Progetto generale Fiumara d'Arte
2004-2005
Realizzazione
del Museo fotografico all'aperto di Librino
2003-2004
2002
Un chilometro
di tela per Librino
2001


1ª Edizione
Casa degli Artisti

2ª Ed. Casa dei Poeti
3ª Ed. EXTRAordinario

Piano di zona
I quartieri
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Per Salvare Palermo

Settembre-Dicembre 2005

Una poesia per l’Oreto. La parola della devozione alla bellezza

 

Un uomo può esser poeta,

in prosa come in versi,

o semplicemente parlando con la gente.

Ridurre la poesia alla sua espressione in versi,

è come ridurre la religione

a qualcosa che accade la domenica.

Patrick Kavanagh

 

E’ passato un anno da quando Antonio Presti, già impegnato da tempo sul fronte di Catania con il progetto per il quartiere periferico di Librino e nella zona di Tusa con la lotta per il riconoscimento delle opere della Fiumara d’Arte, ha deciso di impegnarsi pubblicamente anche a Palermo per il fiume Oreto. Viene da domandarsi quale sia la ragione che spinge questo moderno mecenate ad intraprendere continuamente nuove coraggiose battaglie, che indubbiamente gli costano sacrifici. Lavorando al suo fianco gli ho sentito dire più di una volta che “il valore della semina è la semina stessa e non il raccolto”.

Il concetto di arte propugnato da Presti è molto differente da quello a cui siamo per lo più abituati a pensare: non un’autocelebrazione per pochi, ma il valore dell’impegno, un concetto di Bellezza che può essere compreso e condiviso anche da chi non si sia mai confrontato con un manuale d’arte. La cultura di cui parla Presti è politica. A Tusa, pur avendone la possibilità, Presti non ha costruito sui suoi terreni privati, bensì su terreno demaniale: ha rinunciato alla proprietà delle sculture per donarle al pubblico. Lo Stato, diventando legittimo proprietario delle opere, dovrebbe così garantirne la manutenzione, la fruizione pubblica, la custodia, la valorizzazione. La Fiumara d’Arte, il più grande museo all’aperto d’arte contemporanea d’Europa, rappresenta un presidio dell’impegno civile ed estetico.

A Librino l’idea è stata quella di abbattere il limite dell’essere periferia e ridare al quartiere una sua centralità all’interno della polis catanese. Centro e periferia non sono legate allo spazio ma piuttosto a condizioni culturali diverse. La mancanza di una crescita culturale parallela genera la lontananza della periferia dalla città. Perciò, anche in questo caso, l’arte è politica: il quartiere di Librino, noto come luogo di disagio e di subalternità, scegliendo la bellezza come diritto fondamentale ed inalienabile, diviene il nuovo Centro di promozione sociale e spirituale nel segno dell’arte e del pensiero; e indica così una via di riscatto possibile a tutte le periferie del mondo.

Anche il progetto io sono il fiume Oreto dell’umanità rappresenta un impegno morale, culturale ed educativo: il fiume è una scelta simbolica, un luogo dimenticato da cui ricominciare per fare riaccendere la voglia di riscatto, un fiume che scegliendo il valore della Bellezza rinasce a nuova vita. il progetto ha preso avvio nell’aprile del 2004 con la conferenza stampa tenutasi sulla foce del fiume in occasione del tour “Il valore dell’impegno - Jonathan Coe per Palermo”, inserito nel più ampio progetto culturale “Grand Tour di Sicilia… in viaggio verso Librino”. Già allora la Fondazione Salvare Palermo era presente.

Ora Antonio Presti, in collaborazione con il Giornale di Sicilia, è intenzionato a dare corpo ad un progetto di ampio respiro, un’iniziativa privata che porti alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica, al riappropriamento del fiume da parte della cittadinanza e alla realizzazione di un museo a cielo aperto lungo il fiume, che divenga il simbolo duraturo di una rinnovata coscienza collettiva.

Il primo anno di impegno per il fiume ha portato al coinvolgimento di oltre 80 scuole dei comuni di Palermo, Altofonte e Monreale, che hanno dato avvio alla partecipazione studiando il fiume secondo diverse prospettive (storica, ambientalistica, scientifica, etc). La Facoltà di Architettura di Palermo ha offerto la propria preziosa collaborazione istituendo un’apposita commissione preposta all’attuazione del progetto, per la ricerca di aree idonee e studi di fattibilità, e approfondendo l’argomento nell’ambito dei 24 laboratori di sperimentazione didattica effettuati durante l’anno accademico 2004-2005. I Comuni di Monreale e Altofonte hanno già siglato il protocollo di collaborazione per il progetto, offrendo il supporto tecnico-logistico per le attività di studio di fattibilità degli interventi. Hanno inoltre aderito al progetto la Biblioteca Comunale di Palermo, l’Accademia di Belle Arti di Palermo e l’Accademia delle Arti e del Restauro Abadir.

