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| Tribù astratte |
1 Dicembre 2002
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"Librino?
Non chiamatelo periferia"
Progettato dal giapponese Kenzo Tange è da sempre considerato un
quartiere dormitorio, ma l'Associazione Fiumara d'Arte di Antonio Presti
ha deciso di restituire al luogo il valore della bellezza. Eccoci dunque
ad un'altra tappa del progetto "TerzOcchio Meridiani di Luce"
con Stesicorea, la Casa Museo creata da artisti e abitanti che sarà
inaugurata il 19 dicembre a Catania.
Abitare
una casa e viverla come oggetto separato da se stessi. Abitare un quartiere
e non sapere perché lo si vive in quel determinato modo. Giusto
o sbagliato che sia la civiltà del progresso ha assuefatto gli
esseri umani ad un rapporto strumentale con le cose.
Accade poi di scoprire che ciò che serve davvero alla quotidianità
della vita è poco, così poco da perderlo subito di vista
e affannarsi a rincorrere il verde, l'aria pura, lo spazio pensando che
non sia riproducibile a pochi passi, che tutto debba albergare altrove,
in luoghi destinati sempre più a poche persone che pagheranno salata
questa parentesi di salute prima di tornare nella città ciminiera.
A volte accade invece che la città voglia ingannare, che con i
nuovi quartieri residenziali voglia offrire la modernità travestita
da solitudine, pensando che il cemento armato di figure svettanti verso
il cielo possa sostituire il cortile di casa con le palme e generazioni
di bambini senza playstation, ma con la bicicletta...
Ma
lo sapete voi che esiste un paese, anzi un quartiere che ha deciso di
dire no a tutto questo? È un quartiere periferia di Catania, si
chiama Librino e ha 90.000 abitanti. Un esercito di persone che al mattino
si reca al lavoro, accompagna i figli in una delle sei scuole della zona
e fa ritorno al proprio alveare- dormitorio soltanto la sera. Come invertire
la rotta se i palazzi e gli snodi disegnati da Kenzo Tange non sembrano
predisposti per altra cosa? Semplice, con la bellezza. All'autore di questa
risposta hanno già detto tante volte "Sì, ma con la
bellezza non si mangia" e lui, che non è esattamente di questo
parere, preferisce impegnare il tempo, il denaro e l'entusiasmo per fare
scoprire alle persone che l'amore per la bellezza è il primo passo
per la costruzione di un uomo nuovo, che conosce il rispetto di sé
e degli altri e che dall'amore non imparerà mai violenza. Il "lui"
in questione è Antonio Presti, il progetto complessivo si chiama
invece "Terzocchio - Meridiani di Luce" ed è dedicato
interamente al quartiere di Librino.
"Per favore non chiamatela più periferia - spiega Presti -
Librino è parte integrante della città e con essa vuole
dialogare. E non soltanto con i cittadini catanesi, ma anche con tutte
quelle realtà che vivono in Italia da tempo, le comunità
di altri paesi che abitano la città, ma che spesso ne vengono escluse
come fossero un prodotto d'importazione. La nostra società adopera
con leggerezza il termine extracomunitario, allo scopo di escludere più
che d'inglobare, senza tenere conto del patrimonio culturale che può
invece trarre dal confronto". La traduzione esatta di tale concetto
si può vedere nella Casa-Museo di Piazza Stesicoro a Catania che
fa parte del nuovo progetto "Extraordinario - il Valore dell'Essere"
dedicato a Librino. È un palazzo dalla struttura antica situato
nel cuore della città: i balconi che danno sulla piazza non passano
certo inosservati neppure al più distratto dei cittadini. Come
non leggere infatti, declinata in tutte le lingue, la frase "Librino
è bello"? Ecco allora di seguito Librino es bonito, Librino
is beautiful, Librino ist shon, Librino c'est beau. L'installazione si
deve a Loredana Longo e Daniele Pario Perra, ed è la prima tappa
verso quello che potrebbe essere definita come la scoperta del proprio
diritto al bello. In un'epoca che svuota le coscienze è lecito
ripartire da un concetto semplice e di così antica memoria, il
kalos kai agatos che ha impregnato la Sicilia di trenta secoli fa, ma
che forse con tutta la siccità che c'è stata nell'ultimo
periodo deve essersi disperso in qualche falda che il governo si guarda
bene dal far riaffiorare (sanatoria docet).

Tornando a "Stesicorea", questo infatti è il nome dato
alla Casa-Museo, le stanze che lo compongono ancora per poco manterranno
il loro aspetto consueto perché il 19 dicembre prossimo il pubblico
potrà ammirare la personalizzazione che ciascuna comunità
di Catania produrrà in collaborazione con artisti chiamati apposta
dall'Associazione Fiumara d'Arte della quale Presti è presidente.
