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E di sera un sacral-party in ogni balcone La festa raddoppia a mezz’aria tra ospiti importanti, brindisi e piatti squisiti. Qui s’inventa la tradizione
È qui la festa? Sì, ma anche lì e là. Sotto, sopra, ovunque e comunque
A mezz’aria la festa si raddoppia. Mentre giù “panta rei”, su, si brinda. Balconi, sì, e balconcini di signore d’alto rango e non solo. È qui la festa? Fino all’ultimo spazio vitale del loft o dell’attico, il sacral-party si consuma fino a vederlo sbiadire con gli ultimi rintocchi dell’ebbra e rintronante tradizione. Un po’ reinventata alla catanese. Ma se la zuppa è quella, comunque è buonissima. Degli irreperibili formaggi offerti ai 130 ospiti ieri a casa di Elvira Cultrera e Antonio Pennisi, dominatori dall’alto delle Poste, ai manicaretti del barone Mario Ursino, che hanno fatto storia. Il menù è un rotolo di prelibatezze da servire con il vocabolario. Astrusi nei nomi, ma accompagnati da vinelli che portano giù tutto. Persino i nomi. Metti un Palomino fino su una gran tazza ripiena di fondutelli al tartufo nero di Norcia in salsa tartufata, timballo “arriniatu” (con origano) ai 7 formaggi di Sicilia, crepes di ratatotouille, falsomagro in salsa al vino cotto, ed eccetera cento volte. Cinque giorni il “gran chef” è stato ai fornelli e finalmente oggi una carica di amici buongustai lo ripagheranno come merita. La lista degli invitati è proporzionale a quella delle portate: attesi tra gli altri il prefetto Anna Maria Cancellieri, la signora Silvana Dumba Roache da Londra, il vicegabinetto del ministero degli Interni Isabella Pianola, il prefetto di Enna Elda Floreno, i Montorsi (sì proprio quelli della pubblicità), Piero Isgrò, il senatore Ziccone, e Enzo Bianco, già reduce da uno slalom iniziato ieri con la messa dell’Aurora, un passaggio dall’arcivescovo e al Circolo dell’Unione, tappa in piazza Iolanda e di fila dal prof. Giovanni Grasso, dove un summit di giuristi teneva una conferenza, quindi in via Umberto dal notaio Cancellieri. Lungo il percorso agatino si ritrovano tracce personali, “andavo a scuola alla Manzoni” dice Bianco. In agendina per oggi, incipit al Pontificale, a casa del prof. Abbadessa davanti al Municipio, in via Crociferi da Paola Maugeri. Un democratico sali e scendi in risposta alla par condicio. In giro, l’on. Giovanni Burtone e famiglia se la gode in versione verace tra la gente. Altra versione: soft, relax, direi, ayurveda! una casa di amici con la porta sempre aperta (e chiusa per quelli che “ci provano” a essere amici del patron Antonio Presti). A Stesicorea non un bouffet, non un aperitivo, ma “un incontro”, dice Presti, a base di dolci tipici e tanta cioccolata al peperoncino. A sporgersi dagli striscioni gialli e neri, la nobilesse Vivina Geraci, la direttrice del progetto Gran Tour dei poeti per Librino, l’artista Agnese Purgatorio, coinvolta insieme alla signora Mitterand nella lavorazione della stanza dei portatori d’acqua, a Tusa, padre Giuseppe Coniglione. L’ospite che non va via è il messaggio permanente di Presti “che la città sia sempre unita, non solo nella festa”.
Valentina Sciacca
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