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Il Sole 24 Ore

Mercoledì 28 Dicembre 2005

DECISIONE DELL’ARS PER SALVAGUARDARE IL PARCO DI SCULTURE NEL MESSINESE.

 

Fiumara diventa un percorso culturale di Nino Amadore.

 

            MESSINA. Il parco di sculture di Fiumara d’arte nella zona di Castel di Tusa in provincia di Messina è un patrimonio da salvare e valorizzare. Ed è un patrimonio che non appartiene più ad Antonio Presti, l’estroverso mecenate che ha trasformato Castel di Tusa in un centro culturale di fama internazionale grazie anche alla creazione dell’Atelier sul Mare, l’albergo con le stanze pensate e create dai grandi artisti (da Adele Cambria a Pietro Dorazio, a Dario Bellezza, solo per citarne alcuni). È il messaggio che traspare dalla norma della manovra di assestamento di bilancio approvata dall’Assemblea regionale siciliana con la quale viene riconosciuto a Fiumara d’arte il valore di percorso culturale e vengono stanziati 70mila euro a valere sul Bilancio 2005 destinati al recupero delle opere distribuite nel territorio di sette Comuni del messinese al confine con la provincia di Palermo.

 

Assegnato un contributo annuo di 70mila euro.

 

            Un contributo, che poi sarà erogato annualmente a partire dal 2006, che va per il 60& ai Comuni su cui territori sono state create le opere e per il 40% all’associazione Fiumara d’Arte presieduta da Antonio Presti.

            A distanza di quasi vent’anni dalla prima pietra le opere di Fiumara d’Arte hanno oggi bisogno di manutenzione. Si tratta di otto sculture monumentali, realizzate da Tano Festa, Pietro Consagra, Antonio di Palma, Piero Dorazio e Graziano Marini, Italo Lanfredini, Hidetoshi Nagasawa, Paolo Schiavocampo e, per quanto riguarda il Muro di ceramica, da quaranta artisti di diversi paesi. <<Fiumara d’Arte è nata dal desiderio di fare un omaggio alla Sicilia – spiega Antonio Presti -, e in particolare a quella Sicilia contemporanea che usa la bellezza per rappresentare il proprio impegno civile>>.

            Partendo da questo principio Presti ha voluto realizzare, a proprie spese, le opere su terreni demaniali, <<affinché la proprietà delle opere rimanesse comunque allo Stato ed alla collettività. Lo Stato, diventando legittimo proprietario delle opere, avrebbe così dovuto garantirne la manutenzione, la fruizione pubblica, la custodia e la valorizzazione>>. Un lavoro che ad aprile ha avuto anche l’apprezzamento del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi cui Presti aveva rivolto un appello per salvare le opere della Fiumara.

 

            Ma i rappresentanti dello Stato, fino a quindici giorni fa, non solo hanno rinunciato alla custodia e alla valorizzazione, ma hanno anche accusato e processato Antonio Presti per abusivismo edilizio e violazione della legge Galassi. La norma varata dall’Ars arriva a 16 anni dal primo atto giudiziario contro Antonio Presti: una vicenda giudiziaria cominciata il 26 giugno 1989, in coincidenza con l’inaugurazione della scultura “La Stanza della barca d’oro” di Nagasawa e della “Finestra sul Mare” di Festa, e chiusa il 23 febbraio del 1994, con l’annullamento da parte della Corte di Cassazione dell’ordine di demolizione della “Finestra sul Mare”, e l’annullamento dei provvedimenti della Corte di Appello di Messina.

 

 

 

 Rassegna Stampa

                                                                     

 

                                   


 

Antonio Presti

la biografia

Tesi di laurea e studi
sulla Fiumara d'Arte
Storia della Fiumara
I portatori d'acqua
Nagasawa
La barca dell'invisibile
Consagra
La materia poteva non esserci
 L'appello
al Presidente
della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
 

 

     

Credits:
antoniobonanno.too.it

antoniobonanno
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