Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
2003-2004
2002
Un chilometro
di tela per Librino
2001


1ª Edizione
Casa degli Artisti

2ª Ed. Casa dei Poeti
3ª Ed. EXTRAordinario

Piano di zona
I quartieri
Istituzioni
Emergenze
L'Unità prima pagina
Martedì 21 Maggio 2002

CATANIA, IL CANTIERE DELLA POESIA
Gianni D'Elia
Contestazione in Sicilia, parafrasando un famoso titolo di Elio Vittorini. Questa è una storia italiana, di cui vorrei trasmettere il valore culturale e politico. C'è, a Catania, un cantiere reinventivo della democrazia e dell'opposizione, che ha iniziato i lavori una ventina d'anni fa. È un cantiere in pieno sviluppo, che produce arte e pubblico, cultura e nuovo uditorio, distribuendo opere sul territorio e creando molteplici occasioni di incontro tra gli artisti (poeti, scultori, pittori, scrittori, registi) e la famosa "gente". Il suo slogan è questo: Democrazia è bello. Il bello della democrazia, la democrazia del bello.
Questo cantiere, democratico e popolare, è stato aperto all'inizio come "Atelier sul mare", dal sapore esclusivo e aristocratico.

L'Unità martedì 21 maggio 2002
In Sicilia la provocazione di un laboratorio per la ricostruzione del bello ha molti nemici. Il primo è l'indifferenza.
Perché la poesia e la bellezza sono anche una forma di politica, intesa come bene comune nella "polis"
La poesia come contestazione
Gianni D'Elia
Un museo-albergo, o albergo-museo, centro d'arte contemporanea, voluto da un giovane mecenate privato siciliano, Antonio Presti. Si trova a Castel di Tusa, in provincia di Messina, sul litorale dei Monti Nebrodi. Quattordici camere su quaranta, sono state allestite da altrettanti artisti, tra cui Ceroli, Plessi, Icaro, Staccioli, Nagasawa. C'è anche una arabeggiante "Stanza del profeta", dedicata a Pasolini, di spoglia e fangosa bellezza, voluta da un altro poeta "assassinato", che portava questo ambito nome (Dario Bellezza), da Adele Cambria e dallo stesso Presti.
Antonio Presti, quasi cinquantenne dagli occhi chiari e dal fisico quasi rotondo e orientale, potrebbe sembrare un Oblomov convertito alla azione, alla contestazione estetica. Infatti, dall'industria paterna di autostrade e calcestruzzi, è passato alla "devozione alla bellezza", costruendo l'associazione culturale "Fiumara d'arte", aiutato da amici e poeti del luogo, come Maria Attansio, e il giovane e bravissimo Salvo Basso, da poco scomparso, che ci ha lasciato un canzoniere in dialetto di rara forma.
La rassegna stampa, italiana ed estera, su questo lavoro in corso è impressionante, anche per le numerose polemiche nate dalla collocazione delle grandi sculture nel paesaggio, a partire dall'opera di Pietro Consagra nel 1986, accusata di speculazione edilizia, processata e assolta; fino all'appello di Presti al presidente Ciampi, che ha risposto qualche tempo fa, affermando la difesa di questa iniziativa d'arte unica al mondo.
La nemesi ironica della storia vuole che, ora, la grande scultura di Consagra ("La materia poteva non esserci") sia circondata da sedici immensi pilastri del nuovo viadotto autostradale, in costruzione nel letto del vecchio fiume Halesus, adesso torrente Tusa. Si tratta di un colpo d'occhio rivelatore, che fotografa il rapporto tra la natura, l'arte e la società in cui viviamo, che scrive nel paesaggio ben altri scempi e iperboli. Il viadotto di Tusa sarà l'esempio della nostra protervia viaria, gigantismo sovrastante ogni altra bellezza non banausica. D'altra parte, come suggerisce l'ironia siciliana, i lavori in cemento armato sono detti, in ingegneria stradale, "opere d'arte". Da qui, la fittissima puntinatura di uliveti e noccioleti, sui gonfi dorsi dei Nebrodi, spinge il viaggiatore (scortato da una guida d'eccezione, il fotoreporter Letterio Pomara) in mezzo a un tripudio primaverile di ginestre fiorite, macchie più gialle di ginestrelle, enormi fiori di finocchietti di montagna, degli steli grossi come alberelli, cascate di denti di leoni viola lungo i contrafforti dei terrapieni. L'occhio, salendo sui tornanti, ammira la vallata. Arriva il profumo delle rose dagli orti di casa.



