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Castel
di Tusa 22 giugno 2000
Illustre Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi,
circa
quindici anni fa, alla morte di mio padre, imprenditore siciliano,
io, Antonio Presti, iniziai a costruire un museo all'aperto nella
valle dei Nebrodi, museo che si compone di sette megasculture di
Maestri dell'arte contemporanea.
Stante
che esse poggiano sul terreno demaniale, le donai allo Stato.
Dopo
tanti anni lo Stato, nelle strutture periferiche, ha mostrato di
tenere in nessun conto il gruppo di sculture che in virtù della
loro bellezza valorizzano un tessuto ambientale, sociale e politico
molto trascurato dalle istituzioni.
Oggi
le sculture, ancora vive nella loro imponenza, languono dimenticate
e rovinate dall'usura del tempo, mentre avrebbero bisogno di un
vigoroso restauro.
Stanco
di sottoporre il problema ai rappresentanti di una classe politica
svogliata ed indifferente, il giorno 16 giugno del 2000 (senza la
loro presenza) ho sigillato l'opera del maestro giapponese Nagasawa
"La Stanza di barca d'oro", secondo il progetto concepito
dall'artista. Si chiude così il primo ciclo di "Fiumara d'arte".
Per
dare forza a questa operazione ho stilato un testamento morale controfirmato
da critici d'arte, intellettuali, giornalisti di grande prestigio
nazionale ed internazionale presenti all'evento e legittimato da
un notaio.
Lo
affido a lei.
Ed
eccomi all'appello. Io, Antonio presti, chiedo a Lei Presidente
di accettare simbolicamente la proprietà del museo "Fiumara
d'Arte" e di porre in essere gli opportuni meccanismi che servano
a tutelare questo patrimonio, affinché vinca la bellezza dell'arte
come atto di devozione all'universo.
Certo
di una Sua cortese risposta, Le auguro ogni bene.
Antonio
presti
In
allegato:
Storia
di "Fiumara d' Arte" e sue vicissitudini
Testamento
morale stilato il 16 giugno 2000
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