Cito per ultima, ma non certo per ordine d’importanza, la Fondazione Salvare Palermo, che ha aderito da subito all’iniziativa, adoperandosi in primo luogo per la promozione del progetto negli ambienti privati ed istituzionali della città. Ringrazio pertanto la redazione della rivista, che ha deciso di ospitare uno spazio dedicato al progetto del fiume Oreto e che ora mi offre l’opportunità di presentare in anteprima l’attività in programma per i prossimi mesi: nell’ambito del progetto Io sono il fiume Oreto dell’umanità, l’Associazione Fiumara d’Arte organizzerà “Una poesia per l’Oreto la parola della devozione alla bellezza”. Il legame tra cultura e impegno sarà rafforzato nel corso del secondo anno grazie ad una serie di incontri con i più grandi poeti viventi.

L’iniziativa mira a sensibilizzare l’opinione pubblica intervenendo in molteplici ambienti della città e coinvolgendo diversi target: dalla scuola ai luoghi di intrattenimento culturale, dalle librerie ai salotti palermitani, etc.

Alcuni dei migliori nomi della poesia contemporanea nazionale ed internazionale si altereranno a Palermo nel corso dell’anno per incontrare gli studenti e la città: la rinascita del fiume attraverso la parola della devozione alla Bellezza. La parola capace di donare nuova bellezza sarà la parola poetica, perché i poeti possono offrire una parola non inquinata, e in un certo senso sono autorizzati a parlare, un po’ più di altri, proprio perché sono fuori dal circuito ormai folle del mercato. In passato la parola e il comunicare erano sinonimo di aggregazione, si stava insieme per parlare e comunicare, ora non è più così.

Questa iniziativa mette la centralità sull’uomo perché ridà alla comunicazione un ruolo puro e innocente. Portare la poesia nella quotidianità rappresenta un tentativo di restituire autenticità e specificità al linguaggio: i poeti saranno i testimoni e i portatori di devozione alla Bellezza e quindi di poesia. I poeti faranno visita a tutte le scuole che partecipano al progetto e all’Università per offrire ai ragazzi nuove chiavi di lettura e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore del progetto.

Gli studenti universitari saranno coinvolti grazie alla Facoltà di Architettura, che aprirà l’aula magna per ospitare tutti gli studenti che vorranno partecipare ai reading con gli autori di fama internazionale.

Anche gli studenti delle scuole saranno preparati all’incontro con i poeti: il progetto didattico previsto per il prossimo anno nelle scuole elementari, medie e superiori prevede quale parte teorica l’approfondimento del concetto di “bellezza” e lo studio delle opere degli autori che avranno l’opportunità di conoscere di persona; il contributo pratico-applicativo del progetto consisterà invece nella preparazione da parte di tutti gli studenti di fiori di carta, i cui petali altro non saranno che veicolo per la poesia; petali di bellezza che verranno distribuiti ogni mese in città, girando di mano in mano per portare la poesia - quella dei ragazzi insieme a quella dei grandi poeti - unite in un simbolo di bellezza quale è il fiore.

La presenza degli artisti nelle scuole riveste un’importanza fondamentale per la realizzazione del progetto, perché la partecipazione delle fasce giovanili all’iniziativa rappresenta una delle affermazioni più valide di quell’educazione alla bellezza che costituisce il cardine della nostra azione. Oltre alla presenza nella scuole, i poeti abbracceranno la città: verranno organizzati incontri nelle librerie, nei caffè letterari, nei teatri, nelle aule delle Facoltà, etc. saranno contattate alcune famiglie (una per ogni sera in cui i poeti si alterneranno a Palermo), di diversa estrazione sociale e residenti in varie località. I poeti saranno così ospiti speciali anche nelle case della città, dove avranno modo di trascorrere e far trascorrere una serata speciale. Ogni famiglia potrà allargare l’invito a parenti e amici: in questo modo si formerà un “pubblico”, quello stesso che una volta si riuniva nel cortile, magari per ascoltare i racconti di un cantastorie. [*]

 

Sono qui per stupirmi... Con lo stupore si inizia ed anche con lo stupore si termina, e tuttavia non è un cammino vano. Se ammiro un muschio, un cristallo, un fiore oppure un cielo nuvoloso, un mare con il pacato respiro da gigante... ogni volta che riesco a vivere in sintonia con un frammento di natura grazie all’occhio e ad un altro senso, ogni volta che sono ad esso attirato ed incantato, aprendomi per un attimo, allora dimentico - in quello stesso istante - tutto l’avido cieco mondo delle umane ristrettezze.

Da uno scritto di Antonio Presti

 

 

 

Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
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