È in mezzo a questa bellezza naturale, abitata e coltivata, in uno dei luoghi più irrigui della Sicilia, dentro tanto verde e mandrie di mucche sonanti e caprette che bloccano i sentieri, che si aprono le sculture piazzate sui cocuzzuli, sotto un solo lucidatore tra il mare e i monti di Motta d'Affermo, Castel di Lucio, o sulle curve belvedere o sul litorale; come la "Finestra sul mare" di Tano Festa, che sembra più una grandissima porta-architrave, o una gru navale, per tutte le genti del Mediterraneo, bucato dal monolite traverso di una storia nera.
È dalla natura che è intorno, sotto il cielo chiaro tra Messina e Palermo, con Cefalù a tiro e le Eolie visibili nella tenue foschia, è da questa natura sorgiva che viene la bellezza di una nuova arte, dentro la storia e oltre la storia; e pare questa l'utopia e l'energia ricevuta da Antonio Presti, simile a quella "Onda mediterranea" di Antonio Di Palma, che sovrasta, blu di cemento flessuoso, il panorama magnifico di una periferia montana, col suo piccolo cimitero marino accanto, che rievoca i versi memorabili di Valéry : "il mare, il mare, sempre ricominciato". Perché queste iniziative hanno coinvolto interi paesi, che ora dispongono di grandi opere di Dorazio e Marini, Lanfredini, Nagasawa, Schiavocampo: "Arethusa","Labirinto di Arianna","Stanza di barca d'oro", ora sigillata e da riaprire tra cent'anni, "Una curva gettata alle spalle del tempo". Ma questo cantiere democratico non si è fermato. L'anno scorso, Presti ha aperto nel centro di Catania, nella magnifica e archeologica piazza Stesicoro, la "Stesicorea - Case dei poeti", otto stanze dove si può accogliere e vivere in mezzo all'arte, da lì allestendo quel fortunatissimo "Treno dei poeti", che ha fatto girare per tutta la Sicilia e per tre mesi un'ottantina di autori. Quest'anno, i poeti sono stati invitati a Librino, il più grande quartiere dormitorio di Catania, una borgata in salita di grattacieli, dove il disagio materiale e di vita culturale era di casa. Lo è ancora, ma il quartiere, le scuole, la parrocchia, con l'arrivo di "Fiumara d'arte", hanno un progetto comune di rilancio, a cui hanno aderito i poeti italiani, che hanno letto nelle scuole medie e elementari, con un lavoro preparato accuratamente da maestre e insegnanti entusiaste durante l'anni scolastico, come Maria Busacca. Così, gli studenti giovanissimi hanno potuto intervistare e dialogare con Loi e la Spanziani, la Lamarque, Erba e Pecora, fino ai più giovani poeti come Gabriele Frasca e Lello Voce, sorpresi da una partecipazione straordinaria per numero e qualità.
Gli incontri si sono svolti anche nel carcere minorile "Bicocca" di Catania, con i ragazzi reclusi, che chiedevano "poesie d'amore", e ascoltavano con l'inquieta attenzione dell'arguzia popolare, leggendo anche qualche loro lettera d'amore molto poetica, che servirà di base per uno spettacolo da allestire con gli educatori, tra cui il poeta Mario Bonica, che sta curando la sceneggiatura: "Mogliettina mia, sei bella come il sole...".
È il "terzo occhio", il "meridiano di luce" del cuore e della poesia, dell'arte. L'idea di Presti è di tenere fuori il potere politico cittadino di centrodestra, continuando il progetto democratico di Librino con il solo consiglio del quartiere e direttamente con gli abitanti, gli studenti, gli scolari, gli adulti che seguono la scuola per imparare a leggere e a scrivere, i ragazzi carcerati, con la loro durezza incollati sulla timidezza dei muti sorrisi, molti dei quali cresciuti a Librino, dove lavora bene la parrocchia di don Giuseppe Coniglione.



L'iniziativa, avviata qualche mese fa, si è per ora conclusa nei primi giorni di maggio, con una lettura poetica nel barocco Palazzo Biscari di Catania, a cui hanno assistito in massa gli abitanti di Librino, dove è iniziato un vero cantiere di democrazia estetica, celebrato dall'allestimento di un chilometro di tela, dipinto e disegnato dagli studenti del quartiere. Una massa festante di bambini e ragazzi, ma anche giovani e adulti, raccolti nel lavoro creativo, alla musica etnica dei bonghi e dei tamburi scatenati dai suonatori, dagli attori sui trampoli e agitanti pupi bellissimi, che, quasi in un nuovo '77 rivoluzionario e pacifico, hanno riempito un enorme cantiere non finito, un sotterraneo di grande magazzino, costretti al coperto dalla pioggia inclemente. E queste centinaia di facce, dureranno. Il progetto-Librino proseguirà, infatti, con l'allestimento di un museo fotografico (oggetto: persone e scene di vita del quartiere), sulle facciate cieche dei palazzoni, che coinvolgerà artisti famosi, nuovi, cui si aggiungerà una proiezione luminosa in tempo reale di messaggi e disegni via internet, rilanciati sui muri delle case da tutti quelli che vorranno partecipare nel mondo. Poi arriveranno forse anche le sculture.
Il museo di Librino sarà donati ai ragazzi del carcere di "Bicocca", che uscendo potranno farsi custodi e trovarvi lavoro per due anni, in quello che è sicuramente uno dei più originali progetti di democrazia dal basso, di cultura e di arte per il popolo di questi tempi. "Librino è bello", sì. Come la democrazia greca a cui è ispirato ("Kalòs kài agathòs"), perché "il bello è il buono". E questo fare qualcosa di concreto, nella vita della cultura, ci sembra anche un grande messaggio politico per la sinistra che viene: senza l'arte e la poesia, l'opposizione non è completa. Per battere i "tre demoni", come li chiama Presti: denaro, arroganza politica e mafia, perché i ragazzi di "Bicocca" abbiano un altro futuro: "E questo è il sogno della città che viene. /Su questa luna d'erba il bello vive".

Rassegna Stampa
Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
antoniobonanno.too.it

antoniobonanno
2003@yahoo.it

Associazione Fiumara d'Arte
Casa d'Arte Stesicorea

Piazza Stesicoro 15 - 95100 Catania

tel./fax 095 7151743

e-mail:
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Albergo-museo "Atelier sul mare"
Via Cesare Battisti 4, Castel di Tusa, 98070 (Me) - tel. 0921 334 295
fax 0921 334 283
e-mail: ateliersulmare@interfree.it
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