![]() |
|
SOGNI D’ARTE – PROGETTO DI ANTONIO PRESTI
Se la camera d’albergo è un opera d’arte, chi ne usufruisce entra a far parte dell’opera stessa, concretizzando l’utopia dell’arte come esperienza totale. Seguendo questo teorema, Antonio Presti, mecenate siciliano “devoto alla bellezza”, ha commissionato a quattordici importanti artisti contemporanei altrettante stanze del suo albergo a Castel di Tusa, in provincia di Messina.
C’è qualcosa di nuovo, nel mondo del design. Qualcosa che emerge con forze ed evidenza anche nel caos multistilistico delle novità presentate ad aprile durante la settimana milanese del design Questa novità è la voglia generalizzata delle aziende italiane – non solo le major ma anche i marchi dall’immagine meno ingombrante e impegnativa – di investire anche sulla freschezza creativa di progettisti ancora poco conosciuti al design system internazionale. Designer che a volte sono poco più che ventenni, e che si contraddistinguono per un approccio forzatamente giovane e anticonformista. È la prima volta che succede che così tante aziende decidano di proporre qualcosa di diverso accanto alla cifra stilistica dei “soliti noti” e presentino, anche con un solo prodotto a catalogo, una visione dell’abitare contemporaneo meno omologata. A questo giovani designer e alle loro proposte fresche e innovative abbiamo voluto dedicare una parte importante della selezione di prodotti che il numero di settembre rivolge, per tradizione alle novità emerse durante la settimane milanese del design. Con una positiva constatazione: il lavoro di talent scout che prima veniva fatto da pochi personaggi del mondo del progetto oggi viene portato avanti in generale dal settore imprenditoriale dell’arredamento. La nostra speranza è che queste operazioni non siano trovate promozionali usa-e-getta, bensì l’inizio di una nuova fase, aperta, coraggiosa e ricettiva – come è già successo in passato – nei confronti delle potenzialità “scardinatorie” della cultura del design. Gli ingredienti per una nuova stagione esplosiva del design sembrano esserci tutti. E quelli proposti dai giovani designer italiani, rimasti in silenzio per tanti anni, risultano essere particolarmente originali e appetitosi. Qualcosa di nuovo è iniziato. Speriamo sia una evoluzione…
Gilda Bojardi
Per un personaggio visionario come Antonio Presti, che all’arte e alla sua divulgazione ha consacrato buona parte della sua vita, trasformare lo spazio quotidiano in un capolavoro in cui poter vivere deve essere stato un pensiero ricorrente. Tanto che sin dal 1988, quando chiamò Mario Ceroli ad arredare la prima “stanza dell’arte” nel suo albergo affacciato sul mare di Castel di Tusa (vedi Interni n. 415, novembre 1991), non si è più fermato. Anno dopo anno, artista dopo artista, oggi le stanze-capolavoro nell’hotel Atelier sul Mare sono quattordici: gli spazi, ad alta densità poetica, incantano, entusiasmano, emozionano i visitatori che, in un flusso ininterrotto da ogni parte del mondo, vengono a pernottarvi.
Presti ha chiamato – dopo Ceroli – Maurizio Mochetti, Hidetochi Nagasawa, Michele Canzoneri, Paolo Icaro, Mauro Stacciali, Renato Curcio con Agostino Ferrari, Maria Lai, Raoul Ruiz, Luigi Mainolfi, Piero Dorazio con Graziano Marini, Fabrizio Plessi, Annalisa Furnali, infine Dario Bellezza con Adele Cambria che insieme allo stesso Presti hanno ideato la stanza dedicata a Pier Paolo Pisolini. Agli artisti Presti ha chiesto di impossessarsi dello spazio come una tela, come un blocco di marmo, e farne materiale creativo, azzerandone tutte le finiture (l’Atelier sul mare è un tradizionale albergo in stile mediterraneo, preesistente al progetto di Presti) e radendo al suolo muri, porte, finestre, balconi della stanza prescelta dagli artisti, Presti ha affidato alle loro menti e ai loro cuori lo spazio puro, perché fosse trasfigurato in un’opera.
