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Venerdì 23 Aprile 2004

Coe, turista non per caso
Lo scrittore inglese ha fatto tappa ieri a Librino nell'ambito del "Viaggio in Sicilia" organizzato da Fiumara D'Arte
Laura Silvia Battaglia

La domanda è legittima. "Ma voi cu siti, turisti?" Marco e Carmelo sono rimasti imbambolati perché un corteo così, al parco giochi di viale Bummacaro, a Librino, non s'era mai visto. Due fotografi, una regista, un paio di giornalisti, un signore che si chiama Antonio Presti e un tipo alto, magro, con l'aria da giovane english man.
La verità è che, sì, siamo turisti a Librino e Marco e Carmelo a Librino ci abitano e chissà cosa penserebbero se sapessero che quel signore si chiama Jonathan Coe e che è uno dei più grandi scrittori di lingua inglese. Però una foto la vogliono, eccome, e proprio con lui, quando sanno che "Bih! Allora semu su u'giunnali!".
Il fatto è che la gente ha bisogno di bellezza. E quella delle periferie, soprattutto: "Come qui a Librino, dove, -racconta Presti a Coe, che è di passaggio per la sua tappa catanese di questo "Viaggio in Sicilia…" organizzato da "Fiumara d'Arte" - quando la gente può dire "I'm a beauty!, poi ci crede".
"L'azione politica si deve coniugare con quella artistica": lo rimarca sempre Presti e questo è il senso di quello che una volta si diceva engagement e di cui ora non parla più nessuno. Se n'è accorto Coe, lui di impegno sociale ne capisce e ha voluto descrivere col suo noto romanzo "La banda dei brocchi" (quattro ragazzi a Birmingham negli Settanta), "il momento in cui gli ideali diventano impraticabili e il dopo in cui le cose non saranno più le stesse".
Se n'è accorto a Palermo dove, sul fiume Oreto ha vissuto una "Giornata lungo il Greto" con i bambini siciliani; e ieri, a Librino, se n'è accorto ancora, per constatare che in quel quartiere c'è il cemento al posto dei fiori.
Per Presti "tutto ciò che il potere definisce come diritto è un dovere"; per Coe "l'arte può coniugarsi all'impegno perché le parole hanno potere e questa è la mia scelta, quella di rompere barriere".
Si sente diverso dai viaggiatori inglesi che l'hanno preceduto nel tempo, "perché in Sicilia si veniva e si viene a vedere la bellezza e mai le periferie" anche se, seppur in modo diverso, seppure di luoghi diversi, "siamo sempre turisti". E poi il fatto di essere letto in Sicilia "mi fa sentire responsabile".
Prima del bagno di folla, che lo attende al comprensivo "Pestalozzi" dove parla de "Il valore dell'impegno" e riceve una presentazione quadruplice ad opera dello stesso Presti, di Pinella Leocata, di Delfina Vezzosi, e del dirigente scolastico Santo Molino, ha modo di dirci che, della Sicilia, terra d'apparente casualità, apprezza la percezione che "in realtà molte cose accadute per caso hanno un loro corso, una ragione segreta". Cercare di direzionare questa casualità è il compito che affiderà ai suoi futuri personaggi. Intanto lui fa il turista in Sicilia, ma non per caso.







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