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| La Repubblica |
Martedì 23 Marzo 2004
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Parla
lo scrittore Hernan Rivera Letelier
"Io minatore cileno di Sicilia"
Paola Nicita
Offerte speciali al Centro mercato di Enna: questa volta, però,
tra gli scaffali dei generi alimentari e il bancone dei surgelati troverete
disponibili a una provocatoria "liquidazione" un gruppo di poeti
e scrittori, pronti a riempirvi il carrello di versi e racconti. La quarta
tappa del "Grand tour di Sicilia" ideato dall'associazione Fiumara
d'Arte di Antonio Presti fa base questa volta a Enna, che verrà
raccontata da un ospite speciale, lo scrittore cileno Hernan Rivera Letelier.
Per sentire i racconti dalla voce dell'autore nel reading intitolato "Offerta
speciale della parola" l'appuntamento è giovedì, venerdì
e sabato alle 17,30. Con lo scrittore cileno saranno presenti Franco Loi,
Aldo Nove, Tommaso Ottonieri, Luciano Erba, Evelina Schatz, Iolanda Insana:
il prezzo da pagare, avvertono gli organizzatori, sarà l'ascolto.
Del capoluogo siciliano arrampicato verso il cielo si investigheranno
le sue viscere: a far da motivo conduttore della visita dello scrittore
saranno infatti le miniere di Floristella, Grottacalda e Gallizzi, siti
estrattivi tra i più grandi della Sicilia, adesso parco minerario.
E non a caso, dato che Hernan Rivera Letelier ha fatto per trent'anni
il minatore.
IO MINATORE CILENO DI SICILIA
Racconta lo scrittore: "Ho fatto questo mestiere dai quindici ai
quarantacinque anni, trasferendomi da una miniera all'altra: Algorta,
Maria Elena, Pedro de Valdivia. Ecco il mio itinerario di vita e di lavoro
nella pampa salnitrera, con temperature di quasi 50 gradi. Gli inglesi
che gestivano le miniere però non avevano perso le loro usanze
e alle cinque prendevano un tè che arrivava direttamente da Ceylon.
Un'abitudine che ho preso anch'io". Lo scrittore, nato nel 1950 a
Talca, ha vinto il Premio del Conseo Nacional del libro Y la Lectura nel
1994, e da qual momento si è tuffato a capofitto nella scrittura.
"Sono un autodidatta ? dice ? ma racconto cose che ho vissuto. Al
centro dei miei romanzi c'è il deserto, che conosco bene: vedi
queste? Non sono rughe sul volto, sono cicatrici di guerra".
Nei primi cinque romanzi Letelier parla di immense distese silenziose
nelle quali si aggirano uomini e donne. "Mujeres de la pampa"
le chiama, e le immagina corpulente e scure. Donne capaci di sacrifici
sovrumani, in ombra ma sempre presenti. Per Letelier, il suo amico Luis
Sepùlveda ha parlato di "linguaggio del silenzio" e di
magia. Racconta Hernan: "L'unica volta che sono stato in Italia ero
proprio con Luis. Ricordo una piazza meravigliosa, quella di Orvieto,
affollata da molta gente, specie donne, che ci chiedevano firmare i libri.
Eravamo contenti e un pò intimoriti". Ritornano le donne,
una passione dello scrittore, che dice: "Le donne dei miei racconti
sono oasi nel deserto, sono pilastri saldi a cui appoggiarsi. D'altronde
quando racconto il deserto e il silenzio non si può non parlare
di poesia".
Ascolti e incontri si terranno per tutta la settimana: Letelier sarà
ospite del polo universitario di Enna, del liceo Linguistico e dell'istituto
Industriale. I giovani sono ancora una volta al centro del progetto, e
a loro Letelier tiene molto. Una questione di memoria e di importanza
del ricordo, dice lo scrittore, che racconta di avere iniziato a scrivere
per non dimenticare e per non far dimenticare. "Ho vissuto in posti
difficili, lontani. Più facile dimenticare quello che era successo
piuttosto che ricordarlo. Per questo ho voluto raccontare, per far sapere
ai giovani come era andata veramente". A un fatto di cronaca del
1907 è dedicato il suo ultimo racconto, "Santa Maria della
Flor Negra", non ancora tradotto in Italia. La storia di un gruppo
di pamperos, uomini e donne, che dopo un lungo cammino giungono in città:
le donne e i bambini, chiusi in un edificio, saranno uccisi. "Nei
racconti della vita? conclude Letelier? negli amori e nei dolori c'è
più politica che nei discorsi ufficiali". Così anche
un supermercato può diventare un luogo di poesia, forse anche di
lotta.
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