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Giovedì 23 Gennaio 2003

Claudia Cardinale tra i ragazzi di Librino
Pinella Leocata
Una giornata di festa per i ragazzi di Librino, che hanno ricevuto la visita dell'attrice Claudia Cardinale, da giorni a Catania per uno spettacolo teatrale.
L'emozionante incontro dell'attrice con i protagonisti del progetto di Fiumara d'Arte

La Cardinale adotta Librino
"Ragazzi, non abbassate mai le braccia. Cambiare si può e siete voi a doverlo fare"
lezione di vita nel quartiere simbolo delle periferie del mondo che cercano riscatto.
Claudia Cardinale non tifa per i gattopardi. Ama il film che le "ha aperto le porte del cinema internazionale" e che ha intrecciato d'amicizia la sua vita con quella di Visconti, Lancaster, Delon. Ma lei non ha mai confuso cinema e vita e ai ragazzi di Librino dice che "non è vero che tutto rimane come prima. Bisogna cambiare e siete voi che dovete farlo. Mi raccomando, non abbassate mai le braccia". Lei, che è ambasciatrice Unicef nel mondo, ha fiducia nei bambini. Per questo ha accettato l'invito di Antonio Presti e delle scuole del quartiere. Per questo ha voluto essere a Librino, simbolo di tutte le periferie del mondo che lottano per il proprio riscatto.
E ha voluto esserci perché qui, a Librino, dove mancano le cose materiali, la lotta per il rispetto della propria dignità parte dalla cultura, dalla bellezza. Un approccio così inconsueto da fare notizia, da spingere anche la televisione "France 2" a documentare "come si evolve un progetto che può sembrare un'utopia, ma che porterà frutti". Ne è sicura l'inviata Isabelle Staes, e con lei anche il regista e attore Memè Perlini. "Solo la fantasia, le immagini, la bellezza, la creatività dell'arte hanno la forza di alzarci dalla realtà, spesso dura, di ogni giorno", dice ai tanti bambini che gremiscono la scuola Campanella-Sturzo. E in questo concorda con il preside Lino Secchi che, a nome di tutti i docenti degli istituti che partecipano al progetto Fiumara d'Arte, dice di "essere felice d'incontrare una donna che è l'emblema di cultura e che l'incontro avvenga in una scuola, luogo deputato a trasmettere cultura. Che non è trasferimento di aride nozioni, ma ricerca, apertura al mondo, al nuovo, al cambiamento".



E lei, la signora Cardinale, ai ragazzi che la sommergono di domande - domande porte con garbo, come non si usa più - dà una grande lezione di vita. Insegna che, qualunque lavoro si faccia, l'importante è l'impegno, la serietà. Lei, grande attrice nota nel mondo, per ogni lavoro che porta al cinema o in teatro studia con attenzione il copione, si documenta, si concentra, e sul set arriva sempre due ore prima. A chi le domanda dei suoi successi, dice "di essere una privilegiata, di avere avuto la fortuna d'iniziare a fare cinema degli anni Sessanta, in Italia, con i grandi registi. Io non ho fatto nulla, sono loro che mia hanno atta". Una risposta che è un atto di devozione ai maestri, una grande lezione di umiltà come solo le persone che valgono sono capaci di dare. Ai bambini racconta di essere stata timida e silenziosa a scuola, a Tunisi, dove è nata da una famiglia di immigrati siciliani. Chiusa, ma studiosa e sportiva. Dice di non essersi identificata in nessuno dei suoi personaggi. "Ho vissuto tante vite senza perdere mai me stessa. Nessuna delle figure che ho interpretato mi rassomiglia. Io sono diversa". E aggiunge. "Amo la famiglia, non mi sono mai venduta e sono molto forte. Per fare questo mestiere serve". Arriva al punto da negare persino di essere un'attrice. "Sono una persona che vive altre vite, ma che nella vita non recita".
Dopo le parole, è il tempo del ballo. Tredici coppie di ragazzini, emozionati e felici - gli abiti e i tutù cuciti in fretta dalle mamme, le mamme che hanno fatto chilometri a piedi per esserci - alla divina Angelica dedicano il "suo" valzer. E poi ancora le fanno dono di un mazzo di fiori, di un cesto di dolci tipici e di una targa d'argento. "Alla signora Cardinale, che ha sposato con umiltà e affetto la nostra voglia di riscatto e di sentirci belli agli occhi del mondo. I ragazzi di Librino".

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