Progetto generale Fiumara d'Arte
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Giovedì 19 Dicembre 2002

PASSAPAROLA

A Catania dodici artisti in piazza Stesicoro
Tano Gullo
Catania - turchi e curdi, in guerra ad Ankara, fanno la pace sotto l'Etna. Gran cerimoniere Antonio Presti, che dopo aver installato nella vallata del fiume Tusa, a sue spese, le imponenti sculture di Fiumara d'Arte, ha aperto, sempre a sue spese, la casa-museo Stesicorea a Catania, a pochi passi da via Etnea. Ieri sera con il contratto sottoscritto tra un turco, che gestisce un ristorante tipico nel centro della città, e un curdo, fornitore di spezie, che svolge la sua attività a Roma, le due etnie hanno trovato un punto di incontro. Le semenze sono state accatastate nella stanza d'ingresso della casa e l'impegnativa è stata scritta e firmata col pennarello sul vetro della finestra. Così l'atto formale è diventato arte ad opera del collettivo "Stalker" che ha progettato la stanza.
I nove locali dell'appartamento di piazza Stesicoro, compreso l'atrio, sono stati reinventati da dodici artisti, che hanno scatenato l'estro sulla scia di sollecitazioni scaturite dai loro ripetuti incontri con le comunità straniere presenti nel capoluogo etneo. All'inaugurazione di oggi prendono parte anche migliaia di bambini di Librino, quartiere a rischio dove da cinque anni Presti svolge un'azione volta a generare bellezza in un luogo "perduto". È proprio al rione periferico è dedicata la stanza centrale, istoriata dal fotografo Massimo Siragusa con gigantografie dei bambini scatenati in giochi e tenerezze. "Lo scopo della nostra azione artistica - dice Presti - è quello di capovolgere l'attuale rapporto tra centro e periferie, restituendo a queste ultime la dignità finora negata".

A CATANIA DODICI ARTISTI IN PIAZZA STESICORO
"L'INPUT che abbiamo dato agli artisti per l'allestimento delle stanze d'arte è il valore delle differenze - continua Presti - Così in questi mesi ognuno di essi ha incontrato un gruppo etnico diverso per coglierne l'essenza e individuare l'arricchimento che porta alla città. Poi ha creato la sua stanza. Per noi il valore aggiunto di Catania è Librino, un quartiere da fare rinascere, cominciando con il tirare fuori la bellezza che c'è nella sua gente".



Le comunità coinvolte sono: America Latina, Maghreb, Africa nera, Asia, Cina, Nord Europa, Est, Filippine, Turchia. E da oggi la loro anima scrutata e interpretata dagli artisti si può percepire a Stesicorea. Sislej Xahafa, albanese trentaduenne, è uno degli artisti emergenti di New York, città dove, tra un viaggio e l'altro per il mondo, vive da sette anni. Per realizzare la sua stanza "filippina" ha utilizzato centinaia di pallets, le pedane di listelli di legno usate per spedire le merci. Ha foderato le pareti, coperto il pavimento e ricreato spazi. "Le pallets danno l'idea del movimento, che caratterizza i nostri tempi, in cui milioni di persone ogni giorno si muovono da un posto all'altro. E tra questi i disperati che affrontano mare e terra ostili per sfuggire da clandestini, alla persecuzione e alla guerra". Una volta entrati nella stanza, dondolati dall'instabilità delle pedane, si ha la sensazione di trovarsi nel ventre di una carretta del mare maltrattata dalle onde. L'arte come evocazione, vissuto, promemoria.
Nella stanza di Agnese Purgatorio, battezzata "La madre terra", campeggia una fotografia di una donna peruviana con il suo bambino protetto tra le braccia. In bagno una serie di immagini: carni esposte nella macelleria e capi di biancheria sexy. Una poesia di Elio Pecora a caratteri fosforescenti sulla parete nivea di paraffina ("...Può la parola trasvolare l'abisso, posarsi bianca piuma sopra le acque...") offre lo spunto a Gianfranco Molino e allo stesso tempo Presti per inventare un letto di cera bianca con poche piume di oca per coperta. La poesia è anche il leitmotiv del corridoio creato da Maria Attanasio. Pareti di ficodindia verdi e cielo brillante, invece, per la cucina Africana. I balconi della casa museo sono stati coperti da Loredana Longo e Daniele Pario Perra con sagome di donne di varie razze e la scritta "Io amo Librino". Una sorta di pugno nello stomaco alla città bene che sfila davanti per lo shopping natalizio in via Etnea.
I ragazzi di Librino sono travolgenti, passano da un locale all'altro con allegria. Le cinque maestre fanno fatica a contentarli. Ma davanti alle gigantografie restano a bocca aperta. E si zittiscono. Tutti riconoscono Damiano e Alberto e li festeggiano. Margherita LoFaro, coordinatrice del progetto che Presti sta portando avanti con le scuole, accusa gli amministratori etnei. "Si sono defilati da questa iniziativa - dice - e il perché è evidente: non amano Librino, anzi. Grazie a Fiumara d'Arte abbiamo avuto la possibilità di offrire ai nostri ragazzi un'esperienza irripetibile: l'anno scorso poeti in classe, da Sanguinetti a Fagliarini, e il chilometro di tela dipinta collettivamente, quest'anno l'attenzione della casa museo e tanto lavoro in classe. Esperienze che nelle scuole della città borghese nemmeno si sognano". "Bisogna smetterla con i pregiudizi su Librino - continuano le colleghe Carme Lo Cicero, Maria Busacca, Pina Santonocito - noi crediamo nella sua rinascita e vogliamo essere testimoni del cambiamento. Ne è prova che nessuna di noi chiede il trasferimento". Giuseppe parla dei tanti padri, troppi, disoccupati, Alfio si lamenta che non c'è nemmeno un bigliardo, Giulio sogna i campi di calcio. E in un giornale stampato in classe hanno disegnato la Librino del 2025 dove c'è di tutto e di più. Giovanna del Prete è la maestra che alla Dusmet li ha guidati nel lavoro. "i nostri ragazzi con il quartiere hanno un rapporto di odio amore. Lo amano perché lì hanno tutto il loro mondo affettivo, lo odiano per il marchio che si ritrovano addosso. Ma a Librino le persone perbene sono infinitamente di più dei devianti".
È notte, Librino, 70mila abitanti, è deserta. Le insegne dei negozi saranno sì e no una decina. Il quartiere che nelle intenzioni del grande urbanista Kenzo Tang doveva diventare un modello di vivibilità, si è sviluppato solo in verticale. Gli amministratori nulla hanno fatto per intrecciare nello spazio orizzontale luoghi di vita. È notte a Librino, per strada un solo albero di Natale, ma sui balconi dei palazzoni migliaia di luci. Forse ha ragione Presti, la bellezza è solo dentro le case.

Rassegna Stampa
Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
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