|
I 25 ANNI DI FIUMARA D’ARTE
1982 / 2007
Fondazione
Antonio Presti “Fiumara d’Arte”
FIUMARA D’ARTE - SEGNI NEL
PAESAGGIO
VALORIZZAZIONE
CONSERVAZIONE PROGETTAZIONE
Atelier sul mare -
Museo Albergo d’Arte Contemporanea
25-26-27
maggio 2007
Storia di
Fiumara d’arte
La storia di Antonio Presti e della sua intuizione
comincia nel 1982 quando, alla scomparsa del padre, fa costruire una
gigantesca scultura in cemento armato, opera di Pietro Consagra,
la prima di una serie di otto sculture poste lungo il greto del
fiume che sfocia nel mare di Castel di Tusa. Le sculture sono
imponenti, evocative tanto quanto i luoghi dove vengono sistemate.
L’opera di Paolo Schiavocampo, Una curva gettata alle
spalle del tempo,
viene
realizzata nel 1988, quella di Tano
Festa ribattezzata
Finestra sul mare si inaugura il 24 giugno del 1989 insieme
alla Stanza di barca d’oro di Hidetoshi
Nagasawa sul torrente Romei, a Energia mediterranea
di Antonio Di Palma e a Labirinto di Arianna
di Italo Lanfredini. A quella data risulta completata anche
Arethusa, la decorazione in ceramica della caserma dei
carabinieri di Castel di Lucio, di Piero Dorazio e
Graziano Marini, e nel 1990 il Muro della
ceramica di 40 artisti nazionali e internazionali.
Presti non costruisce sui suoi terreni, bensì su
terreno demaniale. La scelta è voluta. Egli intende rinunciare alla
proprietà delle sculture per donarle al pubblico. Lo Stato,
diventando legittimo proprietario delle opere, ne avrebbe garantito
la manutenzione, la fruizione pubblica, la custodia, la
valorizzazione.
Il battesimo del progetto complessivo della Fiumara
d’Arte coincide però paradossalmente con il suo arresto. Contro le
opere della Fiumara vengono avviati cinque procedimenti giudiziari e
ha inizio l’intricata vicenda processuale che ne blocca di fatto il
completamento, che prevedeva anche la realizzazione di opere di
grandi artisti come lo spagnolo Edoardo Chillida, Fausto Melotti
e Arnaldo Pomodoro. Intanto Presti inaugura nel 1991
l’Atelier sul mare, un albergo che si affaccia sul mare di
Castel di Tusa, affidando ad importanti artisti e figure del mondo
della cultura quali Mario Ceroli, Luigi Mainolfi, Mauro Staccioli,
Fabrizio Plessi, Raoul Ruiz, Pietro Dorazio, Graziano Marini,
Michele Canzoneri, Maurizio Mochetti, Paolo Icaro, Dario Bellezza,
Hidetochi Nagasawa, Renato Curcio, Agostino Ferrari, Danielle
Mitterand, Cristina Bertelli, Agnese Purgatorio, Maria Lai, la
realizzazione di alcune camere che divengono vere e proprie sculture
abitabili.
Con una visione “alta ed altra”, Presti chiede agli
artisti di stravolgere la funzione di una normale stanza d’albergo
per consegnarla ad un’altra appartenenza, quella del sogno
dell’arte.
La camera stessa e chi la vive diventano opera d’arte, che suscita
emozioni e induce alla riflessione, al “viaggio dello spirito”. Uno
spazio mentale che l’ospite/spettatore abitandolo completerà,
divenendo parte integrante e fondamentale dell’opera. L’Atelier sul
mare diventa presto un singolare albergo museo di arte
contemporanea, luogo di partenza per le escursioni nella Fiumara,
residenza di giovani artisti stranieri, spazio espositivo per
artisti siciliani.
Sempre nel 1991, l’infaticabile Presti organizza in
uno dei paesi della Fiumara, Pettineo, la singolare manifestazione
Un chilometro di tela, un’estemporanea di pittura su una tela
che attraversa le strade del paese per poi essere tagliata a pezzi e
donata agli abitanti le cui case diventano “Museo domestico”.
