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Domenica 18 Aprile 2004

PALERMO SPETTACOLICULTURA
Intervista all'autore di "Caro Bogart", domani arriva a Palermo per un "grand tour" di una settimana.
Enrico Francescani

Ha appena terminato il suo nuovo romanzo "The closet circle" "La letteratura non è in crisi"
Jonathan Coe, scrittore in viaggio "Ho finito il libro, volo in Sicilia"
LONDRA - Coe, è in partenza per la Sicilia?
"Sì, e ne ho davvero bisogno. Mi manca qualche giorno per finire il mio nuovo romanzo, The closet circle (il cerchio si chiude, ndr) , che è poi il seguito di La banda dei brocchi, pubblicato qualche anno fa. Sono alla volata finale, e non mi concedo pause. Lo consegno, faccio la valigia e via, parto per l'Italia".
Dove, però, è appena uscito un altro suo libro, "Caro Bogart", una biografia di Humphrey Bogart.
"Sì, un libro che in realtà ho scritto un decennio fa, ma che continuo ad amare molto. Mi fa molto piacere che adesso arrivi anche al pubblico italiano".
Perché un libro su un divo di Hollywood del lontano passato, come Bogart?
"Perché il cinema è uno dei miei grandi amori, e Bogart rimane un mito intramontabile, che merita di essere conosciuto ed esplorato anche dalle generazioni d'oggi".
L'altro suo grande amore, ovviamente, è la narrativa. Posso chiederla che romanzo c'è sul suo comodino?
"Al momento non ce n'è nessuno. Anzi, uno c'è: il mio manoscritto di the closet circle, con cui vivo in simbiosi ormai da anni. Quando scrivo, non ho tanto tempo per leggere altre opere. L'ultimo romanzo che ho terminato è stato Brick Lane, della giovane scrittrice anglo-pakistana Monica Alì. Molto bello, è il suo libro di esordio, della Alì sentiremo a lungo parlare".
Che cosa pensa dello stato del romanzo contemporaneo? È vero che è in crisi?
"No, non sono affatto d'accordo. Questa storia della crisi del romanzo è un motivetto ricorrente, che si ripete di tanto in tanto. Certo, il romanzo non ha più il ruolo che aveva nell'Ottocento nella prima metà del Novecento: ora ci sono tanti altri metodi creativi per esprimersi e comunicare, dal cinema alla televisione, per finire con l'ultimo nato, Internet. Ma non hanno cancellato la parola scritta. Né impediscono ai buoni scrittori di nascere. È semplicemente che un grande scrittore non nasce tutti i giorni. Bisogna avere pazienza e non parlare di crisi o fine del romanzo".
Le piace l'Italia?
"A chi non piace? È un paese fantastico. Sono felice ogni volta che ho un'occasione di visitarlo, come questa".
Buon viaggio in Sicilia, allora.
"Grazie. Finisco il mio romanzo e volo a Palermo".

Coe nel "Viaggio" organizzato da Presti: un giro di speranza nel degrado, dall'Oreto a Pizzo Sella
Un inglese tra i lamenti di Palermo
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L'idea del mecenate della Fiumara: portare la bellezza dove ce n'è più bisogno

