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Acqua, diritto da difendere Fiumara d’Arte. Da Librino alle altre scuole catanesi il progetto lanciato da Danielle Mitterrand
La signora “Devozione” compagna di viaggi civili e sociali di Antonio Presti, riparte da Librino per onorare ancora una volta l’estetica, il bello, l’educazione, la civiltà. L’acqua c’è. Eppure c’è gente che muore di sete. L’acqua c’è. Ma non abbastanza per sprecarla. E tra l’altro, l’acqua è un diritto ma, come tanti altri diritti, negata. Ieri all’Istituto comprensivo Sturzo Campanella di viale Bummacaro, tante testimonianze - il preside Lino Secchi, l’assessore comunale alla Cultura Giuseppe Maimone, il direttore del Csa e coordinatore del progetto, Raffaele Zanoli, Maria Attanasio, dell’associazione Fiumara D’Arte - hanno ripercorso le tappe del progetto di Presti. Fiumara D’arte lancia, per l’anno scolastico 2006-2007, una nuova “sfida” sociale assieme alla Fondazione France Libertès presieduta da Danielle Mitterrand, chiamata ieri a partecipare a un incontro istituzionale in Francia, e rappresentata da Cristina Bertelli, direttrice della Fondazione e dalla responsabile per la Comunicazione Marion Esquerre. Suona un po’ come “Il pane non si butta”, il progetto “I portatori d’acqua” già inaugurato a Palermo, e che si estenderà, a partire dà Librino, alle scuole partecipanti del Comune di Catania. Il rito, il gesto simbolico che evoca purezza e restituisce significato al bene comune più prezioso esistente in natura, ha attinto, per ogni studente “portatore”, al fiume Oreto di Altofonte, la consapevolezza individuale, una goccia, con l’idea che diventi un oceano di sensibilizzazione e riscopra la sacrosanta verità: il rispetto per la natura e la vita. Pura e incontaminata come lo è (in origine) l’acqua. Alla scuola e agli insegnanti, per una prima parte teorica, il compito di istruire i ragazzi sulla materia dando vita a ricerche e approfondimenti che culmineranno nell’installazione di 500 bandiere lungo l’asse di servizi. Ancora una volta per sventolare con Presti un fantasioso, realistico, “bellissimo” impegno. Un nuovo fiore colorato d’impegno e fantasia sul cemento.
Questa la Carta dei diritti dell’acqua Chiamati a un importante impegno sociale, i Portatori d’acqua, sono tenuti a sottoscrivere la Carta basata su questi principi. 1. L’acqua è un bene comune, patrimonio di tutta l’umanità. Essa deve essere esclusa da qualsiasi forma di mercificazione e non può diventare proprietà di nessun potere politico. 2. Poiché l’acqua è un elemento costitutivo della vita non può essere inquinato. 3. L’accesso all’acqua potabile e alla sua bonifica deve essere inscritto in tutte le costituzioni come un diritto fondamentale dell’uomo. Inoltre i servizi utili per l’accesso a 40 litri d’acqua potabile al giorno e a persona devono essere gratuiti. 4. Il prelievo dell’1% dal budget mondiale speso per gli armamenti deve permettere di finanziare le infrastrutture di distribuzione e di bonifica dell’acqua, se inesistenti o insufficienti. 5. La proprietà e la gestione dei servizi legati all’acqua e la sua bonifica devono restare nel settore pubblico e nell’interesse collettivo. 6. I cittadini-utenti devono partecipare, su basi democratiche, alla definizione e alla realizzazione della politica dell’acqua a livello locale e mondiale. 7. La messa in atto di un’assemblea mondiale di cittadini dell’acqua dovrà permettere la creazione di un servizio pubblico mondiale che eserciterà un controllo sulle utilizzazioni delle risorse idriche per evitare conflitti legati all’acqua.
VALENTINA SCIACCA
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Associazione
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