Il restauro
della Fiumara d’Arte. Premessa
Parlare di
restauro è senza dubbio parlare di un rispetto che è mancato, di una
tutela che non si è esercitata, di eventi e di negligenze che hanno
interferito sulla vita di un’opera d’arte, mezzo e fine, senso e
oggetto, dell’anelito alla bellezza. Questa è la storia di gran
parte del patrimonio culturale italiano, di quello archeologico, di
quello moderno e di quello contemporaneo, e questa è anche la storia
di Fiumara d’arte, parco di sculture nato dall’impegno di un
mecenate guidato dalla convinzione che l’espressione artistica
contemporanea debba vivere nel respiro di chi la fruisce.
Convinzione che è diventata un fatto concreto e si è materializzata
nell’arco di venticinque anni.

Fiumara d’Arte e il paesaggio
Fiumara d’Arte si
impone nel territorio come un circuito d’arte non costretto entro
luoghi definiti, nel chiuso dei musei, subordinato al pagamento di
un biglietto e all’orario delle visite. L’intenzione di Presti è
stata quella di portare l’arte per strada, di renderla visibile e
accessibile, farla entrare nel quotidiano di ognuno, armonizzandola
con il paesaggio, connotando il territorio con il segno della
bellezza contro l’abusivismo edilizio.
Il binomio
natura-uomo, segreto della civiltà Mediterranea, rivive in questo
territorio; la cultura diventa un risveglio dell'energia antica che
ha mosso l'uomo e che gli ha permesso il viaggio verso la propria
grandezza, attraverso lo sviluppo del proprio essere. L’uomo,
mediante il linguaggio universale dell’arte, si trova fra terra e
cielo, fra materia e spiritualità, fra scultura e musica, fra natura
e segno. “Le opere della Fiumara suonano al vento come delle enormi
arpe eoliche".
Fiumara si è
candidata altresì a diventare, per la sua peculiarità, punta di
diamante di un turismo di qualità e dimostrazione concreta che
l’arte non solo rappresenta la bellezza, ma può essere un motore di
sviluppo economico per tutto il territorio.
Fiumara d’Arte
rappresenta oggi un valore indiscusso per il pubblico che l’ha
scelta e la sostiene.

Il
riconoscimento dell’opera
La storia di
Fiumara diventa paradigmatica della situazione di molte opere d’arte
contemporanea che per la natura dei materiali di esecuzione, per la
vulnerabilità stessa della materia esposta agli agenti atmosferici,
e per il mancato rispetto, diventano vittime di incuria, soggette a
degrado.
L’intervento di restauro di fatto comincia a compiersi nel momento
in cui la collettività prende coscienza della necessità di tutelare
e conservare un dato oggetto, perché vi riconosce un valore
artistico e storico.
Questo riconoscimento è accompagnato, e in parte preceduto, da
un’operazione di conoscenza dell’opera, nella sua "forma" e nella
sua "struttura", e dalla valutazione dell’istanza storico-estetica
degli elementi che la compongono, in relazione anche alle
vicissitudini di cui negli anni essa è stata protagonista.
Nel caso di
Fiumara d’arte, che per sua stessa natura pone come centrale la
“questione del destinatario”, cioè di colui che rende viva l’opera
animandola attraverso il suo sguardo, completandola idealmente ed
emozionalmente attraverso la propria creatività, il degrado e
l’abbandono fisico non sono stati effetto di indifferenza dello
spettatore. Al contrario, si è progressivamente sviluppato un
pubblico che costantemente visita la Fiumara d’Arte, che si lascia
trasportare dalla bellezza di queste imponenti sculture, che sosta
davanti al Labirinto o sulla spiaggia per far giocare
la luce del tramonto con la scultura-monumento di Tano Festa.
Le opere sono destinate al pubblico e il pubblico le ha fatte sue.
Il processo di creatività fonda e continua l’opera, nel flusso
costante dei visitatori, al di là del segno immobile che la
rappresenta nella forma.
E’ proprio questo
pubblico, nazionale e internazionale, che ha chiesto a gran voce
insieme al suo creatore di rispettare Fiumara, di intervenire per
bloccare i processi di degrado che fiaccano la consistenza fisica
delle opere.
E’ proprio in
conseguenza di questa richiesta e di questo impegno che Antonio
Presti il 22 aprile 2005 decide di chiudere la Finestra sul mare
di Tano Festa. Fa calare un velo con la parola Chiuso scritta
in tutte lingue, impedisce e interrompe la vista dell’opera per
salvarla dal disfacimento e conservarla intatta nell’immaginario del
pubblico. Un atto così forte che diventa esso stesso fatto artistico
e per la sua vasta eco contribuisce a che il grido di Fiumara
raggiunga finalmente le Istituzioni e veda il riconoscimento - da
lungo tempo richiesto da Presti - del museo e del suo diritto di
essere tutelato e conservato attraverso l’emanazione, nel gennaio
2006, della Legge Regionale 6/06, scritta e sostenuta dagli
onorevoli Fleres e Beninati.