Da Birmingham a Librino passando per i mercati del Capo e Ballarò
Tano Gullo

Viene a immergersi nei miasmi del fiume Oreto, nell'agonia dei vecchi mercati. Viene a carpire il lamento della collina del disonore inghiottita dal cemento. Viene a riaccendere la speranza, affinché il tempo restituisca armonia laddove l'uomo l'ha sfregiata. Jonathan Coe, lo scrittore quarantatreenne di Birmingham, che ha scandagliato i suoi artigli nelle viscere della società inglese, arriva martedì a Palermo per auscultare il cuore sofferente della città.
L'autore de "La famiglia Winshaw" (un affresco delle rapacità e delle ipocrisie degli anni thatcheriani) è l'ottavo scrittore che partecipa al "Grand tour di Sicilia… in viaggio verso Librino", organizzato da Antonio Presti, mecenate e animatore culturale, che da un ventennio fa il "predicatore di bellezza" in ogni parte dell'isola. Prima di lui hanno esplorato pezzi di Sicilia, Paco Ignacio Taibo (il Petrolchimico di Gela), Meir Shalev (la festa di Sant'Agata), Sergej Bolmat (le periferie etnee), Joseph O'Connor ( la Fiumara d'Arte), Rachid Boudjedra (la via della ceramica), Daniel Chavarria ( la via della Magna Grecia a Siracusa). Otto località simboliche, luoghi non luoghi dimenticati, da cui riprendere il cammino del riscatto.
"La rinascita della Sicilia - dice Presti - può passare solo attraverso il valore dell'arte. La cultura deve essere veicolata attraverso l'azione. Le parole non bastano, ma ci vuole un impegno concreto, corale e trasversale, che cammini sulle gambe dei cittadini, senza finanziamenti delle istituzioni. Il cambiamento deve partire dalla coscienza per incidere davvero nella realtà sociale". E fedele a questi principi il mecenate da anni utilizza le risorse personali ex imprenditore per promuovere iniziative nel segno della bellezza. Le installazioni delle sculture sul greto secco del fiume di Tusa, l'albergo Atelier d'arte a Marina di Tusa, i poeti itineranti sui treni, le installazioni nella casa museo di Catania, la barca d'oro dell'artista giapponese Nagasawa Hidetochi seppellita per cento anni, la quotidiana attività a Librino, quartiere degradato, gli spot degli artisti.
Coe all'Oreto, sarà testimonial di una nuova iniziativa: creare un museo "en plein air" di arte contemporanea in quel solco avvelenato dall'amianto e dall'eternit. Colori, tele e sculture, per bonificare un'area degradata, che fa parlare di se per veleni che incuba, per i tentativi di recupero vanificati dalla lungaggini burocratiche o perché vi si cerca qualche corpo seppellito dalla valanga di misteri dagli anni Settanta in poi; l'ultimo quello del giornalista Mauro de Mauro, il giornalista de "L'Ora" svanito nel nulla e nel greto cercato senza successo. "Saranno installazioni smontabili - dice Presti - quindi non dovrebbero esserci difficoltà ad avere le autorizzazioni".
Ed eccoci al Pizzo Sella, la vistosa collina di cemento, incubo che ci si trova davanti da tutte le parti. Come l'ex fiume un altro luogo ferito dall'uomo. Coe sulle pendici, farcite di ville rifinite e da orrendi "scheletri" di pilastri a vista, alle 12,30 di venerdì pianterà un albero in segno di pace. Poi farà la bisboccia con gli abitanti, molti dei quali vittime innocenti, raggirati dai grandi imbroglioni del sacco edilizio. "Un piccolo dono alla montagna sfregiata, come primo passo per un recupero ambientale completo - dice Presti - un modo per affermare con un fragoroso silenzio la necessità immediata di un recupero paesaggistico, dopo anni di scaricabarile". Come dire il danno è fatto, basta con le polemiche, rimbocchiamoci le maniche abbellendo il cemento con il verde. Resta la curiosità di sapere come reagirà lo scrittore quando si troverà davanti agli occhi lo scempio. E un po' più in là quel mare azzurro-verde del golfo che abbraccia Modello e Mongerbino, quello sì davvero un inno alla bellezza.

LE TAPPE
Un viaggio di sei giorni, sintetizzato dallo slogan "Il valore dell'impegno": martedì alla foce del fiume Oreto; mercoledì all'Università, dove incontrerà gli studenti di Lettere; giovedì appuntamento con i ragazzi di Librino, Catania; venerdì pranzo a Pizzo Sella con gli abitanti delle ville abusive; sabato giro nei mercati del Capo e di Ballarò; domenica, infine, visita al Parco monumentale di scultura di Fiumara d'arte. E in mezzo tanti altri incontri culturali.













Rassegna Stampa

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
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