Questa rielaborazione creativa ha trascinato con sé tutto ciò che entra di diritto in un luogo prosaico e quotidiano come una camera: coperte, bagni muri, luci, mobili, finestre, e quel che dalla finestra si vede: il materno e arioso golfo di Castel di Tusa, pieno d’azzurro. Il palermitano Michele Canzoneri, autore delle vetrate del duomo di Cefalù, che ha eletto il segno e la luce suoi campi di ricerca, ha progettato come un racconto la stanza “Linea d’ombra”: l’avventura inizia dalla porta scorrevole che dà accesso a un tunnel-passerella in metallo, leggermente in salita, lievemente illuminato.
Una parete del tunnel è costituita da due vetrate in plexiglas fuso con inserti spuri e materici, due opere che rappresentano la notte stellata e l’orizzonte. Già bastano questi elementi a indirizzare verso un’ambientazione marina; dalla passerella, come in un porto, si scende sul pavimento che, in piastrelle azzurre, è paragonabile al mare, vi “galleggia” una zattera di assi lucide, l’appoggio del materasso. Mentre i sanitari sono collocati in contenitori metallici e in bidoni verniciati alle spalle del letto (come sul ponte di una nave), sotto la finestra si inserisce la vasca da bagno, rivestita anch’essa da piastrelle azzurre e delimitata da un vetro verde che fa anche da parete esterna. Dalle finestre (la strada sottostante è nascosta alla vista) lo sguardo guadagna il mare, come se davvero la stanza navigasse.
Maurizio Mochetti, artista romano, lavora sulla luce come fluido che forma geometrie; ed è così che ha ideato lo spazio della stanza “Energia”: un rosso pieno di vigore accoglie sin dalla porta l’ospite, che entra nella stanza arredata con grandi mobili laccati, lineari e interamente rossi (anche all’interno), parallelepipedi fuori proporzione rispetto all’ambiente che li contiene, appoggiati su piedi ad angolo. Una luce rossa emerge dalla base del letto, dei comodini, dell’armadio, dello sgabello, e sembra farli lievitare sopra un flusso potente d’energia. Rosso è anche l’infisso della grande finestra, che ruota su un’asse centrale consentendo l’accesso al terrazzino delimitato da un parapetto totalmente trasparente. Così l’infisso si trasforma in una misteriosa cornice che, senza alcun ostacolo visivo, abbraccia generosamente il mare. Luigi Mainolfi, scultore della corrente post-concettuale, ha elaborato la “Stanza della terra e del fuoco”: è un antro luminoso e caldo, in cui l’intera superficie è ricoperta di cocci di terracotta ambrata, irregolari, spigolosi. La materia diviene decorazione, colore, emozione rassicurante generata dalla terra e plasmata al fuoco; nella stanza gli unici arredi sono il letto, posato su una struttura in ferro brunito con un piede centrale, e una sedia-scultura, con lo schienale a scaletta che si allunga a formare volute fantasiose sino alla porta. Come se il vuoto della stanza venisse riempito dalle giravolte dei pensieri nati da chi siede sulla sedia, in contemplazione del mare.
Lo stesso Presti, coadiuvato dalla scrittrice Adele Cambria e dal poeta Dario Bellezza, ha progettato uno degli spazi più forti dell’Atelier, la “Stanza del Profeta”, dedicata a Pier Paolo Pasolini: una stretta porta con un testo del poeta si inclina fino a terra per consentire l’accesso (e si è costretti a calpestarla per entrare). Proseguendo lungo un corridoio semibuio, si oltrepassa uno spigoloso labirinto di specchi per arrivare alla stanza principale, interamente rivestita da un impasto color ocra di fango e paglia, come nelle abitazioni yemenite. Il letto è posto davanti a un piano in vetro su cui si riflette l’unica e ampia finestra, che costituisce per intero la parete esterna. Si è soli di fronte al mare e allo spettacolo delle ore che trascorrono, dall’alba al tramonto, dal tramonto all’alba.
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||
Associazione
Fiumara d'ArteCasa d'Arte Stesicorea Piazza Stesicoro 15 - 95100 Catania tel./fax 095 7151743 e-mail: info@librino.org |
Via Cesare Battisti 4, Castel di Tusa, 98070 (Me) - tel. 0921 334 295 fax 0921 334 283 e-mail: ateliersulmare@interfree.it website: www.ateliersulmare.it |
||