Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
2003-2004
2002
Un chilometro
di tela per Librino
2001


1ª Edizione
Casa degli Artisti

2ª Ed. Casa dei Poeti
3ª Ed. EXTRAordinario

Piano di zona
I quartieri
Istituzioni
Emergenze
LaSicilia - Prima pagina
Martedì 18 Novembre 2003

La normalità nascosta tra i palazzoni
"La faccia più tristemente nota del quartiere è quella del disagio e dell'emarginazione. Poi c'è quella del volontariato, dei centri di aggregazione. In mezzo tante piccole grandi storie di ordinaria quotidianità. "Librino è uno spaccato della città: c'è l'onesto operaio, il dirigente d'azienda e anche il ladruncolo. Ma chi abita in questo quartiere rischia comunque d'essere etichettato negativamente.
Andrea Nuzzo

OLTRE I LUOGHI COMUNI.
Gente che lavora, figli che studiano. Sognando più servizi, ma invidiando poco all'"altra città"

CITTÀ-SATELLITE NATA CON IL PRG PICCINATO
· LA STORIA. Librino "nasce" nel '69 con l'approvazione del Prg Piccinato: una "nuova città" per 60 mila abitanti per riequilibrare verso sud?est gli insediamenti residenziali, destinando gli alloggi agli operai delle imprese della zona industriale di Pantano d'Arci. Il progetto dell'urbanizzazione dell'area gravitante attorno al borgo rurale di Librino fu affidato nel '70 a Kenzo Tange e da questi consegnato due anni dopo. Il progetto venne reso esecutivo come Piano di Zona nel '76.

· I NUMERI. Il "progetto Librino" si estende su un'area pari a 420 ettari, con densità territoriale pari a 150 abitanti per ettaro; il volume realizzabile circa 6.375.000 mc; 150 ettari l'area destinata ad uso pubblico, fra edilizia scolastica, servizi, verde pubblico attrezzato, parcheggi, centro amministrativo.

· LA VARIANTE. Il progetto originario di Piccinato e di Tange si scontrò con diversi intoppi e , soprattutto dovette fare i conti con il fenomeno dell'abusivismo, che rese necessaria una variante in base alla quale fu aumentata, di fatto, di circa il 10% la densità territoriale, a scapito delle aree destinate ad uso pubblico, portando la previsione originaria di abitanti da 62.000 a 70.000.

La faccia più tristemente nota di Librino è quella del disagio, dell'emarginazione, di fatti e nomi che riempiono il mattinale della Questura e le cronache cittadine. Un'altra faccia resta spesso resta sullo sfondo, quella del volontariato, dei ragazzi che cercano e trovano spazi di aggregazione pur ai margini della "città grande". Poi c'è una terza faccia, che sta in mezzo alle altre due: quella della normalità della gente di Librino. In fondo il vero sogno di questo paesone di 60 mila e più anime abitato dai luoghi comuni: diventare un quartiere normale. E, tra i palazzoni di Librino, ci sono tante storie familiari che si specchiano in quest'altra faccia.
Carlo Veutro, per esempio, ha una bella famiglia: moglie (Palma), tre figli maschi: uno (Nando) è calciatore dell'Atletico Furci, l'altro (Danilo) segue corsi di danza, il piccolo (Simone) è una promessa dello sport catanese. "Risiedo a Librino da 10 anni e sono operatore edile - ci racconta - Partecipo attivamente alla vita di questo quartiere gestendo, in qualità di allenatore, ben settanta ragazzini che fanno parte della Associazione polisportiva Villaggio S. Agata e ai quali insegniamo i primi rudimenti del calcio. Leggere esclusivamente notizie e dati negativi sulla realtà di chi abita in queste zone è per me, che vivo gomito a gomito con la gente del quartiere, deprimente. Sono a contatto con bambini splendidi, qualcuno con storie particolari alle spalle. Ma posso dire che nulla hanno da invidiare a quelli di altri quartieri, se non qualche carenza strutturale che forse col tempo e con maggior attenzione verrà pure curata e migliorata". Raffaele Rizzotti, 30 anni, occhi azzurri, fisico curato, lavora come rappresentante presso una società che fornisce prodotti dolciari alle più importanti pasticcerie catanesi. "Mi occupo del collocamento del prodotto dolciario e degli incassi per l'azienda per cui lavoro. Impiego il mio tempo libero giocando a calcio, vado in palestra, frequento pub e discoteche. Sono fidanzato con una ragazza di Taormina. Da 15 anni abito a Librino, non faccio parte di gruppi organizzati ma non per questo credo meno degli altri alla possibilità di sviluppo di questa realtà. Penso, per esempio, alla semi-abbandonata struttura polisportiva di Viale S. Teodoro: uno spreco, una sottrazione ingiustificata al patrimonio del quartiere".
Anche Emilia D'Amico e Agatino Finocchiaro vivono a Librino, con i loro due figli, prossimi alla laurea in Ingegneria. La signora D'Amico è responsabile del Patronato Acai con sede in via Umberto. E quindi ha modo di tracciare una linea di paragone tra la realtà della periferia e quella del centro. "Intanto sotto il profilo umano, sinceramente non noto differenze di sorta tra un catanese "di città" e uno che abita a Librino. Improponibile invece un paragone sotto il profilo della praticità degli spostamenti a piedi, dei servizi a corredo, della possibilità di soddisfare le piccole e le grandi esigenze. Ma non tutto è da buttare qui a Librino: appartamenti moderni, strade ampie (anche se percorse a velocità esagerate), un discreto servizio di trasporto e tutta una serie di collegamenti stradali (presenti e futuri) caratterizzano questa parte di periferia. Le distanze dal centro non sono incolmabili, semmai c'è un dato particolare da lamentare: l'incuria con la quale vengono distribuite le nuove costruzioni sul territorio. Vi sono, aree destinate a parcheggio completamente vuote e altre in cui è diffusa la "sosta selvaggia", come si fosse in centro. Certo, la politica dei letti a castello, dei palazzi?caserma dovrebbe essere cessata in favore di uno sviluppo più logico e a misura di cittadino". Il marito, funzionario alla Provincia regionale, rimarca: "Sono uno dei pionieri di questo quartiere. Librino a mio modo di vedere è, sotto il profilo umano, un ordinario quartiere periferico: inutile raccontare o, meglio, inventare storie. È uno spaccato di vita: dall'onesto operaio al dirigente di azienda, dal ladruncolo allo studente universitario. Qui ci si alza, si va a lavorare (chi ne ha la possibilità, ma questa è piaga sociale e non di quartiere), si mangia, si dorme, come in ogni altra parte della città e del mondo. Se non ci si diverte in loco non è certo per colpa di chi vi abita: si tratta di persone spesso etichettate ingiustamente solo per l'ubicazione geografica, di gente normale con voglia di normalità che gli viene negata".



Rassegna Stampa 2003/02
Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
antoniobonanno.too.it

antoniobonanno
2003@yahoo.it

Associazione Fiumara d'Arte
Casa d'Arte Stesicorea

Piazza Stesicoro 15 - 95100 Catania

tel./fax 095 7151743

e-mail:
info@librino.org
Albergo-museo "Atelier sul mare"
Via Cesare Battisti 4, Castel di Tusa, 98070 (Me) - tel. 0921 334 295
fax 0921 334 283
e-mail: ateliersulmare@interfree.it
website:
www.ateliersulmare.it