Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
2003-2004
2002
Un chilometro
di tela per Librino
2001


1ª Edizione
Casa degli Artisti

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La Stampa
Mercoledì 19 Novembre 2003

CULTURA E SPETTACOLI
SCRITTORI, ARTISTI E POETI COINVOLTI IN UN PROGETTO PER LA RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE LIBRINO
Catania, Ignacio Taibo II racconta il "ghetto"
Fabio Sindici

IL primo a partire, bagagli e taccuino, sarà Paco Ignacio Taibo II, dal mare di Gela, il 12 gennaio 2004. Lo scrittore politico di Rivoluzionario di passaggio, e l'autore poliziesco di A quattro mani, sembra il protagonista ideale di un viaggio in Sicilia nei nostri giorni. Per lui, è un ritorno nell'isola, che aveva già visitato negli anni passati. "La parte d'Europa che assomiglia di più all'America Latina" dice. Luci abbaglianti e contrasti secchi. Infatti: il percorso del romanziere messicano non sarà proprio un itinerario turistico. La miniera di Floristella a Caltanissetta, e i quartieri duri di Gela, insieme ai mosaici di Piazza Armerina; il polo petrol-chimico dopo i marmi della Magna Grecia. Ad invitare Taibo in Sicilia è stato Antonio Presti, appassionato d'arte e animatore culturale. È l'ideatore di "Fiumara d'arte", sentiero di sculture a cielo aperto sui monti Nebrodi, e il proprietario di un singolare albergo, Atelier sul mare, a Castel di Tusa, in cui le stanze sono firmate da grandi artisti contemporanei, da Plessi a Nagasawa.
L'ultimo progetto di Presti riguarda Librino, quartiere-monstre alla periferia di Catania. Quasi una città parallela, con i suoi 100 mila abitanti, con un triste primato di arresti domiciliari. "Voglio fare una prova. Vedere se l'arte e la letteratura riescono a invertire un processo di degrado" spiega Presti. L'ultima tappa del Grand Tour siciliano di Paco Taibo è proprio Librino.
Nel centro di Catania l'imprenditore siciliano ha intanto aperto un museo di arte contemporanea dedicato a quel "ghetto".
E i casermoni catanesi saranno la meta, mese dopo mese, di un drappello di scrittori da tutto il mondo, a zonzo per la Sicilia a prendere appunti. Tutti chiamati da Presti. A ogni scrittore un giro differente. A febbraio tocca alla israeliana Zeruya Shalev: partenza da Catania, con la festa di Santa'Agata, un po' di orrori d'abusivismo edilizio, l'Etna, e il rientro nelle strade di Librino. Daniel Chavàrria comincia a marzo da Agrigento. Aprile è il mese dell'irlandese Joseph O'Connor, un esperto di racconti di viaggio; il via da Palermo. Gli altri autori contattati da Presti sono tra i big della narrativa mondiale Daniel Pennac, Ryszard Kapuscinski, Tahar Ben Jalloun.

Cosa faranno gli scrittori in viaggio?
"Osserveranno la Sicilia, e, ovviamente, scriveranno un racconto di viaggio, che pubblicherò in una collana speciale" racconta Presti.
"Nelle nostre mappe non ci sono tappe turistiche "tout court", ma non passiamo neppure per i luoghi emblematici della cronaca nera. Troppo facile. Preferisco posti che fanno pensare. Per esempio, le sorgenti d'acqua di Agrigento. Si dice sempre che in Sicilia manca l'acqua. Non è vero. La potenza della mafia inizia con il controllo dell'acqua. E con la disinformazione. Porterò gli scrittori a vedere dove sgorga l'acqua in Sicilia".
Librino, luogo simbolo. A piazza Stesicoro, nel cuore di Catania, il museo dedicato al quartiere del disagio è un altro percorso: attraverso undici stanze "create" da artisti delle nuove generazioni come il collettivo Stalker e Marco Samorè.
Foto spoglie di bambini in bianco e nero, installazioni concettuali sotto la luce di scheletri di lampadari. Presti moltiplica le iniziative. "Voglio trasformare Librino in un museo a cielo aperto".

Ma gli abitanti del quartiere sono tipi difficili. Come prenderanno l'invasione degli ultra corpi della cultura?
"Parteciperanno" ribatte Presti.
Insieme ai viaggi degli scrittori, ha pensato un'altra mossa ad effetto per cambiare la vita nel sobborgo di Catania. Sta acquistando spazi pubblicitari nelle tv siciliane. Per mandare spot molto particolari. Il primo piano sarà sugli abitanti del quartiere che racconteranno frammenti biografici in pochi secondi. Poi, a contrasto, toccherà a un poeta che reciterà una micro-poesia. Insomma, parole per incrinare la diffidenza e l'indifferenza. Ma anche immagini. Il progetto finale del museo a cielo aperto è un sogno leggero. Presti vuole chiedere a grandi fotografi come Emilio Salgado e a cineasti come Pedro Almodovar di riprendere i volti del popolo di Librino.


Rassegna Stampa 2003/02
Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
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Associazione Fiumara d'Arte
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Albergo-museo "Atelier sul mare"
Via Cesare Battisti 4, Castel di Tusa, 98070 (Me) - tel. 0921 334 295
fax 0921 334 283
e-mail: ateliersulmare@interfree.it
website:
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