e male, nuovo e vecchio. Un conflitto molto siciliano. La scultura di Consagra è stata inaugurata domenica 12 ottobre, con una gran festa, con gli sbandieratori di Motta Sant’Anastasia e un carosello dei cavalieri di San Fratello, antico paese di dialetto francofono. E sarà la prima realizzazione d’un ambizioso progetto: una “fiumara d’arte”, un museo d’arte moderna a cielo aperto lungo i 21 chilometri del greto del torrente Tusa. Le prossime opere saranno di Fausto Melotti, Arnaldo Pomodoro e Andrea Cascella. E altro ancora s’annuncia. “Chiamerò i grandi artisti europei e americani, ma organizzerò un concorso per giovani scultori ancora sconosciuti”, sostiene Antonio Presti, 29 anni, imprenditore edile e animatore di “Fiumara d’Arte”. Non solo di sculture si tratta. Ma anche di musica. “Le opere dentro il letto del fiume dovranno suonare al vento”, aggiunge Presti, “come delle enormi arpe eoliche”. Così, nei trafori delle sculture di Consagra saranno inserite sottili lamine di metallo. In cima alla torre in ferro e cemento di Melotti, alta 45 metri (due lance rivolte verso il cielo, altre due piegate verso terra, unite da una struttura di cemento), ci sarà una campana. E nel globo di bronzo di Pomodoro, con una figura umana iscritta al suo interno, ci saranno fili d’acciaio, tesissimi, pronti a vibrare. “Di Melotti”, annuncia Presti, “ho già il bozzetto: m’era stato consegnato prima che l’artista morisse. E adesso la figlia mi ha confermato che l’opera si farà”. Sarà pronta nel 1987. Perché mai tanta passione per l’arte, in un piccolo imprenditore di provincia? Tutto comincia tre anni fa, alla morte di Angelo Presti, industriale edile, proprietario di un’azienda che costruisce case e strade e d’una fabbrica di asfalti e bitumi a Santo Stefano di Camastra (Messina). Antonio Presti lascia gli studi d’ingegneria all’Università di Messina, e si mette a fare l’imprenditore, sulle orme del padre. “Una difficile eredità”, confessa, “appesantita non solo dai tanti problemi che oggi ogni buon onesto imprenditore si trova a dover risolvere in Sicilia, ma anche da una sorta d’impegno morale che avevo preso con me stesso: non limitarmi a far soldi, ma anche realizzare iniziative utili, socialmente e culturalmente valide”. Ecco, allora, l’idea del museo d’arte moderna a cielo aperto. “Volevo costruire una grande croce, alla foce della fiumara di Tusa e farvi iscrivere il nome di mio padre. Poi ho riflettuto sul fatto che l’arte esprimeva sentimenti più universali. E dunque ho deciso di dar vita alla “fiumara d’arte” per ricordare mio padre, testimoniare proprio con le opera d’arte il mio attaccamento a questa terra e dimostrare che anche una piccola impresa siciliana può promuovere iniziative sociali e culturali di buon livello, di respiro nazionale, europeo”. Qualcosa di simile, in Sicilia, già c’è: a Gibellina, nel cuore della valle del Belice, a cavallo tra le province d’Agrigento e di Trapani distrutte dal terremoto del 1968, il paese è stato ricostruito secondo criteri urbanistici molto moderni e tutt’attorno a edifici pubblici e a grandi sculture realizzate dai più bei nomi dell’arte italiana. Proprio Consagra ha realizzato la monumentale stella d’acciaio che fa da porta immaginaria dall’autostrada alla strada del paese. Un primo esempio di museo a cielo aperto, appunto. Sostiene Presti: “In un paese come la Sicilia, in cui le calamità naturali non sono per nulla lenite e in cui trionfano l’abusivismo e la speculazione edilizia, l’arte può contribuire a far crescere una nuova sensibilità, a far maturare un nuovo rapporto tra l’uomo e il suo territorio”. Le grandi sculture giocano anche a fare da simboli. E sono proprio le letture simboliche a unire i molti, diversi e laceranti processi storici in Sicilia, tentando di salvare un’identità, un patrimonio culturale, una storia comune. Sostiene Consagra: “Con l’arte, bisogna creare un mito in questa città difficile, perché i luoghi diventano importanti quando vi nasce un mito e invece deserti quando non c’è mito che li protegge”. Chi paga, per l’operazione del nuovo museo? Innanzitutto Presti, di tasca sua: “La scultura di Consagra ci è costata appena i soldi necessari per il calcestruzzo, una quarantina di milioni. Poi tutti quanti noi, da Consagra alle maestranze delle mie aziende, abbiamo lavorato spinti dall’’entusiasmo e non dai soldi”. Qualcosa, comunque, alla Regione Siciliana sarà chiesto: che sistemi le strade che portano alla fiumara, per esempio, o che dia un contributo per l’illuminazione delle sculture o che inserisca il museo all’aperto, una volta che sarà ricco d’altre opere, tra gli itinerari artistico-turistici consigliati. Il gioco, infatti, è duplice: non solo estetico, ma educativo: “Le opere d’arte dei maggiori scultori italiani e, spero presto, anche internazionali, possono contribuire a fare uscire la Sicilia dalla sua marginalità subalterna, facendo respirare soprattutto ai ragazzini delle scuole, l’aria d’una cultura che si sforza d’essere europea”. Un chiodo fisso, quello del riscatto, del recupero culturale. “Credo che qui in Sicilia”, s’accalora Presti, “ci siano moltissime persone oneste, che hanno voglia di fare e lavorare onestamente. Si deve essere ottimisti, valorizzare le nostre forze migliori, chiudere con un passato di violenza, di degenerazione morale, di mafia”. Ma rende far l’imprenditore e il mecenate? “Non so bene. Sono certo però del fatto che l’aver instaurato in azienda un clima di collaborazione tra l’imprenditore e maestranze, e l’aver modificato radicalmente vecchi rapporti di sfruttamento e di considerazione solo economica del lavoro, privilegiando invece i rapporti umani, ha migliorato non solo il nostro modo di vivere, ma anche il fatturato e la resa produttiva. Chi l’ha detto, insomma, che la trasparenza, la correttezza, l’impegno umano e culturale siano nemici d’un onesto profitto?” (Da L’Europeo, 8 novembre 1986, n. 45)
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||
Associazione
Fiumara d'ArteCasa d'Arte Stesicorea Piazza Stesicoro 15 - 95100 Catania tel./fax 095 7151743 e-mail: info@librino.org |
Via Cesare Battisti 4, Castel di Tusa, 98070 (Me) - tel. 0921 334 295 fax 0921 334 283 e-mail: ateliersulmare@interfree.it website: www.ateliersulmare.it |
||