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LA SOLLECITAZIONE DI FIUMARA D’ARTE. PER ANTONIO PRESTI <<IL VALORE NON SI BUTTA, SI TRASFORMA>>. LA NUOVA CAMPAGNA IN DIFESA DEL <<PANE>>.
Ritornano le bandiere etiche. NUOVA METAMORFOSI. Rimosse dai pali dell’asse dei servizi tornano alle scuole che ne faranno quadri.
<<Il valore non si butta>>. E non si buttano neppure le 500 <<bandiere etiche>> che, dopo la mostra ai Benedettini, hanno rallegrato per tutta l’estate l’asse dei servizi. In arte, come in natura, tutto si trasforma. Una convinzione alla luce della quale il presidente di Fiumara d’Arte, Antonio Presti, propone un ennesimo <<uso>> delle bandiere ideate e realizzate dai ragazzi di cinquanta scuole dopo una riflessione sui vari aspetti dell’etica. Le bandiere, <<lavorate>> dal vento e dal sole di questi mesi, torneranno alle scuole di provenienza dove i ragazzi le trasformeranno in un quadro utilizzandole come materia prima per la realizzazione di pannelli di cinque metri per tre. Ancora un lavoro creativo da fare insieme tornando a riflettere sui temi dell’etica e dell’estetica. Ancora formati standard perché ogni pezzo di questa storia diventi parte di un’unica collezione e di altre, future, mostre. Ogni pannello resterà nella scuola che lo ha elaborato, testimone del progetto <<500 bandiere per essere città>>. Un progetto frutto dell’impegno di migliaia di studenti e di centinaia di professori. <<Per i ragazzi – dice Walter Gily, docente di Disegno e Storia dell’arte all’istituto Einaudi – è stata un’esperienza molto stimolante che ha sollecitato la loro creatività coniugandola con un tema importante qual è l’etica. È stata un’occasione per soffermarsi sul senso civico e sul valore della tolleranza, ed ha posto un problema serio qual è quello del superamento della discriminazione tra centro e periferie, e dell’accettazione delle diversità come arricchimento. Le differenze da includere anziché allontanare. E poi è stato importante per i ragazzi essere coinvolti in modo operativo e non solo teorico>>.
<<Quando li abbiamo portati a vedere le bandiere sull’asse dei servizi si sono sentiti proiettati nella città e ne sono stati felici>>. Maria Rosaria Alessi insegna Arte e immagine alla Vespucci. Lei ha guidato gli studenti allo studio dei filosofi che si sono interessati d’arte e degli artisti che della loro arte hanno fatto filosofia, come Kandiskij e Mondrian. <<Una delle cose più belle per loro è stata quella di potere fare un confronto con il lavoro degli altri>>. Per molti ragazzi, poi, una delle più belle scoperte è state Librino. <<Quando i miei studenti sono venuti qui in visita – dice la prof. Letizia D’Urso del Maria Ausiliatrice – non credevano ai loro occhi. Si sono immaginati casupole ed emarginati e hanno scoperto un quartiere enorme e bello.
<<Dopo una riflessione sulla dimensione etica del lavoro, i nostri ragazzi della Dusmet, la scuola a rischio di Librino, hanno ideato un fumetto con uno di loro che dice: “Se lavoro non mi perdo”. Basterebbe anche solo questa frase – dice la prof. Margherita Faro – per giustificare un intero anno di lavoro>>. Il progetto continua. Ieri mattina Antonio Presti ha lanciato alcune proposte ai referenti delle scuole che si sono riuniti alla Musco di Librino. La rielaborazione delle bandiere potrebbe tradursi anche in quadri che le scuole potrebbero donare ai reparti di oncologia e pediatria del Garibaldi di Nesima, in modo non solo per alleviare l’attesa e il dolore, ma anche per costruire percorsi di volontariato per i giovani a partire dall’interrogarsi sui temi della salute e dell’assistenza, della solidarietà. E poiché il pane è riconosciuto universalmente come un valore e simbolo di vita, la campagna di quest’anno sarà dedicata al tema <<Il pane non si butta>>, riflessione sul rapporto con l’ambiente, con le cose, con gli altri e, allo stesso tempo, sul sacro e sulle tradizioni cristiane.
Pinella Leocata
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