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| La Stampa |
Mercoledì 19 Novembre 2003
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CULTURA
E SPETTACOLI
SCRITTORI, ARTISTI E POETI COINVOLTI IN UN PROGETTO PER LA RIQUALIFICAZIONE
DEL QUARTIERE LIBRINO
Catania, Ignacio Taibo II racconta il "ghetto"
Fabio
Sindici
IL primo a partire, bagagli e taccuino, sarà Paco Ignacio Taibo
II, dal mare di Gela, il 12 gennaio 2004. Lo scrittore politico di Rivoluzionario
di passaggio, e l'autore poliziesco di A quattro mani, sembra il protagonista
ideale di un viaggio in Sicilia nei nostri giorni. Per lui, è un
ritorno nell'isola, che aveva già visitato negli anni passati.
"La parte d'Europa che assomiglia di più all'America Latina"
dice. Luci abbaglianti e contrasti secchi. Infatti: il percorso del romanziere
messicano non sarà proprio un itinerario turistico. La miniera
di Floristella a Caltanissetta, e i quartieri duri di Gela, insieme ai
mosaici di Piazza Armerina; il polo petrol-chimico dopo i marmi della
Magna Grecia. Ad invitare Taibo in Sicilia è stato Antonio Presti,
appassionato d'arte e animatore culturale. È l'ideatore di "Fiumara
d'arte", sentiero di sculture a cielo aperto sui monti Nebrodi, e
il proprietario di un singolare albergo, Atelier sul mare, a Castel di
Tusa, in cui le stanze sono firmate da grandi artisti contemporanei, da
Plessi a Nagasawa.
L'ultimo progetto di Presti riguarda Librino, quartiere-monstre alla periferia
di Catania. Quasi una città parallela, con i suoi 100 mila abitanti,
con un triste primato di arresti domiciliari. "Voglio fare una prova.
Vedere se l'arte e la letteratura riescono a invertire un processo di
degrado" spiega Presti. L'ultima tappa del Grand Tour siciliano di
Paco Taibo è proprio Librino.
Nel centro di Catania l'imprenditore siciliano ha intanto aperto un museo
di arte contemporanea dedicato a quel "ghetto".
E i casermoni catanesi saranno la meta, mese dopo mese, di un drappello
di scrittori da tutto il mondo, a zonzo per la Sicilia a prendere appunti.
Tutti chiamati da Presti. A ogni scrittore un giro differente. A febbraio
tocca alla israeliana Zeruya Shalev: partenza da Catania, con la festa
di Santa'Agata, un po' di orrori d'abusivismo edilizio, l'Etna, e il rientro
nelle strade di Librino. Daniel Chavàrria comincia a marzo da Agrigento.
Aprile è il mese dell'irlandese Joseph O'Connor, un esperto di
racconti di viaggio; il via da Palermo. Gli altri autori contattati da
Presti sono tra i big della narrativa mondiale Daniel Pennac, Ryszard
Kapuscinski, Tahar Ben Jalloun.
Cosa faranno gli scrittori in viaggio?
"Osserveranno la Sicilia, e, ovviamente, scriveranno un racconto
di viaggio, che pubblicherò in una collana speciale" racconta
Presti.
"Nelle nostre mappe non ci sono tappe turistiche "tout court",
ma non passiamo neppure per i luoghi emblematici della cronaca nera. Troppo
facile. Preferisco posti che fanno pensare. Per esempio, le sorgenti d'acqua
di Agrigento. Si dice sempre che in Sicilia manca l'acqua. Non è
vero. La potenza della mafia inizia con il controllo dell'acqua. E con
la disinformazione. Porterò gli scrittori a vedere dove sgorga
l'acqua in Sicilia".
Librino, luogo simbolo. A piazza Stesicoro, nel cuore di Catania, il museo
dedicato al quartiere del disagio è un altro percorso: attraverso
undici stanze "create" da artisti delle nuove generazioni come
il collettivo Stalker e Marco Samorè.
Foto spoglie di bambini in bianco e nero, installazioni concettuali sotto
la luce di scheletri di lampadari. Presti moltiplica le iniziative. "Voglio
trasformare Librino in un museo a cielo aperto".
Ma gli abitanti del quartiere sono tipi difficili. Come prenderanno
l'invasione degli ultra corpi della cultura?
"Parteciperanno" ribatte Presti.
Insieme ai viaggi degli scrittori, ha pensato un'altra mossa ad effetto
per cambiare la vita nel sobborgo di Catania. Sta acquistando spazi pubblicitari
nelle tv siciliane. Per mandare spot molto particolari. Il primo piano
sarà sugli abitanti del quartiere che racconteranno frammenti biografici
in pochi secondi. Poi, a contrasto, toccherà a un poeta che reciterà
una micro-poesia. Insomma, parole per incrinare la diffidenza e l'indifferenza.
Ma anche immagini. Il progetto finale del museo a cielo aperto è
un sogno leggero. Presti vuole chiedere a grandi fotografi come Emilio
Salgado e a cineasti come Pedro Almodovar di riprendere i volti del popolo
di Librino.
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