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È STATO CHIUSO, PER ABBANDONO, UN PARCO DI SCULTURE ALL’APERTO.
RIAPRITE LA FIUMARA D’ARTE. Le opere di uno dei più singolari musei siciliani, collocate nel letto di un fiume, cadono a pezzi. Il suo creatore, per protesta, le ha coperte con un telone. In attesa di un giusto intervento dello Stato di Vittorio Sgarbi
Un signore siciliano di nome Antonio Presti, un imprenditore che si occupava di cemento prima di passare all’ospitalità ma che è anche un sincero appassionato d’arte moderna, vuole dedicare un ricordo alla memoria del padre Angelo. Pensa di promuovere la creazione di opere d’arte monumentali in contatto diretto con la natura e sceglie una zona del Messinese fra i monti Nebrodi e il mare, racchiusa fra la Fiumara di Tusa e quella di Santo Stefano. Il progetto, Fiumara d’Arte, inizia nel 1983. Comincia Pietro Consagra con uno dei suoi <<monogrammi>> in cemento armato, ma l’opera più nota è un capolavoro postumo di Tano Festa (1990), un monumento funebre al fratello Francesco Lo Savio: una cornice di 20 metri con un cielo dipinto, attraversata da una trave.
Presti è uomo generoso, ha un’idea mitica dell’arte, crede nella sua capacità di riscattare gli uomini, la vita, la cattiva reputazione, la miseria, il territorio, la memoria. Ha in mente quello che aveva fatto prima di lui Ludovico Corrao, sindaco di Ghibellina, che con gli stessi propositi aveva fatto ricostruire il paese dopo il sisma del 1968. Presti non si scompone neanche quando deve affrontare continue, pesantissime denunce per abusivismo da parte degli enti pubblici. Accuse paradossali, nella regione vittima dell’abusivismo più sfrenato e degli scempi di mafia, alle quali il mecenate reagisce intelligentemente con spirito guerriero. Il museo all’aperto avanza, per la verità fra alti e bassi, con opere rimarchevoli, pure di artisti ancora poco noti, e altre che non sembrano all’altezza. Fiumara d’Arte è sempre più apprezzata anche nel mondo ed è poi riconosciuta dalla Regione Sicilia come patrimonio di valore artistico che va salvaguardato anche materialmente (info: www.librino.org). Presti azzarda un’altra scommessa: trasformare la zona depressa dove è sorta Fiumara d’Arte, in luogo d’attrazione turistica per esteti. Nasce così un albergo a Castel di Tusa, l’Atelier sul Mare, dove ogni spazio è diverso ed è progettato da un artista. Oggi Fiumara d’Arte chiude, la <<finestra>> di Festa viene polemicamente coperta da un telone perché gli enti pubblici siciliani, sordi alle tante proteste non ne garantiscono la conservazione.
La storia delle <<cattedrali nel deserto>> di Gibellina sembra ripetersi: troppa fiducia nei miracoli dell’arte ha fatto dimenticare il rapporto diretto con una realtà locale che deve aver interpretato certe iniziative, anche con qualche ragione, come voli pindarici. L’entusiasmo di Presti, la sua forte volontà di lasciare un segno, sono stati i più grandi pregi ma anche i difetti del progetto. Se sarà rilanciato, come è doveroso che sia per ogni manifestazione di creatività capace di affermarsi in modo così radicale, bisognerà prenderlo in considerazione.
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Associazione
Fiumara d'ArteCasa d'Arte Stesicorea Piazza Stesicoro 15 - 95100 Catania tel./fax 095 7151743 e-mail: info@librino.org |
Via Cesare Battisti 4, Castel di Tusa, 98070 (Me) - tel. 0921 334 295 fax 0921 334 283 e-mail: ateliersulmare@interfree.it website: www.ateliersulmare.it |
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