Alla base di questa operazione vi è infatti un meccanismo molto
semplice: ogni gruppo esprime un valore che riveste per la comunità
stessa un significato importante e lavora insieme all'artista prescelto
per la trasposizione di tale idea all'interno del luogo. Per fare un esempio,
azzurro e verde sono i colori dominanti nella stanza dedicata all'Africa
Nera che ha scelto come valore di riferimento la famiglia e reinventa
per l'appunto un ambiente fondamentale come la cucina illuminando pareti
e soffitto con una tinta che ricorda l'immensità dei cieli africani
e mescolandola al verde acceso delle praterie. Altre corde tocca, invece,
il percorso dei Paesi del Maghreb che scelgono la spiritualità.
Bianco e Valente, gli artisti abbinati al gruppo del Nord Africa, optano
per un materasso realizzato interamente con nastri, ma la particolarità
di questi frammenti sta nel fatto che ciascuno di essi contiene un pensiero
scritto dalle persone della comunità. Aggregazione per una finalità
di bellezza è dunque il leit motiv dell'iniziativa che è
particolarmente attenta al rapporto con le scuole. Sei istituti di Librino
infatti aderiscono al progetto proponendo un proprio valore di riferimento
ed un fotografo, Massimo Siragusa, è incaricato di documentare
il lavoro di ricerca svolto dagli studenti in vista di una stanza allestita
con sei gigantografie, una per ciascuna scuola, che sarà presentata
sempre nella giornata del 19. "Ci vuole molta costanza - sottolinea
Presti - nel portare avanti un progetto del genere perché la diffidenza
nasce dall'abitudine di queste persone ad essere considerate tutto meno
che parte attiva della comunità catanese. Al contempo cresce l'entusiasmo
per un luogo che diventa sempre più spazio di incontro, mescolanza
di culture, con filippini, indiani, nordeuropei, africani, cinesi che
si conoscono, proprio come accade per adesso il venerdì, due spaghetti,
un po' di vino e via... si sta tutti insieme".

Cosa accadrà invece ai palazzoni di Librino a partire dal 2003?
Le pareti di cemento entreranno nel web, ma non così come appaiono
adesso, spoglie e disadorne: si trasformeranno invece in un Museo all'aperto,
uno Spazio espositivo multimediale su quale il navigatore potrà
agire scegliendo l'opera d'arte da proiettare in tempo reale su queste
pareti oppure creandola egli stesso con il proprio mouse. A comporre questa
galleria virtuale saranno chiamati videomaker, fotografi, pittori, poeti,
scultori e registi che innanzitutto stabiliranno un contatto umano con
le persone individuate dall'Associazione. Saranno artisti-testimoni insomma,
che legheranno a doppio filo l'opera al luogo e che contribuiranno anche
alla preparazione di diverse gigantografie da montare ai lati dei palazzi.
Per questo Museo permanente in particolare, si è pensato di coinvolgere
ancora di più gli abitanti. Quali occhi, quali volti più
dei loro possono tradurre l'anima del quartiere? "Io amo Librino.
È questo - aggiunge Presti - che ogni persona penserà vedendo
la fotografia di un vicino o la propria occupare l'intera parete di un
palazzo. Già a partire da dicembre le stesse installazioni di Stesicorea
saranno modificate con quest'altra frase per l'appunto, espressa in tutte
le lingue. Ma sono convinto che ciascun abitante di Librino che, a conclusione
del progetto, avrà il compito di custodire, mantenere e conservare
tutto il materiale artistico realizzato, non potrà che sentirsi
parte integrante dell'opera. Amerà se stesso, il suo quartiere,
la sua gente e dalla bellezza di un luogo che rinasce coltiverà
la bellezza del cuore come via di riscatto civile".
Temi, valori e comunità
Il treno dei poeti, Poeti a Librino. Un chilometro di tela. La scultura
di Arnaldo Pomodoro sono i nomi delle precedenti manifestazioni organizzate
da Fiumara d'Arte per Librino.
America
Latina, Africa Nera, Europa dell'Est, Cina, Asia Meridionale, Filippine,
Turchia, Maghreb e Nord Europa sono le comunità coinvolte per la
Casa-Museo.
Madre-madreTerra,
famiglia, libertà-solidarietà, relazione maestro-discepolo,
cultura delle tradizioni e della solidarietà, rispetto delle differenze,
l'origine della civiltà, spiritualità e vitalità
della luce sono i valori rispettivamente scelti.
Vita,
legalità-donazione degli organi, amicizia, gioco, ambiente e dignità
personale sono invece i valori scelti dai bambini di Librino per l'allestimento
della loro stanza.
L'organizzazione
del progetto è a cura dell'"Associazione Fiumara d'Arte -
devozione alla bellezza" con la direzione artistica di Teresa Macrì
e Paola Nicita. Coordinamento Ugo Giuliani, materiale fotografico Giulio
Azzarello e produzione esecutiva di Gianfranco Molino.
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