Progettazione e
conservazione
Da questo momento
comincia la storia “istituzionale” di Fiumara. Le sculture, in
quanto facenti parte di una collezione pubblica, acquisiscono
finalmente il diritto alla tutela istituzionale. E sempre dalla
Finestra sul mare comincia idealmente il percorso che porterà,
nel più breve tempo possibile, ad intervenire col restauro per
bloccare il degrado di tutte le opere, ripristinare la fruibilità e
la leggibilità delle sculture monumentali e quel rapporto/dialogo
tra opera e fruitore in verità mai interrotto.
Da febbraio di
quest’anno sono iniziati i sopralluoghi e le indagini che porteranno
al restauro della scultura di Tano Festa che per la sua ubicazione
vicina al mare, sulla spiaggia di Villa Margi, è l’opera nella quale
il degrado è più visibile e grave.
L’intervento di
restauro, che comincerà a marzo, rappresenta un'altra tappa
significativa della storia di questo museo a cielo aperto e un
importante presupposto ideale nonché indicazione di prassi per il
convegno Fiumara d’Arte – Segni nel paesaggio. Valorizzazione,
Conservazione e Progettazione che si terrà presso l’Atelier sul
mare- Museo Albergo d’Arte Contemporanea il 25 e 26 maggio,
organizzato dall’Associazione culturale Fiumara d’arte e
dall’Associazione Amici di Cesare Brandi, nella piena convinzione
che la parola chiave per il contemporaneo sia la conservazione
fisica ma anche ideale di un’opera sensibile. Non si può parlare di
sopravvivenza di un’opera e quindi di un’idea se non attraverso il
rispetto di essa nella sua essenza fisica del quotidiano.
Il restauro come
atto estremo di salvaguardia del bene, la manutenzione ordinaria, la
conservazione come impegno periodico che allontani il più possibile
il momento del restauro, sono le linee guida della teoria del
restauro propugnata da Cesare Brandi, valida sia per l’antico che
per il contemporaneo, e sono le idee attorno alle quali si impernia
la struttura di questo convegno.
Attraverso
l’intervento di importanti esponenti nel campo del restauro ma anche
di giovani critici d’arte e artisti, il convegno sarà l’occasione
per affermare, parallelamente al valore della conservazione, la
necessità della progettazione: solo legando questi due aspetti si
può affermare e continuare a tenere vivo il valore del senso del
contemporaneo.
Fiumara è, e vuole
essere, il paradigma di questa idea, vuole conservare ma non
chiudersi nel processo a breve termine della storicizzazione. E
intende farlo progettando e continuando a dichiarare che il valore
dell’idea si esprime attraverso il segno. Solo continuando a
produrre segni, si consolida e diviene durevole il rapporto tra
opera d’arte e spettatore, tra artista e colui che sa rendere
l’altro creatore.
Il 25 maggio, in
concomitanza con il restauro della Finestra sul mare, ad apertura
dei lavori del convegno, verranno così presentate tre nuove camere
d’arte dell’Atelier sul mare.
A conclusione del
convegno sarà presentata la Fondazione Antonio Presti-Fiumara d’Arte
e il programma delle attività 2007/2008: per le attività inerenti la
conservazione, l’intervento sul Labirinto di Arianna di
Italo Lanfredini; per la parte della progettazione, la realizzazione
di tre nuovi interventi monumentali nei comuni di Motta d’Affermo,
Pettineo e Santo Stefano di Camastra e di altre tre nuove camere
d’arte presso l’Atelier sul mare.

Fondazione
Antonio Presti-Fiumara d’Arte / Laboratorio di conservazione e
progettazione
L’istituenda
Fondazione ha tra i propri obiettivi quello di creare un polo di
specializzazione post-universitaria vocato alla conservazione e alla
progettazione di arte e architettura nel paesaggio.
Fiumara d’Arte
diventa così officina attiva, laboratorio permanente di
sperimentazione e verifica di ordine sia teorico che pratico, in una
dimensione di dialogo internazionale
Il suo
fondatore vuole lasciare tutto il patrimonio culturale creato ad un
impegno etico di devozione alla bellezza.
|