Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
2003-2004
2002
Un chilometro
di tela per Librino
2001


1ª Edizione
Casa degli Artisti

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La Repubblica
Sabato 8 Febbraio 2003

Tribù dell'arte A CATANIA
Adriana Polveroni
Catania, come tante città, specie a Sud, è divisa in due. Da un lato il centro barocco, decadente, struggente, dall'altro la periferia ammassata di palazzi e persone. Guai a farle incontrare. Guai fino ad oggi, perché il mecenate Antonio Presti, già protagonista 15 anni fa di una mitica "Fiumara d'arte", poi organizzatore di treni carichi di poeti in giro per la Sicilia e costruttore di un albergo dove le stanze sono immaginifiche installazioni d'arte, ha deciso di riunirle insieme. L'incontro tra le varie anime di Catania avviene nella sua casa museo "Stericorea" nella centralissima Piazza Stesicoro da cui prende il nome, e sarà aperta al pubblico per tutto il 2003. Con l'aiuto di Teresa Macri e Paola Nicita, ha chiamato vari autori, chiedendo loro di realiz-zare una stanza con una comu-nità etnica presente in città.
Sislej Xhafa, kosovaro e artista internazionale di base a New York, ha radunato gli immigrati filippini e nella "sua" stanza, molto fisica e performativa, c'è un letto-torre per raggiungere il quale bisogna rampicarsi su pioli e pioli di legno, mentre le tende sono ricavate da candidi grembiuli di camerieri. Segno e riferimento alla presenza dei filippini-colf, a Catania come in tante altre città italiane.
Agnese Purgatorio ha lavorato con la comunità sudamericana: famiglia, cuore, passioni a tinte forti sono stati i suoi temi. Il risultato è stato una stanza-scrigno votata all'idea della madre, incarnata nel volto intenso di una donna peruviana stretta al suo bambino, in una fotografia che giganteggia sul letto. Marco Samorè, esponente della tribù dei "giovani artisti", lavora sulla memoria degli anni '70 e s'è incontrato con gli emigrati est europei, attualizzando il clima kitsch di quel periodo: così rosari e varie immagini religiose si mischiano a bottiglie vuote di vodka.


La coppia di autori napoletani Bianco-Valente, caratterizzata da un tratto molto poetico, ha collocato in un locale tutto bianco un letto, coperto da un chilometro di leggerissimo nastro di carta, dove sono riportati frasi e pensieri catturati negli incontri con le comunità maghrebine. Un idillio? Mica tanto. A Catania ci sono anche turchi e curdi, e per metterli insieme ci voleva l'intervento di un gruppo tosto e nomade come gli Stalker, che sono riusciti a pescare due Himas, uno per parte, facendoli diventare amici. Hanno ambientato il tutto in una zona di passaggio chiamata "Import-Export", zeppa di sonorità mediterranee e mediorientali, e anche di miele, datteri, noci, tè, che a turno i due Himas offrono a tutti i visitatori presenti in quel momento.
Poteva bastare a dimostrare che l'arte può dire la sua sul mondo? No, perché mancava l'altra Catania, autentica e legittima quanto il centro, cioè quella periferia degradata che è diventata negli anni un bubbone da rimuovere.
Come Librino, un quartiere-dormitorio, una città nella città da 70 mila abitanti. Secondo Presti, "Librino è bello", o almeno questo è il messaggio che vuole trasmettere ai suoi stessi abitanti, sostenendo che prima o poi, ci crederanno anche loro. E faranno qualcosa perché Librino balla diventi davvero.
Così l'ha fatto scrivere, in tutte le lingue, sui balconi di "stesicorea", in un allestimento fatto da Loredana Longo e Daniele Pario Perra; e l'ha fatto fotografare da Massimo Siragusa con i bambini delle scuole della zona, forse per la prima volta approdati, stavolta, nel centro della città, tappezzando poi le stanze di "Stesicorea" con i loro volti, e chiamando i ragazzi a seguire gli artisti mentre lavoravano nella casa.

Rassegna Stampa
Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
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Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
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