Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
2003-2004
2002
Un chilometro
di tela per Librino
2001


1ª Edizione
Casa degli Artisti

2ª Ed. Casa dei Poeti
3ª Ed. EXTRAordinario

Piano di zona
I quartieri
Istituzioni
Emergenze
La Sicilia
Mercoledì 24 Marzo 2004

Le nemiche dell'integralismo
Lo scrittore algerino Rachid Boudjedra: "Noi abbiamo sconfitto i fondamentalisti grazie alle donne"
Pinella Leocata

Rachid Boudjedra è uno dei più importanti scrittori algerini contemporanei. I critici lo hanno definito il creatore del nuovo romanzo popolare algerino post-coloniale. Da sempre impegnato sul fronte dei diritti civili e politici, ha preso parte, ancora ragazzo, alla guerra di liberazione dal colonialismo francese e, in seguito, si è battuto, con i suoi romanzi, contro l'integralismo islamico da cui è stato condannato a morte. Boudjedra in questi giorni è a Catania e nel territorio della provincia nell'ambito dell'iniziativa "Viaggio in Sicilia... verso Librino" ideata e promossa da Antonio Presti, presidente di Fiumara d'Arte.
- Il potere politico è dal centro della sua riflessione e dei suoi romanzi. Secondo lei, esiste un potere buono?
"Non penso che ci possa essere un potere politico buono perché la storia ha dimostrato che quando c'è potere, anche non politico, ci sono sempre eccessi. Quando poi il potere è politico è ancora peggio".
- In questa logica, allora, l'impegno politico di un cittadino a cosa può tendere?
"Sono un militante politico di sinistra, ma penso che il potere politico non si può contrastare veramente. Nel mio Paese, ho visto persone di sinistra, umanisti, cambiare molto per il solo fatto di essere diventati da semplici cittadini persone importanti in politica"

- Come nascono secondo lei gli integralismi e come si combattono?
"Oggi il mondo intero piange Madrid e le vittime del massacro. Anche io piango per loro. C'è stato l'11 Settembre ed io piango per queste tremila vittime, ma nel mio Paese ci sono stati 150.000 mila vittime e nel tempo in cui ci sono stati questi massacri il mondo non ha pianto per l'Algeria. Io sono stato condannato a morte dagli integralisti, ma ho lottato da solo. Dire oggi che quelli che hanno creato questi integralismi, gli americani e i sauditi, sono le vittime di questo integralismo non è giusto. Sono loro che lo hanno creato".
- Come si può combattere l'integralismo?
"Noi l'abbiamo combattuto e vinto. Le persone che, come me l'hanno combattuto hanno capito il legame con il denaro e con il potere. Sono persone che vogliono il potere, vogliono i soldi, persone che non hanno alcun ideale, né religioso né politico. L'unico modo per combattere la nascita degli integralismi è la convinzione. Oggi in Europa, in Italia. In Spagna ci sono dei terroristi algerini liberi. Quando noi abbiamo denunciato la presenza di queste persone criminali, ma in libertà provvisoria, nessuno si è curato di noi".
-Che ruolo possono avere L'Europa e l'Italia nella pacificazione del mediterraneo, per fare diventare questo mare un ponte di comunicazione anziché una barriera contro i clandestini?
"È un problema complesso. Bisogna risalire alla storia coloniale. Oggi l'Europa e il mondo occidentale paga la colonizzazione e i massacri coloniali. I massacri non sono nuovi: tutti i Paesi europei hanno partecipato ai massacri coloniali. Non credo che ci siano soluzioni. Credo che l'occidente subirà l'invasione di questa immigrazione, di chi vuole venire a fare del male".
- Nei suoi romanzi la donna ha un ruolo centrale. È il simbolo della liberazione dell'Algeria dal retaggio di un tradizionalismo foriero di morte. Quale, secondo lei, il ruolo della donna in Occidente?
"La donna occidentale ha vissuto quello che oggi vive la donna del Terzo Mondo, ha superato gli ostacoli e, sostanzialmente, ha vinto. Oggi la donna dell'Africa del Nord, che è più avanti rispetto al Medio Oriente, sta lottando quotidianamente per la propria libertà. L'integralismo in Algeria è stato vinto soprattutto grazie alle donne".
- Per lei la scrittura ha un valore catartico. Pensa che questo meccanismo funzioni ancora nella società dell'immagine?
"Dipende dal tipo di immagine. Ci sono bravi sceneggiatori nel mondo che propongono un'immagine che può essere catartica. Al contrario, l'immagine della televisione è anticatartica".
- Quando era consulente del ministro della cultura algerina, ha suggerito delle iniziative per la crescita culturale dei ragazzi delle periferie del suo Paese?
"Si. Sono stato consigliere soltanto per sei mesi.Di un ministro di sinistra, non un ministro qualsiasi. Abbiamo cercato di fare un lavoro sulla pluralità, sulla tolleranza, per fare capire la diversità. Per i bambini abbiamo fatto un lavoro per la produzione di programmi solo per loro. Questo ministro diceva sempre: "Gli adulti non mi interessano. Voglio puntare sui bambini, non gli adolescenti, ma proprio i più piccoli".
- Oggi si ripropone come centrale il problema identitario. Nei suoi romanzi lei dice che la ricerca dell'identità non sta nel ritorno alle origini, perché questo è destinato al fallimento, ma nella costruzione di sé. Come fare?
"E un falso problema. Ognuno di noi ha la propria identità, il proprio carattere. Il problema dell'identità è stato creato dai colonizzati perché erano complessati. L'identità è una cosa semplice. Penso che sia l'integrità della persona, il diritto che ognuno ha al lavoro, alla salute, alla scuola, all'educazione. Il problema dell'identità forse è stato una sorta di gioco creato dai sociologici occidentali, o meglio dagli antropologi. Tutto è partito dall'idea degli antropologi colonialisti che hanno pensato di dare un'identità alle persone di altri luoghi un'identità simile a quella europea".
- Che cosa l'ha colpito di più in questo giro in Sicilia e nell'esperienza del "Viaggio verso Librino".
"Per me questa non è un'esperienza. Mi sento a casa mia. Le persone con cui sono stato in questi giorni è come se le conoscessi da tempo. L'iniziativa di Presti è formidabile. Quando l'ho conosciuto, ho visto l'albergo sul mare, ho conosciuto meglio questa iniziativa, ho pensato subito di imitarlo, di fare in Algeria quello che lui fa qui. Fiumara d'Arte è veramente fantastica. Ho pensato di dedicarmi anche io ai bambini algerini come lui si dedica ai bambini di Librino".

































Rassegna Stampa

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
antoniobonanno.too.it

antoniobonanno
2003@yahoo.it

Associazione Fiumara d'Arte
Casa d'Arte Stesicorea

Piazza Stesicoro 15 - 95100 Catania

tel./fax 095 7151743

e-mail:
info@librino.org
Albergo-museo "Atelier sul mare"
Via Cesare Battisti 4, Castel di Tusa, 98070 (Me) - tel. 0921 334 295
fax 0921 334 283
e-mail: ateliersulmare@interfree.it
website:
www.ateliersulmare.it